“ArcelorMittal garantisca sistema indotto: correttezza nelle procedure e sicurezza sul lavoro”

 

L'assessore regionale Borraccino: "Emergono alcune criticità nel modo di porsi del gruppo rispetto all'indotto"
pubblicato il 26 Febbraio 2019, 19:16
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E’ stata rilevata nelle ultime settimane la presenza nello stabilimento di Taranto di aziende ritenute “non adeguatamente strutturate” per garantire gli standard di legalità e sicurezza richiesti per operare nel Siderurgico. ArcelorMittal chiede di applicare dei ribassi sui prezzi normalmente applicati che risultano, così, insostenibili dalle imprese che intendono garantire il rispetto di tutte le prescrizioni legali, nonché adeguati livelli di qualità e di sicurezza delle attività svolte“. E’ quanto sottolinea in una nota l’assessore regionale allo Sviluppo economico Mino Borracino.

Non ci sono informazioni sufficienti, al momento, circa le nuove procedure di qualifica dei fornitori. Questo problema interessa sia le imprese che attualmente operano all’interno dello stabilimento di Taranto sia le imprese che intendono accreditarsi. E’ auspicabile, invece, – evidenzia l’assessore – che vengano rese pubbliche in tempi brevi le procedure che saranno adottate per ottenere la qualifica fornitore in Arcelor Mittal, con l’adozione di criteri che garantiscano una corretta concorrenza tra i fornitori. Ciò, per evitare che vengano inserite imprese non all’altezza in tema di sicurezza, qualità e trasparenza“.

Per quanto riguarda le sub-forniture, occorre evitare che si verifichino fenomeni distorsivi della concorrenza tra i fornitori. Si deve evitare, cioè, che le commesse possano essere affidate ad imprese che le acquisiscano a prezzi eccessivamente scontati per poi affidarne la realizzazione ad imprese terze – si legge ancora nella nota -. In definitiva, occorre supportare il tessuto imprenditoriale locale. Si tratta di un tessuto imprenditoriale già duramente colpito da commesse effettuate e non pagate: un tracollo di circa 350 milioni di euro, dovuto in parte al dissesto del Comune di Taranto e in parte al fallimento dell’ILVA. A questo si aggiunge la crisi economica generale che dal 2008 colpisce l’Italia e in particolare il Mezzogiorno“.

Pertanto, il mio appello ad ArcelorMittal è di non cannibalizzare un sistema già severamente provato. Al contrario, va assicurata la massima trasparenza nelle prescrizioni, per evitare infiltrazioni della criminalità organizzata e vanno garantiti prezzi accettabili ai fornitori, in modo da evitare abbassamenti della qualità e da rispettare gli standard di sicurezza. Non vogliamo trovarci ancora a piangere persone decedute sul lavoro” conclude l’assessore regionale.

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