Ginosa e Grottaglie tra discariche e tribunali

 

Rinviata ad aprile l'udienza al Tar di Lecce su ricorso contro ampliamento Aseco. Linea Ambiente ricorre invece al Consiglio di Stato
pubblicato il 22 Febbraio 2019, 20:22
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E’ stata rinviata, su richiesta congiunta delle parti, al 10 aprile la Camera di Consiglio del TAR originariamente prevista per il 19 febbraio. Non è stato quindi ritirato il ricorso proposto, nè allo stato degli atti è intenzione dell’Amministrazione farlo. Resto convinto della bontà di questa azione legale. Lo ero anche quando in molti ritrovati giuristi la denigravano e osannavano improbabili ordinanze“. E’ quanto annuncia in una nota il sindaco di Ginosa, Vito Parisi, in merito al ricorso presentato dalla stessa amministrazione comunale sulla discarica Aseco. Al Tar di Lecce era infatti prevista l’udienza sul ricorso del Comune di Ginosa che impugnò il verbale della conferenza di servizi del 9 agosto scorso che diede il via libera all’adeguamento Aseco. In molti, venendo a conoscenza del rinvio dell’udienza, hanno ipotizzato che il Comune avesse ritirato il ricorso dopo l’ultimo incontro avvenuto in Regione Puglia sul futuro dell’impianto, il 13 faebbraio scorso. Durante il quale l’ente regionale ha presentato ai due comuni coinvolti, Ginosa e Castellaneta, una proposta articolata in vari punti, per la gestione futura dell’impianto di compostaggio. Durante l’incontro, l’avvocato Maurizio Cianci, amministratore unico di Aseco spa, aveva infatti dichiarato che i due comuni avrebbero dovuto dare una risposta prima dello svolgimento dell’udienza al Tar: da qui è nato quello che appare invece una scelta politica precisa, ovvero prendere tempo per decidere con serenità sulla proposta della Regione, che dovrà essere discussa non solo nelle due assise comunali, ma anche con i cittadini e le associazioni del territorio che da tempo denunciano le problematiche relative alle emissioni odorigene che provengono dall’impianto.

(leggi l’articolo sull’incontro in Regione https://www.corriereditaranto.it/2019/02/13/aseco-proposta-regione-riduzione-rifiuti-e-royalties2/)

E’ necessario dare una risposta in tempi brevi, cosa che fino a questo momento non è stata fatta. Perchè i due Comuni si sono riservati di dare una risposta dopo aver ascoltato i territori. Nei prossimi giorni convocheremo in maniera serrata tutte le parti coinvolte: commissione consiliare Aseco, comitati costituiti, associazioni di categoria. E’ dal 2016 – lo riscrivo dal 2 0 1 6 – che l’Amministrazione che rappresento sta salvaguardando gli interessi del territorio, facendosi sentire nelle sedi competenti con gli interlocutori preposti – sottolinea nella nota il primo cittadino di Ginosa -. Il nostro percorso è sempre stato coerente: dal diniego dei progetti di ampliamento, passando per i consigli monotematici aperti in cui è stata richiesta e ottenuta la presenza della Regione per le dovute risposte, alle analisi (le uniche commissionate dal Comune di Ginosa in 20 anni di esercizio), fino al coinvolgimento di tutti i soggetti coinvolti nell’iter in questi mesi e alla messa a disposizione di spazi pubblici per la partecipazione al tema. Non c’è mai stata tanta attenzione sul di esso, è sempre stato un affare per pochi, e oggi tutti, figli e padri, colpevoli e non colpevoli, siamo ereditieri di questa nefasta realtà“.

