Crolla l’edilizia nonostante progetti e promesse

 

La denuncia dell'Ance: "Si perdono dal biennio 2015/2016 ad oggi quasi 4 milioni di euro in massa salari e circa 70 mila ore lavorate"
pubblicato il 15 Febbraio 2019, 17:36
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Si perdono dal biennio 2015/2016 ad oggi quasi 4 milioni di euro in massa salari e circa 70 mila ore lavorate. Restiamo una delle stazioni appaltanti virtuali più importanti d’Italia ma la lettura dei dati provenienti dalla Cassa Edile di Taranto ci riporta tristemente con i piedi per terra e tra le pieghe della narrazione di una crisi senza fine“. Lo afferma il presidente dell’ente bilaterale per il settore dell’edilizia, Antonio Marinaro, confermando la stagnazione del settore delle costruzioni.

Calano i lavoratori (252) e le imprese (-56) “nonostante il racconto – aggiunge il vice presidente di Cassa Edile Silvio Gulli – che in questi anni ha caratterizzato la vertenza Taranto e le innumerevoli opportunità di potenziali investimenti territoriali, e di risorse pubbliche che qui si sarebbero dovute trasformare non solo in una dotazione infrastrutturale di livello ma anche in boccata d’ossigeno per un sistema produttivo in serissima difficoltà“. I due esponenti di Cassa Edile parlano di “chimere a cui guardava con attenzione il settore: ambientalizzazione dei grandi impianti industriali, porto, progetti del Cis (Contratto istituzionale di sviluppo); rigenerazione urbana e manutenzione del territorio. Fronti aperti rispetto ai quali tante sono le attese per un importante impatto per le dotazioni finanziarie pubbliche programmate“. C’è da chiedersi, “interrogando – conclude Marinaro – tutti i livelli istituzionali coinvolti, dov’è il corto circuito, dov’è la strettoia che impedisce a questo territorio, alle sue aziende, ai suoi lavoratori, di essere motore dell’auspicata rinascita“. 

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