MES, ArcelorMittal volterà pagina o sarà schiacciata dalla pesante eredità Ilva?

 

pubblicato il 13 Febbraio 2019, 21:38
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Riceviamo e pubblichiamo un intervento del Movimento Europeo Socialista su ArcelorMittal: “La gestione del più grande polo siderurgico d’Europa non è una facile impresa, per nessuno, nemmeno per una multinazionale che punta al ruolo di leadership mondiale nel campo. La situazione non è delle migliori, e da più parti si chiede alla nuova proprietà di agire al più presto, per rompere definitivamente con un passato fatto di cattive gestioni a più livelli. ArcelorMittal ha messo mani su impianti che ormai risentono della totale assenza di manutenzione negli anni di gestione dell’Amministrazione Straordinaria, quindi in stato di fatiscenza e pericolo per gli operai. Il risanamento è quindi uno degli sforzi che si richiedono alla nuova direzione, un risanamento strutturale e non solo. I fatti di queste settimane, riguardanti il sequestro delle due collinette – che avrebbero dovuto proteggere la città dalle emissioni, ma che in realtà erano discariche industriali abusive – ci raccontano di cosa ha prodotto la cattiva gestione all’interno della grande industria. Centri di potere più o meno occulto, amicizie interessate, “strani” meccanismi nella gestione dell’indotto, mani che lavano altre mani, ed occhi che si chiudono davanti a questa o quell’altra situazione. Tutto ciò fa parte della pesante ed indesiderata eredità Ilva contro la quale ArcelorMittal deve agire rapidamente ed in modo efficace, altrimenti rischia di rimanerne schiacciata. L’opinione pubblica tarantina – e non solo – sembra essere già ostile, continui attacchi si registrano da parte dei sindacati e delle associazioni. Potrebbero arrivare seri affondi anche dalle istituzioni, e ArcelorMittal rischia di essere già isolata e considerata come una semplice continuatrice delle situazioni pregresse. Al momento, sembra che attorno alla grande fabbrica dell’acciaio persistano situazioni del passato: i muri di gomma che hanno protetto determinate presenze all’interno del sistema degli appalti. Quindi si assiste al solito pantano di società dalla solidità economica tutta da dimostrare e dalla discutibile integrità imprenditoriale, che vivacchiano all’interno del recinto siderurgico, così come era durante l’era Riva ed in seguito con l’AS. Imprenditori – o presunti tali – che escono dalla porta e rientrano dalla finestra, con cambi di nome e facciata che permettono loro di restare nel sistema indottuale nonostante i fallimenti. La domanda è una sola: ArcelorMittal è intenzionata a voltare pagina? Risanerà gli impianti – di questo siamo ottimisticamente convinti – ma attuerà una seria riconsiderazione degli aspetti gestionali dell’indotto e non solo? O finirà per essere schiacciata dal ricatto del passato Ilva, senza possibilità di miglioramento, con tutto quello che ne consegue?”

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