ASECO, Regione: riduzione rifiuti e royalties

 

Oggi incontro a Bari: la società chiede il ritiro del ricorso al Tar su adeguamento struttura in caso di accettazione della proposta
pubblicato il 13 Febbraio 2019, 20:12
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Novità sul fronte delle emissioni odorigene provenienti dall’Aseco, l’impianto di compostaggio in contrada Lama di Pozzo a Ginosa Marina, che insiste anche sul territorio di Castellaneta Marina. Quest’oggi infatti c’è stato un incontro a Bari convocato dall’assessore regionale all’Ambiente della Regione Puglia Gianni Stea, al quale hanno partecipato oltre ai due sindaci di Ginosa e Castellaneta, Vito Parisi e Giovanni Gugliotti, quest’ultimo anche nella funzione di Presidente della Provincia di Taranto, erano presenti anche il direttore dell’Ager Gianfranco Grandaliano, l’assessore all’Ambiente del Comune di Ginosa, Filomena Paradiso, il consigliere regionale Marco Galante e l’amministratore unico dell’Aseco, avvocato Maurizio Cianci.

Un incontro promesso dall’assessore all’Ambiente della Regione Puglia lo scorso 24 gennaio scorso quando, durante il sopralluogo nell’azienda promise che l’attività dell’Aseco sarebbe stata sospesa dal 30 giugno 2019 fino a completamento dei lavori di copertura delle parti scoperte dell’impianto.

(leggi il nostro articolo sul sopralluogo del 24 gennaio https://www.corriereditaranto.it/2019/01/24/laseco-si-ferma-a-giugno-per-lavori-ma-non-chiudera/)

Gli impegni si mantengono sempre quando si promettono – ha affermato Stea -. Avevo preso l’impegno con i cittadini e con le amministrazioni del territorio e ho voluto tener fede a quell’impegno. Nel tavolo di oggi ho fatto una proposta condivisibile che porterà un risultato serio sul territorio e sulle molestie odorigene che, soprattutto nel periodo estivo, le comunità di Ginosa e Castellaneta fino a questo momento hanno dovuto sopportare. L’auspicio è che con la nostra proposta questo non accada più in futuro“.

Una riunione svolta con toni concilianti e pacati, durante la quale ai due Comuni è stata presentata una proposta da parte della Regionefinalizzata – ha ribadito l’assessore Stea  – alla soluzione di un’annosa questione“. Questi i punti della proposta: chiusura temporanea dell’impianto che non potrà andare oltre il 30 giugno 2019, per tutto il periodo necessario per l’esecuzione dei lavori di adeguamento e riapertura nella primavera del 2020 a completamento lavori; riduzione del quantitativo annuale di rifiuti da 80mila a 60mila tonnellatetariffa agevolata in favore dei comuni ospitanti l’impianto (Ginosa e Castellaneta); determinazione di una royalty in favore dei comuni di Ginosa e Castellaneta da parte dell’Aseco; monitoraggio periodico da parte delle competenti commissioni dei due comuni presso l’impianto sia durante i lavori di adeguamento sia durante la normale attività.

La proposta della Regione – ha concluso Stea – che sicuramente i sindaci Parisi e Gugliotti porteranno dinanzi ai loro Consigli, sono certo sia quella ottimale per tutti, ma soprattutto è stata pensata per salvaguardare il bene e gli interessi dei territori e delle comunità che li abitano“.

La palla passa dunque alle due amministrazioni, che ora dovranno confrontarsi con i rispettivi consigli comunali oltre che con i comitati dei cittadini che protestano da tempo contro le emissioni odorigene. E dovranno farlo in breve tempo perché, come ha dichiarato l’avvocato Maurizio Cianci, amministratore unico di Aseco spa, il 19 febbraio prossimo, al Tar di Lecce è prevista l’udienza sul ricorso del Comune di Ginosa che impugnò il verbale della conferenza di servizi del 9 agosto scorso che diede il via libera all’adeguamento Aseco. Ma in caso di accettazione della proposta della Regione, la società ha chiesto ai due comuni di ritirate l’istanza cautelare.

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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