Ex Ilva, ministro Lezzi: “Puè essere ecocompatibile. Toglieremo immunità penale”

 

"Noi ci stiamo mettendo al lavoro sulla riconversione economica per Taranto. Solo questa potrà consentire poi la chiusura dell'Ilva"
pubblicato il 02 Marzo 2019, 18:45
2 mins

Nel prossimo provvedimento utile, nelle prossime settimane, verrà inserita l’abolizione dell’immunità penale che è uno dei nodi da sciogliere immediatamente“. Lo ha detto il ministro per il Sud, Barbara Lezzi, parlando con i giornalisti della vicenda ex Ilva e delle richieste delle famiglie tarantine di chiudere lo stabilimento e togliere l’immunità ai gestori dello stabilimento. “Purtroppo non è sempre facile portare avanti certe decisioni, – ha detto Lezzi – ma noi ci stiamo muovendo in quella direzione. È stato già firmato il tavolo permanente presso la Presidenza del Consiglio dei ministri da parte di Conte la settimana scorsa, quindi noi ci stiamo mettendo al lavoro sulla riconversione economica per Taranto. Solo questa potrà consentire poi la chiusura dell’Ilva“.

In Ilva potrebbero subentrare requisiti di innovazione e di tecnologia tali da poterla rendere compatibile. Però se non ci saranno questi – ha detto il ministro Lezzi – l’intenzione del Movimento 5 Stelle è quella di dare delle alternative all’Ilva. Cosa che in questo momento Taranto non ha“. “Allora gli oltre 10.000 operai devono trovare una nuova occupazione, tutto l’indotto deve avere una nuova occupazione. Tutta Taranto deve avere una nuova visione, un nuovo progetto di futuro. Noi stiamo lavorando su questo. Sul sito del Ministero dello Sviluppo economico è partita già la call per il Tecnopolo, per studiare e immaginare una riconversione economica del territorio di Taranto. È questo il nostro primario obiettivo: – ha concluso il ministro – non lasciare Taranto nella povertà e non lasciarla però in preda all’inquinamento, ma darle la possibilità di scegliere”.

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3 Commenti a: Ex Ilva, ministro Lezzi: “Puè essere ecocompatibile. Toglieremo immunità penale”

  1. nottedimaggio

    Marzo 3rd, 2019

    Forza Barbara, fate vedere che non siete quei “dilettanti allo sbaraglio” che vengono dipinti ovunque. Ricordatevi che siete in mezzo ad un branco di iene pronte ad azzannarvi sul collo appena sbagliate anche un semplice starnuto. Tenete duro.

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  2. Piero

    Marzo 3rd, 2019

    Eccome no. Basterebbe già solo sfruttare l’enorme giacimento di pure’ di patate sul fondo del mar piccolo.

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  3. Lina Ambrogi Melle

    Marzo 4th, 2019

    È scientificamente dimostrato che l area a caldo del siderurgico di Taranto NON può essere ecocompatibile per le sue tecnologie e perché situata a ridosso della città. Del resto a Genova l ‘area a caldo dell’Ilva , analoga a quella tarantina, fu dismessa nel 2005 per ragioni sanitarie. Inoltre non é sufficiente cancellare solo la vergognosa ed incostituzionale IMMUNITÀ ai gestori del siderurgico Tarantino, ma occorre cancellare il DPCM del 29 settembre 2017 che ha autorizzato la prosecuzione della produzione di acciaio fino al 2023 con impianti non a norma che ” causano malattie e morti ” . Quel DPCM presenta vari vizi di legittimità costituzionale e la Regione l’ha impugnato davanti al TAR. Anche noi cittadini abbiamo fatto un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica per chiederne l’annullamento previa SOSPENSIVA. Già la Corte dei Diritti dell Uomo a Strasburgo ci ha dato ragione condannando l ‘ITALIA ed imponendo al Governo di porre rimedio alla situazione gravissima ATTUALE.
    Pertanto occorre solo fermare immediatamente l area a caldo, come da ordinanza della Magistratura del luglio 2012 : NON ci sono altre soluzioni.

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