Parco eolico: tra ambiente e multinazionali

 

A marzo tavolo tecnico al ministero dell'Ambiente su piano di caratterizzazione. Progetto finanziato con 82 milioni da una banca francese
pubblicato il 25 Febbraio 2019, 20:01
9 mins

Ci sono novità importanti per quanto riguarda la realizzazione del parco eolico off shore nella rada di mar Grande. La società Beleolico srl ha infatti inviato lo scorso 21 febbraio al ministero dell’Ambiente, ad ISPRA e ad ARPA Puglia, i riscontri alle osservazioni e alle prescrizioni dei pareri delle due agenzie sul piano di caratterizzazione. A tal proposito il prossimo 13 marzo si svolgerà a Roma presso gli uffici del ministero dell’Ambiente, un tavolo tecnico con tutti gli attori interessati alla vicenda.

La stessa società, nel gennaio dello scorso anno, ha ottenuto dal ministero dell’Ambiente, di concerto con quello dei Beni Culturali e del Turismo, una proroga di tre anni, fino al 24 agosto 2020, per realizzare quello che dovrebbe diventare il primo impianto eolico offshore in Italia. Con il decreto n. 7 del 17 gennaio infatti, il ministero dell’Ambiente ha prorogato la validità del decreto di Via n. 391 del 24 luglio 2012.

Si è dunque in ritardo nella realizzazione del progetto, visto che la società Belenergia era convinta di iniziare la costruzione del parco nel 2017 per renderlo opeativo nel 2018.

Tra l’altro, sempre a giugno 2017, Senvion, produttore mondiale tedesco di turbine eoliche, fu nominato da Beleolico Srl, affiliata di Belenergia.S.A, come fornitore per il parco eolico di Taranto, con una potenza nominale totale di 30 megawatt (MW). Il progetto prevede dieci turbine Senvion 3.0M122, ciascuna con un’altezza mozzo di 100 metri. Le turbine secondo il progetto saranno situate di fronte al porto di Taranto in Puglia, con profondità del fondale marino comprese tra 4 e 18 metri. La consegna e l’installazione delle turbine era prevista nell’estate del 2018, mentre la loro messa in servizio sarebbe dovuta avvenire nell’autunno del 2018. Insieme alla fornitura e all’installazione di turbine, l’accordo firmato da Beleolico e Senvion prevedeva un contratto di manutenzione completo per il parco eolico di Taranto della durata di 25 anni. 

(leggi il nostro articolo https://www.corriereditaranto.it/2018/01/25/parco-eolico-offshore-mar-grande-la-beleolico-ottiene-proroga-della-via-sino-al-2020/)

 

Il progetto finanziato a una banca francese per 82 milioni di euro

Intanto, proprio quest’oggi dal mondo finanziario arriva una notizia riguardante il progetto del parco eolico off shore. La società Ernst & Young, insieme allo studio legale italiano Bonelli Erede Pappalardo primo per fatturato in Italia (pari a 135 milioni di euro), hanno assistito Natixis Sa. Parigi, in qualità di banca finanziatrice e Natixis Sa Milan Branch (filiale di Milano), in qualità di Structuring Bank (attraverso la quale viene erogata la somma economica), nel finanziamento di 82 milioni di euro per la realizzazione del primo parco eolico off-shore nel Mediterraneo, realizzato dalla società Beleolico srl, detenuta al 100% da Renexia, del gruppo Toto. Nell’ambito dell’operazione, si apprende sempre da ambiti finanziari, il debitore Beleolico srl e’ stato assistito da BonelliErede.

L’operazione in questione, si inserisce nella strategia di Renexia, società del Gruppo Toto costituita nel 2011 e attiva nel settore della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, di sviluppo e valorizzazione degli asset e di costruzione e gestione degli impianti, nell’ambito della quale, in Italia, sta realizzando il progetto della Beleolico, che è stato acquisito da Belex Holding (società del Gruppo Belenergia) tramite la propria controllata Renexia Wind Offshore S.p.A., sempre con l’assistenza di BonelliErede.

