Verdi e Peacelink: “Immunità scade 30 marzo. Dati diossina reali”

 

Angelo Bonelli, coordinatore nazionale dei Verdi a Taranto, in conferenza stampa con Peacelink e il consigliere comunale Vincenzo Fornaro
pubblicato il 07 Marzo 2019, 18:52
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Sulla tanto discussa immunità penale di Arcelor Mittal, noi abbiamo scoperto anche con una verifica presso la procura della repubblica di Taranto, scadrà tra 3 settimane. Il 30 marzo 2019 Arcelor Mittal non sarà più sottoposta a immunità penale“. Così Angelo Bonelli, coordinatore nazionale dei Verdi questa mattina a Taranto, in conferenza stampa con Peacelink e il consigliere comunale Vincenzo Fornaro. “Il fatto che l’immunità penale concessa agli affittuari e futuri acquirenti dell’ex Ilva scada il 30 marzo 2019 – ha aggiunto Bonelli nel corso della conferenza stampa a Taranto – lo si rileva anche da un passaggio del provvedimento con il quale il gip di Taranto Ruberto ha disposto la trasmissione degli atti alla Consulta sollevando sul tema una questione di legittimità costituzionale. In base al decreto 98 del 2016 e anche in quanto per quanto scritto nell’atto del giudice Ruberto – ha sottolineato Bonelli – l’immunità penale scade il 30 marzo 2019. Non c’è ombra di dubbio da questo punto di vista. Il ministro dell’Ambiente Costa questo sicuramente lo sa, forse non lo sapeva ArcelorMittal. È chiaro che da oggi si apre una questione molto importante: la rinnoveranno o non la rinnoveranno? Io sono sicuro che non la rinnoveranno. Una cosa è palese: il 30 marzo del 2019 la Procura della Repubblica di Taranto potrà perseguire, ove ci fossero, reati commessi in nome di un inquinamento che vogliamo non ci sia più“.

Il leader dei Verdi poi ha replicato ai rappresentanti del M5S che lo hanno accusato di allarmismo per aver diffuso dei “dati sull’aumento della diossina a Taranto – ha spiegato Bonelli – poi confermati dalla stessa Arpa e nel corso della riunione convocata dal Dipartimento Salute della Regione Puglia. Un copione già visto come con l’ex ministro Clini, che mi denunciò per procurato allarme ma l’inchiesta si concluse con un archiviazione, e con la questione dei picchi di diossina negli anni 2014-2015 al rione Tamburi“. Il problema “per loro – ha concluso Bonelli – è la presunta fuga di notizie e non il merito di quanto viene riferito e che la popolazione ha diritto di conoscere. Come in quelle occasioni, noi abbiamo reso pubblico i dati mentre quei dati non venivano resi pubblici. E ricordo che la diossina, secondo l’Arpa, è aumenta del 1000% nel giro di un anno nella masseria Carmine e non del 916% come avevamo detto noi secondo i primi dati acquisiti. Quindi, la situazione è ancora più preoccupante: con valori simili nel dicembre 2008 furono abbattuti 600 capi di bestiame contaminati dalla diossina“. 

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Un Commento a: Verdi e Peacelink: “Immunità scade 30 marzo. Dati diossina reali”

  1. Piero

    Marzo 8th, 2019

    Ogni tanto questo tizio viene fuori, sempre poco prima delle elezioni, crea danni, dice sciocchezze incredibili e poi, dopo essere stato eletto sparisce a godersi lo stipendio e il vitalizio.

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