Il Taranto perde a Gravina. Addio sogno promozione?

 

pubblicato il 03 Marzo 2019, 17:52
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Fine della corsa. Nella peggior giornata della stagione il Taranto perde 2-0 a Gravina, terminando la gara in nove uomini, e allungando il distacco a cinque punti rispetto alla vetta occupata dal Picerno, vincente a Pomigliano e che ha anche una gara casalinga da recuperare proprio con il Gravina. Ciò significa che la squadra rossoblù si potrebbe ritrovare ad accusare anche otto punti di distacco dal primo posto a nove giornate dal termine.

Una giornataccia per il Taranto che non perdeva dal 25 novembre scorso e che era in serie positiva da ben dodici turni. Inoltre trattasi della prima sconfitta con il difensore Di Bari, acquisto del mercato invernale, in campo.

L’ennesima formazione differente messa in campo dal tecnico Panarelli rispetto alla domenica precedente (Di Senso, Favetta e Bonavolontà titolari al posto di Oggiano, Croce e Marsili) non ha sortito gli effetti consueti. La squadra, come dichiarerà a fine gara lo stesso allenatore, è parsa poco cattiva dal punto di vista agonistico ed ha subìto la verve atletica di un avversario che specie nel primo tempo ha attuato un pressing molto efficace sui portatori di palla rossoblù. Il Taranto ha giocato, insomma, più di fioretto che di spada, perdendo diversi duelli a centrocampo rispetto ad un Gravina subito pericoloso nei primi minuti di gara che ha avuto due buone occasioni ( al 5’ e al 7’) per passare in vantaggio non concretizzatesi per merito del portiere jonico Antonino.

Il Taranto ha provato, comunque, a rendersi pericoloso in due occasioni (all’11’ con una punizione di D’Agostino e al 28’ con un tiro dalla distanza di Di Senso) ma è capitolato intorno alla mezz’ora del primo tempo nello sviluppo di un’azione seguente a calcio d’angolo che ha visto l’ex di turno Nigro colpire di testa la palla ed insaccarla nella rete rossoblù.
A questo punto il tecnico Panarelli provava a cambiare uomini e modulo inserendo una punta (Croce) per un difensore (Bova) schierando la squadra con il 3-4-1-2.
Un cambio modulo che ha reso il Taranto più pericoloso solo nei primi minuti del secondo tempo in tre circostanze (al 2’ con Favetta che nell’area piccola tira a botta sicuro ma trova l’opposizione del portiere di casa, al 6’ con un colpo di testa di poco alto sulla traversa di Croce ed all’11’ con una traversa colpita sempre da Croce di testa).

La spinta propulsiva del Taranto si esauriva qui nonostante l’ingresso in campo di Salatino per Bonavolontà, di Oggiano per Di Senso ma soprattutto di Roberti per Manzo che portava gli jonici a schierarsi con addirittura ben sei giocatori offensivi (D’Agostino, Esposito, Oggiano, Favetta, Croce e Roberti).
Anzi in contropiede il Gravina raddoppiava al minuto 30 con il neo entrato attaccante Santoro, al dodicesimo centro stagionale.
La partita si chiudeva qui con un Taranto frustrato dalle perdite di tempo degli avversari e dal nervosismo che prendeva il sopravvento sull’ormai scarsa lucidità. Al minuto 41 veniva espulso il difensore Ferrara per doppia ammonizione ed al minuto 45’ il centrocampista Salatino, rosso diretto, per un fallaccio a metà campo su un giocatore del Gravina.

“Questa sconfitta proprio non ci voleva però non ci dobbiamo abbattere. Occorreva maggiore cattiveria e determinazione. Dobbiamo riflettere sulla nostra prestazione. Abbiamo mostrato poco coraggio nel prendere in mano la partita sin dai primi minuti del match. Non ci possiamo permettere di giocare così” – queste le dichiarazioni da parte dell’allenatore del Taranto, Panarelli, che evidenziano grande amarezza.

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