Porto: uno per tutti, tutti per Yilport

 

Partecipata assemblea pubblica di Cgil e Filt alla Biblioteca comunale su futuro dello scalo ionico con Autorità Portuale e istituzioni
pubblicato il 11 Febbraio 2019, 21:22
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L’assemblea pubblica organizzata dalla Cgil di Taranto e dalla Filt Cgil “Riconnettere il porto alla città: prospettiva di sviluppo del lavoro”, che si è tenuta nella sede della Biblioteca civica della città, ha di fatto sancito, semmai ci fossero dubbi, un’intesa tra Comune, Provincia, Regione e Autorità Portuale sul futuro del porto ionico.

All’iniziativa della CGIL hanno preso parte il presidente dell’Autorità Portuale, Sergio Prete, il segretario generale della CGIL di Taranto, Paolo Peluso, Maria Teresa De Benedictis, segretaria della FILT CGIL di Tarantol’assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia, Mino Borracino, il presidente della Provincia, Giovanni Gugliotti, l’assessore comunale Gianni Caltadino in rappresentanza del comune e del sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci e Rodolfo Errore, Financial Advisor e consigliere nel CdA SACE specializzato nelle dinamiche di sviluppo dei porti e della loro integrazione con la città, mentre a moderare l’incontro è stato il direttore di TarantoBuonasera, Vincenzo Ferrari.

Gli interventi hanno avuto tutti lo stesso comun denominatore: condivisione assoluta con l’Autorità Portuale nell’aver scelto la società turca Yilport come concessionaria della banchina del Molo Polisettoriale per i prossimi 49 anni. Il presidente Sergio Prete ha ribadito concetti oramai noti: ovvero che le operazioni per la stipula dell’atto di concessione procedono e che quanto accadrà il prossimo 20 febbraio al Tar di Lecce non cambierà quanto già deciso. I giudici amministrativi del Tar di Lecce si esprimeranno infatti sul ricorso con richiesta di sospensiva presentato dal consorzio SET, avverso la sospensione della procedura di confronto avviata con lo strumento del dialogo competitivo, sulle istanze per la concessione della banchina del Molo Polisettoriale di Taranto (ricordiamo che il Tar di Lecce si doveva esprimere sull’istanza cautelare prima lo scorso 22 novembre, e poi lo scorso 23 gennaio, decidendo se concedere o meno la sospensiva). Soltanto qualora venisse concessa la sospensiva, eventualità che lo stesso Prete ha sempre visto come poco probabile, l’intero iter si fermerebbe: ma secondo quanto dichiarato oggi dallo stesso Prete, la procedura si riaprirebbe e si chiuderebbe con le stesse motivazioni. Difficilmente, pare, si aprirebbero scenari al momento imprevedibili sul futuro del porto di Taranto.

Posizione condivisa dall’assessore comunale Cataldino e dal presidente della Provincia Gugliotti, che ha affermato di aver interloquito nelle scorse settimane con alcuni componenti del consorzio che ha presentato ricorso al Tar, facendo loro presente che anche in caso di riapertura della procedura il risultato non cambiarebbe.

Lo stesso Prete ha poi informato i presenti del fatto che la prossima settimana si terrà un incontro con l’assessore regionale all’Urbanistica, Alfonso Pisicchio, per l’approvazione definitiva del Piano Regolatore del porto, in seguito alla delibera del consiglio comunale. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2018/12/28/consiglio-comunale-ok-al-piano-regolatore-del-porto/)

Importante anche l’intervento dell’assessore regionale Borracino, secondo il quale entro fine marzo potrebbe arrivare dal ministero dei Trasporti il decreto riconoscitivo della ZES interregionale jonica, per Taranto e la Basilicata. Da quel momento in poi il contenitore della ZES andrà riempito di contenuti ha detto Borracino, lasciando intendere che il lavoro è lungi dall’essersi concluso.

Infine, sono stati incentrati sul lavoro e il futuro dei lavoratori ex Tct gli interventi del segretario generale della CGIL di Taranto, Paolo Peluso, e di Maria Teresa De Benedictis, segretaria della FILT CGIL di Taranto. Ricordando come la vertenza del porto riguarda quasi mille lavoratori tra ex Tct e ditte storiche dell’indotto che attendono da anni di toranre ad un’occupazione certa: è per questo che anche il sindacato spera di evitare un nuovo immobilismo per il futuro del porto a causa del ricorso del Consorzio SET. Ricordando che quella del porto non è solo una questione occupazionale, ma si tratta di un tratto di economia, di patrimonio culturale, di valore paesaggistico e urbanistico che ha bisogno di ritrovare valore. Chiamando tutti al sostegno alle politiche industriali che nel porto dovranno realizzarsi e che ha bisogno di una maggiore consapevolezza da parte di tutti gli stakeholder interessati allo sviluppo di quella importante infrastruttura, cittadini inclusi.

Il tutto restando in attesa della decisione del Tar di Lecce del prossimo 20 febbraio. Staremo a vedere.

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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