Ricordo agli smemorati, ai novelli Masaniello di Forza Italia, con una ventennale responsabilità circa la gestione della problematica, che la posizione del consiglio comunale e della commissione, condivisa dalla loro rappresentanza al suo interno, è stata la richiesta di adeguamento dell’impianto all’interno delle strutture edilizie esistenti ed autorizzati formalmente dalla Regione Puglia. In questo scenario, senza nuovi elementi, non vi sono altri sentieri percorribili, tant’è che le stesse parti politiche hanno richiesto nel consiglio comunale dell’11 dicembre 2018 di avviare un tavolo di concertazione con la Regione Puglia, così come concesso alla osannata Poggiardo” polemizza il sindaco. “Pertanto, vista l’enfasi che viene attribuita a taluni aspetti (marginali) vorrei fare chiarezza alla luce di alcune dichiarazioni a mezzo stampa sulla questione Aseco e del tavolo monotematico svoltosi in Regione il 13 febbraio scorso – si legge ancora nella nota -. Nel merito, fermo restando il fatto che in assenza dell’emanazione di nuovi provvedimenti dal contenuto differente rispetto a quelli impugnati non si rinuncia al ricorso, si prende atto della volontà da parte della Regione di procedere alla chiusura temporanea di Aseco tassativamente entro il 30 giugno 2019 e per tutto il periodo necessario all’esecuzione dei lavori di adeguamento prescritti nella determina dirigenziale Regione Puglia 179 dell’1 ottobre 2018, che fa riferimento all’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) già concessa, con il parere negativo del Comune di Ginosa“.

Fattore di garanzia, nonchè nodo cruciale dell’ipotetico accordo, sarà la possibilità di consentire ai Comuni di Ginosa e Castellaneta (oggi coinvolta in prima linea) di effettuare i monitoraggi e i controlli periodici tramite le competenti commissioni, anche durante l’ordinaria attività di produzione secondo modalità e tempistiche tutte da formalizzare. Degna di nota è la proposta pervenuta di ridurre il quantitativo annuale della FORSU (Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano) a 60mila tonnellate rispetto alle 80mila annue ad oggi autorizzate, da trattare in quello che sarà il nuovo impianto a norma. Per fini propagandistici e di strumentalizzazione, grande risalto si sta dando da più parti al punto per me più marginale della proposta di accordo, ossia le royalties, che il M5S preferisce denominare più opportunamente “ristoro ambientale’’ – conclude Parisi -. Abbiamo una priorità: garantire con certezza delle estati a venire differenti rispetto a quella infernale trascorsa dal punto di vista delle emissioni odorigene, tutelando gli interessi dei cittadini degli operatori turistici, che non possono rivivere l’incubo di pochi mesi fa. Chiudo dicendo che se qualcuno vuole fare propaganda, ci mettesse la faccia (se ne ha ancora i requisiti) nelle sedi opportune e si assumesse le proprie responsabilità. Io e la mia Amministrazione non abbiamo mai avuto paura di farlo!“.

La vicenda della discarica di Grottaglie: Linea Ambiente ricorre al Consiglio di Stato

Dall’altro versante della Provincia invece, in quel di Grottaglie, arrivano due notizie ampiamente previste. La prima è che la discarica gestita da Linea Ambiente resta chiusa, con il blocco del conferimento dei rifiuti dopo l’accoglimento da parte del Tar del ricorso, che lo scorso 28 gennaio ha dato ragione al ricorso del Comune di Grottaglie, inerente l’impianto in località Torre Caprarica Grottaglie presentato dalla Linea Ambiente S.r.l., in merito alla compatibilità ambientale per l’intervento di di “ottimizzazione orografica dei profili già autorizzati”, ovvero il progetto di sopralzo della dicarica. Il Tar ha infatti annullato non solo la dleibera della Provincia ma anche il parere favorevole del Comitato Tecnico Provinciale. Per i giudici amministrativi infatti, vi è stato un difetto di attribuzione, in quanto l’organo competente ad esprimersi in via definitiva sulla vicenda doveva essere il Consiglio dei Ministri, visto il parere discordante degli enti coinvolti. Come ampiamente previsto, la società Linea Ambiente ha presentato ricorso contro la sentenza del Tar al Consiglio di Stato, che ha fissato l’udienza per la discussione del caso il prossimo 28 febbraio.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/02/11/discarica-grottaglie-tra-sentenze-e-contenziosi/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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