Vianello (M5S) e Meet Up di Taranto all’attacco di Emiliano e ambientalisti

 

Sulle affermazioni del governatore Emiliano sulla situazione ambientale di Taranto e le ultime iniziative di Peacelink
pubblicato il 07 Marzo 2019, 19:59
4 mins

Non mi sorprendono i continui scivoloni e le menzogne di Michele Emiliano. La verità ormai inconfutabile è sotto gli occhi di tutti ed è il suo fallimento, evidente in questi quattro sciagurati anni di mandato“. Lo afferma il deputato tarantino del Movimento 5 Stelle Giovanni Vianello, replicando a quanto affermato ieri dal governatore pugliese in particolare sulla questione dell’inquinamento nel capoluogo jonico. “Nella disperazione totale di perdita di consenso – aggiunge – Emiliano cerca da una parte un supporto da chiunque sia a caccia di una poltrona e dall’altra la butta in confusione per nascondere le nefandezze da lui operate. Questo atteggiamento disperato però fa male ai pugliesi, perché la guerra di Emiliano contro il Governo sta di fatto bloccando la Puglia. Gli esempi si sprecano: ultima regione per l’attuazione delle Zone Economiche Speciali, ultima regione per impiego fondi PSR per l’agricoltura, tra le regioni con lo smaltimento di rifiuti più alto d’Italia e abbondantemente sotto i livelli di raccolta differenziata previsti per legge, sanità allo sbando, trasporto pubblico locale regionale disastroso“.

Nella tarda serata di ieri, il Meet Up Amici di Beppe Grillo Taranto attraverso un comunicato stampa aveva duramente attaccato gli ambientalisti tarantini. “Il problema dell’inquinamento a Taranto è serio e conclamato. Le ricadute su salute, qualità della vita, economia e lavoro sono sotto gli occhi di tutti, enormi come macigni che sono stati posti davanti al futuro della città. Difficili i percorsi per uscirne e tutelare le categorie (adulti, bambini, lavoratori, imprese) che sono travolte dalle scelte industriali operate decenni fa e tenute in piedi dai passati Governi con decreti e provvedimenti che hanno effettivamente bloccato ogni possibilità di rimuovere da Taranto la fabbrica che più esercita un’azione inquinante, ovvero l’ex Ilva ora Arcelor Mittal – si legge nella nota -. Certo che, voler approfittare della preoccupazione dei cittadini per fare scalpore e montare ad arte sceneggiate autoreferenziali, supera il livello di guardia della decenza politica“.

E così vediamo che i dati comunicati dall’agenzia Arpa sulle emissioni, rilevati periodicamente (in successione mensile ed annuale), che mantengono alto il livello di attenzione e rischio sull’azione inquinante della suddetta fabbrica, vengono addirittura manipolati ed interpretati in modo improprio da un’associazione che fa politica sullo scalpore e sull’enfasi delle dichiarazioni – prosegue la nota -. Questa libera e strumentale interpretazione  comporta che l’aumento del livello di inquinamento millantato dall’associazione sia sproporzionato e alterato rispetto al valore reale (che non viene assolutamente negato dagli scriventi). Ci sembra evidente che questo tentativo di drammatizzazione rasenti il reato di “procurato allarme”, cosa grave e inaccettabile di fronte ad un’opinione pubblica che vive quotidianamente la tensione del rapporto tra inquinamento e salute“.

Allora ci sentiamo di affermare che, prima di seguire gli incantatori che vogliono acquistare visibilità aumentando la tensione sociale, è opportuno documentarsi,  confrontarsi con i 5 parlamentari del M5S che hanno avuto l’incarico dai tarantini di occuparsi della questione “Taranto”, per poter uscire dall’era dell’acciaio e poter guardare finalmente il futuro in modo sano, sereno e sostenibile” conclude la nota.

Condividi:
Il Corriere di Taranto, i fatti del giorno. Contatta la nostra redazione: [email protected]

Commenta

  • (non verrà pubblicata)