ArcelorMittal: aggredito delegato Fim-Cisl

 

Bentivogli: "Chi specula politicamente su questa vertenza è il mandante indiretto"
pubblicato il 06 Marzo 2019, 18:20
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È di pochi minuti fa la notizia dell’aggressione subita da un delegato Fim-Cisl, RSU dello stabilimento tarantino Arcelor Mittal, aggredito con un coltello all’uscita del turno di lavoro da un collega in Cassa Integrazione. Lo riferisce l’Ufficio stampa del sindacato.
Il giovane delegato, alla fine del turno di lavoro, alle ore 15, è stato aggredito con un pugno alla testa. Un’altra RSU Fim-Cisl per fortuna è intervenuta immediatamente evitando che proseguisse l’aggressione. Non contento, scrive l’Ufficio stampa, l’aggressore ha preso un coltello nell’intento di lanciarlo al nostro delegato. Non riuscendoci si è recato verso la sua auto dalla quale ha prelevato una spranga cercando di raggiungere nuovamente il nostro delegato, senza colpirlo.
“L’atto gravissimo, ai danni del nostro delegato, è la diretta conseguenza del clima d’odio di chi continua ad alimentare strumentalmente paura e tensione tra i lavoratori mettendoli uno contro l’altro – afferma Marco Bentivogli, segretario generale -. Quanto accaduto oggi è il risultato di chi sulle difficoltà dei lavoratori in Cassa Integrazione cerca di creare consenso perverso figlio di una storia che pensavamo sepolta da anni. È di questa mattina un comunicato della nostra struttura territoriale di Taranto che esprimeva la preoccupazione per il clima in azienda, in particolare, per le difficoltà dei lavoratori in amministrazione straordinaria”.
La Fim-Cisl, continua la nota sindacale, “dall’inizio di questa vertenza complicatissima è sempre stata chiara con i lavoratori, non nascondendo il difficile percorso che avrebbero dovuto affrontare, compreso quello degli ammortizzatori sociali. Dopo anni di incertezza sul futuro del siderurgico tarantino e sulla situazione ambientale della città, con l’accordo raggiunto il 6 settembre 2018 con Arcelor-Mittal, si sono gettate le basi per la ripresa lavorativa, la messa in sicurezza degli impianti e la sostenibilità ambientale. E’ chiaro che dopo anni di abbandono, non tutto è realizzabile nell’immediato, servono tempo e pazienza ma il percorso è appena iniziato. Chi continua a speculare politicamente su questa vertenza è il mandate indiretto di quanto accaduto oggi, che solo per caso non ha portato a conseguenze peggiori. Chiediamo alle forze dell’ordine e al Questore di Taranto una maggiore attenzione e vigilanza affinchè questi episodi non si ripetano”.

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