Mar Piccolo in ‘tempesta’. Altro che Galene…

 

Nuovo evitabile scontro tra l'ing. Barbara Valenzano e il Commissario Straordinario delle bonifiche Vera Corbelli
pubblicato il 07 Febbraio 2019, 19:59
10 mins

In una città normale quanto accaduto oggi non dovrebbe passare sotto silenzio. E soprattutto dovrebbe portare i più a porsi qualche domanda. Ma questa è da sempre una città distratta. O presunta tale. Dove viene concesso a chiunque di avere un ruolo. Di avere voce in capitolo. Di creare caos e conflitto. Sempre e comunque. Una città in cui esiste da sempre una ragnatela di amicizie, interessi, rapporti, intese sempre più difficile da comprendere e da districare. Una città che vive per sentito dire. Di mode in qualunque settore: dal tema politico e sociale più importante all’ultimo ristorante o locale dove andare il sabato sera. Taranto è così: e per cambiarla serviranno anni e anni.

Ed in questo quadro poco edificante, il settore ambientale è da anni al centro di mille ipocrite polemiche. Anche di fake news talvolta. Di un esercito di redivivi e dormienti risvegliatisi improvvisamente. Chiunque, nel suo ruolo, ci sguazza a proprio piacimento. Per questo, negli anni, si è persa per strada l’autorevolezza delle fonti e dei ruoli. Tutti si sentono in diritto di dire la loro. Di affermare tutto e il contrario di tutto. Di ergersi ad esperti ambientali o oncologi, o del settore industriale o di quello delle bonifiche ambientali. Ed in questo cortocircuito perenne e costante, anche le istituzioni hanno finito per venire scottare e silenziate. E’ infatti da anni impossibile ottenere un parere pubblico di ARPA Puglia o della ASL di Taranto se non direttamente interpellate. Così come per quanto riguarda il settore ambientale di Comune e Provincia. Dopo quanto accaduto dal luglio 2012 in poi, in molti hanno timore ad esporsi. A dire la loro attraverso le loro competenze e professionalità. Quando invece bisognerebbe erigere un muro imponente alla disinformazione dilagante. Che non fa altro che contribuire al caos generale in cui ci ritroviamo oggi.

Chi invece ha saputo nel tempo cavalcare l’onda dell’indignazione e della rabbia di decine di migliaia di cittadini è stata la Regione Puglia. attraverso il governatore Michele Emiliano, che sin dalla campagna elettorale che poi lo portò a conquistare il posto di Vendola nelle elezioni del 2015, ha fatto dell’Ilva e di Taranto un vessillo da battaglia totale. Nella quale si è fatto immediatamente accompagnare dall’ing. Barbara Valenzano, presto nominato direttore del Dipartimento Mobilità, Qualità Urbana, Opere Pubbliche, Ecologia e Paesaggio della Regione Puglia. Di critiche ad entrambi ne abbiamo scritti a decine. In particolar modo sul potere politico che lentamente la Valenzano (che si è fatta le ossa nell’ARPA del direttore generale Giorgio Assennato per poi diventare custode giudiziario dell’Ilva nominato dal gip Todisco nell’inchiesta sull’Ilva) ha assunto in Regione. Un binomio perfetto che è andato all’attacco di tutto e tutti, senza però avere, almeno ai nostri occhi, a volte un obiettivo e un progetto ben definito.

Così, tra le mire della Regione e della stessa Valenzano, è finito il Commissario Straordinario per le bonifiche di Taranto, Vera Corbelli. Il cui lavoro seguiamo da anni, sin dai tempi del ‘TarantOggi’, e prima ancora quello dalla Cabina di Regia del commissario Alfio Pini. Uno scontro che verte sulla presunta mancata attuazione da parte del Commissario Straordinario degli interventi previste per le bonifiche, nonostante la Regione Puglia abbia erogato per tempo alla struttura commissariale decine di milioni di euro per l’attuazione degli stessi.

Piccola pillola storica: secondo nostre fonti interne alla Regione Puglia, l’attrito tra la Regione e la struttura commissariale ha origine dalla successione della Corbelli con l’ex commissario Alfio Pini, e la conseguente chiusura di ogni comunicazione con la struttura regionale da parte dell’attuale commissario.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2018/07/02/la-regione-in-pressing-sul-commissario-corbelli-la-valenzano-chiede-lumi-su-interventi-e-spese/ e https://www.corriereditaranto.it/2018/06/27/2bonifiche-a-taranto-imbarazzante-scontro-istituzionale-tra-commissario-straordinario-e-regione/)

E così questa mattina in Prefettura, in occasione della sottoscrizione dell’accordo costitutivo dell’Osservatorio “Galene” sulla sostenibilità del Mar Piccolo di Taranto, è andato in scena l’ennesimo discutibile episodio tra le parti. L’ing. Valenzano è arrivato all’incontro insieme all’assessore regionale all’Ambiente Gianni Stea, accomodandosi però tra gli uditori e non al tavolo dove hanno preso posto i rappresentanti della varie istituzioni. Al momento della firma dell’accordo però, la Valenzano si è ritrovata al tavolo prendendo parola durante i vari interventi. Occasione ‘migliore’ non poteva esserci.

