Cgil Taranto: “Città è malata, occorre intervenire”

 

pubblicato il 07 Marzo 2019, 17:31
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Taranto è un malato cronico, occorre dare risposte in termini di cose fatte o da fare, senza ulteriori tergiversamenti“. A dirlo è Eva Santoro, della segreteria provinciale Cgil, parlando della situazione ambientale della città pugliese, in merito agli ultimi dati sull’inquinamento (in aumento). “Servono interventi di natura sanitaria, ma anche tutta la gamma di migliorie sulla vigilanza, il controllo, la bonifica che pure nei Dpcm, negli addendum ambientali, nei tavoli ministeriali, nelle proposte di “ambientalizzazione”, e infine sulle pagine dei media e dei social media, tutti sembrano avere a portata di mano, salvo poi non attuarle”. Per la Cgil le problematiche ambientali e sanitarie “dell’area Sin di Taranto restano, e sono ancora senza risposte”.

La Cgil tarantina evidenzia di aver già denunciato “alcuni mesi fa, all’atto della pubblicazione delle stime del ministero della Salute sulla griglia dei Livelli di assistenza (Lea), che le donne rimanevano vittime di uno ‘scostamento non accettabile’ proprio alla voce sulla prevenzione dei tumori. Segnalazione che a suo tempo rivolgemmo al governatore della Puglia e che ciclicamente abbiamo posto con pressione a tutti i tavoli cui abbiamo presto parte. Un invito all’operatività che sembra cadere nel vuoto“. Per Santoro occorre “fare presto per ottenere screening sempre più serrati, per comprendere la tempistica per la realizzazione dei filtri a manica previsti nell’agglomerato. Occorre fare presto per migliorare e rafforzare la rete di monitoraggio, per esigere che quel miliardo e duecento milioni di euro che i commissari Ilva avrebbero dovuto spendere per le bonifiche siano veramente spesi. I distinguo li faremo a tempo debito, ora abbiamo il dovere di salvare ciò che va salvaguardato fino allo stremo delle nostre forze“.

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