Ex Ilva, immunità penale: ferve il dibattito politico

 

L'assessore regionale Borracino, il deputato Vianello (M5S) e il ministro Lezzi favorevoli. Mancarelli (Pd) difende la norma
pubblicato il 11 Febbraio 2019, 18:39
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Dopo la richiesta del gip di Taranto, mi auguro che il ministro Di Maio intervenga per sanare questa mostruosa anomalia giuridica, tutta a danno di lavoratori e cittadini“. Lo afferma in una nota l’assessore regionale allo Sviluppo Economico della Regione Puglia, Cosimo Borraccino, commentando la decisione del gip di Taranto Benedetto Ruberto di sollevare dinanzi alla Consulta la questione di legittimità costituzionale in merito ai decreto sull’immunità penale e amministrativa concessa ai commissari, agli affittuari e futuri acquirenti dello stabilimento siderurgico ex Ilva (ora ArcelorMittal Italia) nell’attuazione del piano ambientale. “Sono quattro anni – aggiunge Borraccino – che incalziamo i Governi nazionali, affinché modifichino il loro approccio, totalmente sbilanciato in favore della proprietà e della produzione, anche se questo significa continuare a produrre rischio per la salute e esenzione dalle responsabilità civili e penali per i gestori della fabbrica“. “Quando si insediò il nuovo Governo giallo-verde – evidenzia Borraccino – ponemmo la questione al ministro Di Maio ma nulla è stato fatto. Il Governo Conte degli slogan, che regala l’immunità per salvare dai processi non solo i suoi Ministri ma anche le multinazionali straniere – conclude l’assessore – è il massimo dell’incoerenza“.

È una buona notizia il ricorso alla Corte Costituzionale sull’immunità. Se ci sono delle norme che, secondo i giudici, non rispettano la nostra Carta Costituzionale, è giusto che la Consulta si esprima nel merito e nessuno deve pensare minimamente di attaccare i magistrati“. Lo afferma il deputato tarantino del M5S Giovanni Vianello commentando la decisione del gip di Taranto Benedetto Ruberto di trasmettere gli atti alla Consulta sollevando questione di legittimità costituzionale in relazione ai decreti legge 1/2015 e 98/2016 che riguardano l’immunità penale e amministrativa concessa ai commissari straordinari dell’Ilva, agli affittuari e futuri acquirenti. “Questa immunità – conclude Vianello – non è concepibile in un Paese che ha tra i suoi principi fondanti il fatto che la legge è uguale per tutti“.

Sull’Ilva da tempo siamo al lavoro per porre rimedio, in via normativa, alla questione dell’immunità penale“. Lo scrive su Facebook il ministro per il Sud Barbara Lezzi. “La recente sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo e la trasmissione degli atti alla Corte costituzionale da parte del GIP di Taranto per la presunta illegittimità costituzionale dell’immunità penale – spiega Lezzi – ci spronano a continuare in questa direzione e ci ricordano, una volta di più, che salvaguardia dell’ambiente e protezione della salute e del diritto alla vita, troppo a lungo subordinati a logiche economico-industriali, non possono più attendere. Abbiamo ottenuto il miglior risultato possibile nelle peggiori condizioni possibili, ma siamo ancora al lavoro perché c’è tanto da fare per Taranto e per i tarantini. Non è una pagina chiusa – conclude il ministro per il Sud – ma un nuovo capitolo che abbiamo iniziato a scrivere“.

Nessuna immunità. Anzi, è la garanzia che chi si è obbligato a migliorare la fabbrica dal punto di vista ambientale deve farlo celermente senza accampare pretesti“. Lo sottolinea il segretario provinciale del Pd di Taranto Giampiero Mancarelli riferendosi alla norma sulla cosiddetta immunità penale e amministrativa concessa ai commissari, agli affittuari e acquirenti dello stabilimento ex Ilva (ora ArcelorMittal Italia) di Taranto. Per fare chiarezza “bene ha fatto il gip di Taranto Ruberto – sostiene Mancarelli – a sollevare legittimità costituzionale sui Dpcm Ilva rispetto alla cosiddetta immunità penale», ma «per tutti questi anni si è esercitata una campagna diffamatoria e grossolana sul presupposto che lo scudo penale, poi confermato anche dal governo 5 Stelle, rappresentasse un salvacondotto contro la comunità tarantina“. Questa norma, invece, “è indispensabile – puntualizza il segretario provinciale del Partito democratico – perché fissa un principio inflessibile e determinante in capo all’esecutore (commissari e acquirenti) del piano ambientale: devi adempiere ai tuoi obblighi di legge in tema ambientale, non rispondendo dei reati consumati da terzi“. Non ci sono “immunità – conclude Mancarelli – che possano coprire responsabilità su incidenti, morti e feriti, dentro e fuori la fabbrica. Lo diciamo a gran voce e con determinazione. Per questo apprezziamo che finalmente gli unici che potevano farlo abbiano sollevato la questione di legittimità costituzionale, così da dirimere finalmente ogni dubbio“. 

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