Palombella (Uilm) all’ex Ilva: “Impianti comatosi. Rispetto accordi e ripresa produzione”

 

Il segretario generale della Uilm – insieme a una delegazione nazionale, regionale e locale di Taranto – ha visitato lo stabilimento tarantino
pubblicato il 06 Febbraio 2019, 18:17
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Il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella – insieme a una delegazione nazionale, regionale e locale di Taranto – ha visitato quest’oggi lo stabilimento tarantino di ArcelorMittal Italia. La visita ha avuto comescopo principale quello di verificare di persona lo stato di avanzamento dei lavori sul rispetto del piano ambientale e sull’adeguamento tecnologico, nonché il livello di copertura dei parchi primari, ma è stato anche un modo per incontrare i lavoratori e vedere qual è il nuovo volto dello stabilimento più grande del Gruppo.

Quello siglato al Mise il 6 settembre 2018 è stato un accordo molto sofferto. Ci sono ancora dei graffi, ma normalmente queste situazioni lasciano morti e feriti“, ha detto il segretario generale della Uilm Rocco Palombella dopo aver visitato con una delegazione nazionale, regionale e locale del sindacato lo stabilimento ArcelorMittal (ex Ilva) di Taranto, nel corso di una conferenza stampa tenuta all’interno dello stabilimento. “Tutti gli accordi – ha aggiunto – rappresentano un compromesso, ma una cosa non eravamo disposti a tollerare: che ci fossero licenziamenti o perdite di posti di lavoro. Questo compromesso era inaccettabile. Altri elementi fondamentali sono la salvaguardia ambientale in base alle direttive che il Ministero ha emanato per far sì che lo stabilimento non causi malattie e morte ma risanamento vero e poi la questione sicurezza. Ogni giorno che passava vivevamo situazioni di grande apprensioni per gli infortuni sul lavoro ed oggi – ha ricordato Palombella – è accaduto ancora ad un lavoratore dell’Altoforno 1, ustionato al basso ventre per essere stato investito da un getto di acqua bollente“. 

Gli impianti sono in una situazione a dir poco comatosa. In questi anni non si è fatta manutenzione per mancanza di investimenti da parte dell’amministrazione straordinaria. ArcelorMittal ha preso in mano la situazione da poche settimane, è all’anno zero ma noi vigileremo quotidianamente sugli interventi di risanamento e tra cinque-sei mesi auspichiamo che siano visibili importanti migliorie“, ha detto ancora Palombella. “Vogliamo verificare alla distanza – ha precisato il sindacalista – cosa succede. Intanto ringraziamo l’azienda per averci dato questa opportunità. Abbiamo visitato l’Acciaieria 2, il treno nastri 1, le cokerie, gli altiforni, che risentono di una fase drammatica, e tutta la zona dei parchi. I lavori di copertura dei parchi primari procedono e da pochi giorni è iniziata l’installazione delle lamiere. L’azienda ci ha detto che sono partiti anche i lavori di copertura dei parchi fossili: ci sono già le fondamenta lungo parte longitudinale. Tra i cronoprogrammi dei due interventi c’è una differenza di circa sei mesi“.

A fronte di una risalita produttiva, con il rispetto chiaramente delle prescrizioni ambientali, l’azienda dovrà riassorbire gradualmente i lavoratori in cassa integrazione rimasti in capo all’amministrazione straordinaria. È quello che ci aspettiamo perchè non vogliamo assistenza, gli operai non vogliono stare a casa ma lavorare“, ha detto ancora il leader nazionale della Uilm. “Se la prospettiva – ha aggiunto – è quella che i lavoratori stiano in cassa 4-5 anni vuol dire che non ci sarà stata risalita della produzione. Invece, è previsto che si passi dagli attuali 4 milioni e mezzo di tonnellate di acciaio l’anno a 6 milioni di tonnellate e già a queste condizioni dovrebbe seguire un incremento della forza-lavoro“. Palombella ha poi spiegato di aver sollevato “una piccola polemica con l’azienda perchè l’1 gennaio scorso è ripartito il Tubificio ma il personale impiegato è rimasto lo stesso. Questi lavoratori da anni pagano il prezzo della crisi, è una tendenza che va invertita“. Quanto infine alla scelta degli assunti e di coloro che sono rimasti in capo all’Amministrazione straordinaria, Palombella ha ammesso che “in taluni casi i criteri non sono stati rispettati. Abbiamo ottenuto dall’azienda disponibilità a verificare il tutto“.

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