Ilva, 2 miliardi per attuazione Piano Ambientale

 

Lunga audizione dei Commissari Straordinari dell'Ilva in Amministrazione Straordinaria sullo stato di attuazione del Piano Ambientale
pubblicato il 06 Marzo 2019, 11:49
7 mins

Lunga audizione questa mattina presso la Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, da parte dei Commissari Straordinari dell’Ilva in Amministrazione Straordinaria, dottor Piero Gnudi, dottor Corrado Carrubba e prof. Enrico Laghi, in merito allo stato di attuazione del Piano Ambientale che dovrà essere attuato entro il 2023.

A relazione, come oramai accade da diversi anni a questa parte, è stato il commissario Laghi. Che ha iniziato il suo aggiornamento dichiarando che “Arcelor Mittal sta rispettando le indicazioni previste dal cronoprogramma dei lavori. Nè riscontriamo ritardi sulle indicazioni previste dall’Addendum Ambientale dello scorso settembre“. Laghi ha fornito ai parlamentari presenti una serie di dati aggiornati molto dettagliati. Ad esempio la copertura del parco fossile in avanzato stato di realizzazione, così come  non si riscontrano ritardi sui tempi di lavoro che prevedono entro maggio 2019 il completamento del 50% dell’attività per la porzione limitrofa al quartiere Tamburi ed entro il 31 dicembre prossimo il completamento per tutta l’area che conterrà le materie prime, ovvero i parchi minerali.

Laghi ha inoltre dichiarato che “l’amministrazione straordinaria di Ilva ha già avviato tutti i principali interventi previsti dal cronoprogramma stabilito dal decreto 2017“. Laghi ha inoltre informato che entro il 2021 saranno completati i principali interventi previsti dal Piano ambientale dell’Ilva. La stima totale degli investimenti ambientali è pari a circa due miliardi di euro, così divisi: 600 milioni per gli impianti dell’area a caldo; 500 milioni per la copertura dei parchi e la chiusura dei nastri e fabbricati; 300 milioni per la gestione e il trattamento delle acque, dei rifiuti e delle discariche; 400 per altri interventi, la sicurezza e l’ambiente; 200 milioni per ulteriori fondi.

Interventi che hanno visto la spesa di circa 600 milioni di euro, che ha riguardato la riduzione del -30% della giacenza media annua per le materie prime; l’arretramento di 80m dal confine stabilimento del Parco Minerale; l’Avvio del cantiere di copertura parchi primari minerale e fossile; il completamento della copertura di 2 parchi calcare. Sull’area a caldo invece gli interventi eseguiti hanno riguardato il Revamping dell’AFO1, condensazione vapori loppa, depolverazione stock-house; l’installazione di filtri a manica per la depolverazione ambiente degli impianti (linea D e linea E); la chiusura del tetto ed installazione filtro a manica per trattamento fumi; il miglioramento sistema prevenzione slopping con tecnologia RAMS.

Interventi dall’amministrazione straordinaria sono avvenuti anche sulle Cokerie nelle quali è stata applicata la fermata di 6 batterie su 10 e l’intervento di installazione filtri a tessuto batterie 9-10. Sul fronte della chiusura dei nastri e dei fabbricati l’amministrazione straordinari ha effettuato la sigillatura e depolverazione edifici, per evitare il fenomeno delle polveri diffuse e la copertura 42,3 km di nastri trasportatori (72% totale).

Tra le accelerazioni agli interventi previsti dal Piano – ha osservato Laghi – ci sono il completamento della copertura del parco minerale entro dicembre 2019 invece che entro ottobre 2021; la copertura del parco fossile entro maggio 2020 invece che entro ottobre 2021; il completamento della pavimentazione del parco loppa entro settembre 2019 invece che entro aprile 2022; il completamento della copertura del parco agglomerati entro ottobre 2021 invece che aprile 2022; l’accelerazione degli interventi di raccolta e trattamento delle acque piovane, da completare entro dicembre 2022 invece che entro agosto 2023. 

Ovviamente in Commissione Ambiente è stato toccato, su sollecitazione dei vari parlamentari intervenuti, il tema sugli ultimi dati della qualità dell’aria diffusi nei giorni scorsi a Taranto e sulla stampa locale e nazionale. Sulla questione Laghi ha affermato che “I dati di qualità dell’aria non hanno evidenziato il superamenti dei limiti delle emissioni nelle aree interne allo stabilimento. Non c’è stato nessun superamento delle polveri e altri potenziali inquinanti“. “Non abbiamo evidenze del superamento dei limiti previsti dalle norme vigenti, cioè dall’Aia all’interno dello stabilimento come risulta dai dati fornitici dal nostro gestore su nostra richiesta. Dati questo che poi trasmetteremo al Mise unitamente con una relazione” ha detto ancora Laghi. Sull’argomento Laghi ha fatto presente che la struttura commissariale non è rimasta inerte e che dopo aver chiesto a Mittal – e in seguito a una nota di Arpa Puglia – i dati sulle emissioni non segnalano “superamenti dei limiti emissivi sia per le centraline dell’area urbana sia per le aree interne dello stabilimento per le emissioni di polveri o altri materiali potenzialmente inquinanti“.

Dati dunque nella norma dei limiti emissivi previsti sia per le centraline dell’area urbana sia per le aree interne dello stabilimento. “Le nostre analisi sono state effettuate sulla base dei dati disponibili e di quelli sollecitati anche a Mittal. E in una nota del 4 marzo scorso Arpa Puglia ha chiarito come non fossero condivisibili sia i metodi di calcolo utilizzati da Peacelink che il punto di vista tecnico scientifico sulla base del quale sono elaborati i dati. Da quanto esaminato, dunque, Arpa Puglia ha garantito che nulla porta ad evidenziare un superamento dei limiti previsti dalle norme vigenti“, ha spiegato ancora Laghi, che ha aperto alla possibilità di una visita allo stabilimento di Taranto da parte della Commissione ambiente. “Possiamo chiedere al gestore se ha intenzione di organizzare una visita nelle forme che riterrà opportuno. Ci faremo carico di questa esigenza“, ha detto.

Infine, uno sguardo alla situazione occupazionale. “Il monitoraggio sull’attuazione dell’accordo sindacale prosegue. Il numero dei soggetti che hanno aderito al Piano di incentivazione supera i mille. Per coloro che non hanno aderito vale la clausola sociale, con l’obbligo di assunzione da parte di Mittal in un arco temporale predefinito“, ah detto il commissario straordinario Ilva Enrico Laghi. “Non siamo in grado di poter individuare oggi il numero di lavoratori che potranno essere utilizzati in interventi di bonifica sulle aree escluse – osserva Laghi – sono in corso, d’intesa con le organizzazioni sindacali, tutte le iniziative per valutare processi di riqualificazione e di formazione per dare ai lavoratori le qualifiche necessarie per beneficiare di soluzioni alternative” ha concluso.

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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