 

Renexia aveva pensato di rinunciare al progetto

Eppure, soltanto nello scorso dicembre, sembrava che Renexia avesse preso in seria considerazione l’idea di rinunciare alla realizzazione del progetto. Un’operazione che ricalcherebbe quella portata a termine proprio lo scorso dicembre quando sempre la società Renexia, attraverso la sua controllata americana US Wind Inc ha sottoscritto un accordo con EDF Renewables North America, una controllata della multinazionale francese EDF per la cessione della concessione relativa alla progettazione, costruzione e gestione del parco eolico offshore più grande al mondo, nello specchio d’acqua che si trova di fronte alle coste del New Jersey e che si estende per circa 750 chilometri quadrati (una estensione superiore a due volte l’isola di Malta), che può ospitare sino a 2500 megawatt di potenza installata. Il prezzo dell’operazione ha superato i 215 milioni di dollari.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2017/03/15/parco-eolico-offshore-progetto-va-avanti-via-ai-lavori-nel-2017-operativo-nel-2018/)

 

Una società tentacolare a scatole cinesi

Giusto per mettere un pò di ordine nella mente dei lettori, vogliamo ricorda che la Beleolico srl, è una società controllata al 100% dalla società lussemburghese Belenergia SA che il 31 agosto 2012 ricevette dalla Societ Energy S.p.A. il ramo d’azienda avente ad oggetto la realizzazione del parco eolico nella rada di mar Grande (che la stessa presentò l’8 luglio del 2008).

Gli ultimi dati aggiornati al 2016, ci dicevano che l’amministratore unico della Societ Energy spa risultava essere Benito Papadia, socio di Giovanni Colomba (entrambi gestori dell’Histò San Pietro sul Mar Piccolo, del resto il nome è appunto Real Histò Societ Energy spa). La Beleolico, che vedeva all’interno del Cda proprio Giovanni Colomba, aveva come amministratore Gianluca Colomba e come ad il francese Levy Jacques Edouard Jean. Proprietarie della Beleolico risultavano essere due società: l’impresa Del Fiume Spa (con sede sempre a San Giorgio) e la Belenergia Spa che ha sede in Lussemburgo. Al momento non sappiamo ancora se le nomine sono cambiate.

Ciò che sappiamo è che la lussemburghese Belenergia SA, detiene il 100% della Compagnia Solare 3 di Massafra (0,9 MW), della Casamassima Solare di Leporano (0,9 MW) e Faggiano (1,0 MW), due società controllate al 100% dalla Belenergia Mezz Finance srl controllata a sua volta al 100% dalla Belenergia Solaire Luxembourg SA controllata al 100% dalla Belenergia. La Beleolico srl è a sua volta controllata al 100% dalla Belenergia Expansions SA a sua volta controllata al 100% dalla Belenergia SA. Tutti questi dati sono aggiornati al 31 dicembre del 2016.

Oggi, il progetto della Beleolico, è stato acquisito da Belex Holding (società del Gruppo Belenergia) tramite la propria controllata Renexia Wind Offshore S.p.A. Renexia che come detto appartiene al gruppo Toto holding.

Per chi ha poca memoria, stiamo parlando del famoso progetto del parco eolico off-shore che dovrà sorgere nella rada esterna del porto di Taranto, in Mar Grande. Che abbiamo seguito sin dal suo sviluppo nel corso degli anni (oramai tanti visto che il progetto fu presentato nel 2008), prima sulle colonne del ‘TarantoOggi‘ e poi su questo sito. Per chi ha voglia e tempo di rileggersi tutta la storia, vi riportiamo a questo link https://www.corriereditaranto.it/2016/06/26/parco-eolico3/.

 

Sull’utilità del progetto e non solo

L’opera è stata definita di “pubblica utilità” anche dal ministero dei Trasporti. Sulla realizzazione di quest’opera abbiamo negli anni espresso tutti i nostri dubbi e le nostre perplessità (che trovate sempre a questo link https://www.corriereditaranto.it/2016/06/26/parco-eolico3/). Stendiamo un velo sul totale disinteresse della politica e della società civile. Un film visto e rivisto centinaia di volte sotto il cielo di Taranto negli ultimi decenni. Auguri.

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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