Dopo aver informato i presenti di aver erogato come Regione le ultime risorse alla struttura commissariale, l’ing. Valenzano ha affondato il colpo: dichiarando di essere ancora in attesa di riscontro ai rilievi avanzati negli ultimi mesi, in merito al mancato avanzamento di spesa da parte della struttura commissariale. L’ing. Valenzano ha quindi elencato nuovamente numeri già conosciuti: per la messa in sicurezza dei terreni e della falda nell’area industriale del comune di Statte alla Regione risulta un avanzamento di spesa pari all’1,78% rispetto a quanto messo a disposizione. Sul Mar Piccolo risulta speso il 17%, mentre per quanto riguarda l’area Sin (Sito di interesse nazionale) di Taranto lo 0%. La stessa direttrice ha poi chiesto lumi su tutti i risultati di validazione per quanto attiene il procedere sugli interventi di bonifica.

Un attacco frontale. Diretto. Mirato. E se vogliamo quantomeno fuoriluogo visto il contesto. Atto chiaramente a mettere in difficoltà il commissario Corbelli, a cui non abbiamo mai lesinato le nostre critiche in tempi non sospetti ogni qualvolta abbiamo avuto dubbi su alcune decisioni (tra tutte quelle di proseguire l’approfondimento degli studi sulla situazione del Mar Piccolo dopo lo studio monstre prodotto dall’ARPA Puglia nel 2013). Critiche che, ovviamente, sono state sempre frutto di un confronto e mai di uno scontro. E meno che mai frutto di alcun pregiudizio nei confronti del commissario.

Che oggi, ovviamente, ha mostrato i muscoli. E ha risposto piccato all’intervento dell’ing. Valenzano, innanzitutto correggendosi una volta nominata come ‘dottoressa’. Una stoccata velenosa per evidenziare una distanza di ‘titoli’ e di ‘ruoli’. Per poi ‘rimproverare’ alla Valenzano di non essere la prima volta a sottolineare questo aspetto, ma chiarendo una volta di più la diversità di ruoli e di valutazioni che le parti sono chiamate a fare sullo stesso argomento. La Corbelli ha chiarito ancora una volta che l’avanzamento dei lavori di bonifica non si misura in base alle risorse erogate. Ed evidenziando che l’erogazione delle risorse da parte del Commissario possono avvenire soltanto in presenza di procedimenti lunghi e complessi, ma trasparenti: anche in mancaza di una semplice ricevuta l’intervento non parte. La stessa Corbelli ha poi invitato la Valenzano a prendere visione sul ‘campo’ delle operazioni di bonifica portate avanti in questi anni dalla struttura commissariale.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2018/08/20/progetto-verde-amico-scontro-fra-valenzano-e-corbelli2/)

Fine match? Tutt’altro. Perché la Valenzano ha ripreso la parola pronta a replicare al commissario Corbelli. A quel punto però, tra l’imbarazzo generale, è intervenuto direttamente il Prefetto in persona, ricordando ai presenti che non era il luogo e il momento adatto per dare vita ad un dibattito del genere. Ed invitando le parti della contesa ad un chiarimento successivo anche grazie alla presenza dell’assessore regionale all’Ambiente. Che, cosa alquanto curiosa, sino a quel momento era rimasto in totale silenzio, manifestando anche un certo malcelato imbarazzo. E forse disappunto per quanto accaduto.

Detto tutto questo, poniamo alcune semplici domande. Come mai è intervenuta l’ing. Valenzano visto che la Regione Puglia al tavolo istituzionale era rappresentato dalla massima autorità in campo ambientale, ovvero l’assessore Stea? E soprattutto perché ancora una volta da parte di componenti della Regione arrivano questi attacchi frontali al commissario Corbelli e a tutto quello che ai piani alti non è di gradimento? (basti ricordare ad esempio la triste fine che è stata riservata al progetto Odortel). Qual è l’obiettivo a cui si mira? Qual è la strategia? A noi, dopo anni, non è ancora chiaro.

Ad maiora. 

Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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