Contestazioni al M5S: i parlamentari si difendono

 

"Per Taranto stiamo lavorando parecchio. I contestatori? Soliti noti". L'accusa di un cassintegrato al movimento
pubblicato il 18 Febbraio 2019, 17:08
6 mins

Dopo quel che è accaduto ieri, e cioè la contestazione accesa nei confronti di alcuni parlamentari del Movimento 5 Stelle (leggi qui https://www.corriereditaranto.it/2019/02/17/2m5s-deputati-contestati-a-taranto/), i deputati tarantini pentastellati Alessandra Ermellino, Gianpaolo Cassese e Giovanni Vianello provano a spiegare e difendere le loro posizioni e ragioni con una nota diffusa alla stampa.
Il tradimento che ha subito Taranto ha origini remote e per questo va ricercato nelle scelte politiche degli ultimi 60 anni. I nostri obiettivi sono la chiusura progressiva delle fonti inquinanti e la riconversione economica del territorio per migliorare la qualità della vita dei cittadini. Siamo al lavoro da mesi per risolvere il nodo dell’esimente penale, per costruire alternative concrete a favore di un territorio che fino ad oggi ha visto solo carbone, acciaio, petrolio e rifiuti”, è la loro tesi riguardo il presente e il futuro dello stabilimento siderurgico e, in generale, delle cosiddette fonti inquinanti che così fortemente e tragicamente incidono sul territorio ionico.
Poi quello che i parlamentari affermano su ciò che è stato fatto: “Elenchiamo gli atti concreti fin qui realizzati: nella legge di Bilancio sono stati stanziati i fondi per insediare in città il Tecnopolo del Mediterraneo, istituire presso il MiSE la Commissione speciale per la riconversione economica di Taranto, fare nuove assunzioni di personale tecnico negli Arsenali e negli stabilimenti industriali della Difesa, di cui Taranto è il centro più grande, garantire per l’anno corrente la cassa integrazione straordinaria per i lavoratori ex Ilva. Con il dl Semplificazioni è stato inserito un emendamento che interviene a tutela anche del golfo di Taranto, sospendendo numerosi procedimenti tra istanze e permessi già rilasciati di prospezione e ricerca di idrocarburi. Tra le misure a favore del territorio anche la firma da parte del Mef ai decreti che regoleranno la pubblicizzazione dell’istituto musicale Giovanni Paisiello, la candidatura di Taranto ai Giochi del Mediterraneo del 2025 e l’approvazione della risoluzione che impegna il Governo per istituire l’Area Marina Protetta delle Isole Cheradi e del Mar Piccolo”.
Non mancano frecciate ai contestatori: “Questi i provvedimenti varati in soli otto mesi di governo. Un gruppetto di soliti noti legati anche ad altre forze politiche che da tempo portano avanti una campagna contro il Movimento 5 Stelle, hanno inscenato una protesta per fini elettorali. La mancata chiusura dell’Ilva di Taranto è diventata per questi contestatori il filo conduttore per sostenere le proprie velleità politiche autoreferenziali, ‘utili’ solo a contestare l’attuale assetto di Governo. Nelle passate campagne elettorali non abbiamo mai utilizzato la formula ‘Ilva chiusa’ per accaparrarci voti, davanti alle portinerie del siderurgico in piazza abbiamo sempre ribadito che avremmo lavorato per dare a Taranto un futuro al di là del siderurgico. Da qui, il percorso di riconversione economica del territorio, per cui giorno e notte ci stiamo spendendo con il supporto del governo e le iniziative non sono finite qui. Il Movimento 5 Stelle a Taranto è vivo più che mai: in città ha cinque rappresentanti in parlamento. Non ci siamo mai negati al confronto. Il nostro obiettivo è quello di raccogliere anche l’esasperazione di chi oggi ci critica. Noi puntiamo al risultato finale, si tratta di sicuro di un percorso arduo, perché subiamo sessant’anni di scelte scellerate, fatte sulle spalle del nostro territorio ma questo non significa che ci arrenderemo. Difendiamo l’interesse dei cittadini, la loro salute e l’ambiente. Chi lo nega è in malafede”.
Ma a stridere è, per esempio, la testimonianza di un operaio cassintegrato. Mirco Maiorino, («sono rimasto con l’azienda in amministrazione straordinaria, non sono tra gli operai assunti da Mittal», precisa), era ieri mattina tra i contestatori, insieme ad altri operai auto-organizzati, cittadini del Comitato liberi e pensanti, Cobas, all’incontro organizzato dai deputati grillini nel capoluogo ionico nella sala di un albergo cittadino. Uno dei meeting che si stanno tenendo in tante città italiane per spiegare alla cittadinanza i contenuti e le modalità del reddito di cittadinanza e di ‘quota 100’. «Noi contestiamo proprio il fatto che siano arrivati a firmarlo l’accordo – ha detto Maiorino all’Adnkronosperché in campagna elettorale avevano parlato di tutt’altro davanti ai cancelli della fabbrica. Io poi sono un operaio, li ho sentiti davanti alle portinerie che parlavano di chiusura, riconversione, bonifica, decontaminazione. E non solo i cinque eletti a Taranto ma anche l’attuale ministro Lezzi, la capogruppo alla Regione Laricchia. Di Battista dal quartiere Tamburi urlava a gran voce che non era possibile vivere in queste condizioni e che l’Ilva andava chiusa. Il motivo della contestazione è fondamentalmente quello – evidenzia Maiorino – non ce ne sono altri».

Condividi:
Share
Per comunicati stampa o proposte [email protected]

Commenta

  • (non verrà pubblicata)