Istituto Paisiello, statizzazione ferma: nuovo rischio chiusura?

 

L'allarme arriva dall'assessore regionale allo Sviluppo Economico Mino Borracino
pubblicato il 08 Marzo 2019, 20:36
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Tornano ad addensarsi nubi nere all’orizzonte per l’Istituto Superiore di Studi Musicali “G. Paisiello” di Taranto. Ogni qual volta sembra essere giunti alla fine del tunnel, puntualmente accade qualcosa che torna a mettere tutto in duscussione. E a far tremare 45 docenti e 600 alunni. Questa volta a pevantare il rischio chiusura è l’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Mino Borraccino.

Piccolo passo indietro. Lo scorso 8 febbraio, esattamente un mese fa, il senatore del Movimento 5 Stelle, Mario Turco, a margine degli stati generali AFAM a Roma, annunciò che il viceministro Fioramonti durante la riunione aveva informato i presenti della firma, da parte del titolare del Mef, Giovanni Tria, degli ultimi due decreti attuativi necessari per rendere concreta la statizzazione degli istituti musicali pareggiati, prevista dalla legge 96/2017. I decreti attuativi avrebbero dovuto infatti sancire l’ingresso nel pubblico del Paisiello.

L’assessore regionale Borracino evidenzia come l’istituto Musicale “Paisiello” sia “in gravi difficoltà finanziarie con il corpo docenti in mobilità sospesa e i corsi a rischio di slittamento o, addirittura, soppressione“. Le motivazioni sono ormai note: a sospensione dei trasferimenti che, da parte della Provincia di Taranto, sono bloccati dal gennaio 2017. Fino ad oggi infatti le uniche risorse economiche sulle quali si sono rette le sorti dell’Istituto musicale tarantino sono pervenute dal Miur per effetto di Decreti ministeriali emanati in conseguenza della Legge n.96/2017 e della finanziaria 2018. Il problema è che i fondi erogati a pioggia dal Miur, sono uguali per tutti gli istituti musicali: il che significa che se quei fondi possono bastare per sedi più piccole, lo stesso non può dirsi per il Paisiello, che abbisogna di ingenti risorse per garantire la sua funzionalità.

L’istituto, come si ricorderà, dipendeva economicamente dalla Provincia, ma i tagli agli enti locali hanno impedito che le sovvenzioni continuassero. La sua prosecuzione sotto l’’egida dell’Ente di via Anfiteatro è stata messa in discussione dalla riforma delle province, la cosiddetta legge “Delrio” dal nome del ministro proponente (legge n. 56/2014), la quale non previde la formazione musicale fra le funzioni fondamentali delle province. Lo scorso 23 ottobre, l’ex presidente della Provincia Martino Tamburrano firmò un decreto di sospensione della mobilità del personale docente fino al 31 ottobre 2019, proprio in vista del processo di statizzazione dell’istituto musicale, che secondo le previsioni si dovrebbe concretizzerare nel 2020 secondo quanto previsto dalla Legge di Stabilità del 2018 approvata nel dicembre del 2017. Provvedimento, l’ultimo di Tamburrano, resosi indispensabile visto che il 31 ottobre, come stabilito dal precedente decreto del Presidente della Provincia (n.43 del 27/04/2018), sarebbe scaduta la proroga per i 45 docenti presso l’Istituto Musicale Paisiello in riferimento alla procedura di collocamento in disponibilità del personale docente dell’Istituto Paisiello. Tamburrano in quell’occasione sottolineò anche lo stanziamento di circa 2 milioni di euro accantonati nel bilancio provinciale per consentire il pagamento delle mensilità degli operatori dell’Istituto di alta formazione musicale.

La Legge 96 e la Legge Finanziaria 2018 – continua l’assessore Borracino – prevedevano l’adozione di Decreti attuativi che avrebbero dovuto individuare il percorso di statizzazione, ma da allora il Governo non ha dato seguito a quanto definito nella Legge dello Stato, lasciando il Paisiello in gravi difficoltà“. “Le risorse di cassa – sottolinea l’assessore regionale – sono davvero esigue e l’Istituto rischia definitivamente di chiudere. Questa sarebbe una sciagura per la città di Taranto e per tutta l’area jonica che perderebbe un grande punto di riferimento culturale ed artistico, costringendo i giovani talenti musicali del territorio ad emigrare presso altre aree del Paese o a rinunciare al loro percorso di studi, oltre che causare la cancellazione di posti di lavoro per docenti e personale che oggi si trovano già con le buste paga a rischio“. L’appello va al governo che “credo – continua Borraccino – debba inderogabilmente intervenire per definire con urgenza il trasferimento di risorse ed il percorso di statalizzazione dell’Istituto così come previsto dalla Legge n. 96/2017 e dalla Finanziaria del 2018. Mi risulta che il Consiglio di Amministrazione abbia già scritto, a febbraio 2019, al Ministero della Pubblica Istruzione per riferire in maniera esaustiva sulla grave situazione sopra descritta. Il Governo faccia quello che è dovuto per la statalizzazione dell’Istituto Paisiello. Non vorrei – ha concluso – che, dopo i proclami, qualcuno pensasse che il Paese possa vivere di propaganda e di retorica“.

La speranza è che tutto si risolva quanto prima: il Paisiello è un bene da custodire e proteggere ad oltranza per la storia e la cultura di questa città. 

Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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