Depuratore Sava-Manduria: incontro in Regione conferma realizzazione

 

Alla presenza di Emiliano il comune di Avetrana e l'associazione 'Manduria Noscia' ha presentato progetto alternativo ma con poche speranze
pubblicato il 06 Febbraio 2019, 19:55
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Il depuratore consortile Sava-Manduria s’ha da fare. E’ questo il messaggio, nemmeno troppo velato, che è venuto fuori dalla riunione che si è tenuta ieri a Bari negli uffici della Regione Puglia, alla presenza del governatore Michele Emiliano che ha ricevuto il sindaco e vicesindaco di Avetrana, Antonio Minò e Alessandro Scarciglia e una delegazione del movimento ‘Manduria Noscia‘ composta dal portavoce Mimmo Breccia e dal consulente legale Giuseppe Antonio Mazza. Con loro anche il consigliere regionale manduriano Luigi Morgante che aveva promesso di far convocare a Bari un tavolo che offrisse la possibilità a chi si oppone al progetto, di manifestare ancora una volta le proprie perplessità e le proprie proposte ufficiamente ai massimi livelli istituzionali. Progetto del depuratore in zona Urmo-Specchiarica voluto dall’Acquedotto pugliese, che ha ottenuto l‘ok dalla Regione ed è stato accettato dalle amministrazioni comunali di Manduria e Sava, dopo anni e anni di proteste dei cittadini, rinvii, revisione dei progetti e delle aree e intoppi burocratici.

Al presidente Emiliano i presenti hanno presentato il progetto alternativo pensato dall’amministrazione di Avetrana con l’appoggio del movimento civico di Manduria e dell’ex geometra comunale Giuseppe Coco, che ha individuato il sito alternativo a metà strada e sulla direttiva tra il vecchio depuratore di Manduria e le marine. Progetto che il governatore ha promesso di far visionare ai tecnici regionali, ma con ben poche speranze. Anche perché, oltre ai gravi ed atavici problemi ambientali di cui soffre il comune di Sava (ad oggi, è bene ricordarlo, Sava non è ancora dotata di fogna dinamica: ovvero i liquami vengono smaltiti attraverso vasche imhoff o soluzioni affini e il depuratore a servizio di Manduria non è adeguato agli attuali carichi), cambiare il progetto significherebbe, come tutti sanno, incorrere in un risarcimento milionario che graverebbe sulle casse comunali di Manduria, comune però da tempo commissariato.

Dunque, la strada sembra essere oramai segnata. Ricordiamo inoltre che lo scorso 26 novembre si è svolta la Conferenza dei Servizi, durante la quale è stato comunicato il ritiro del progetto sullo scarico finale a Urmo-Specchiarica da parte dei tecnici e rappresentanti dell’Acquedotto Pugliese: una decisione che impegna adesso l’Acquedotto Pugliese impegnato nella stesura di un nuovo progetto. Il ritiro del progetto è stato dovuto al parere negativo della sezione Risorse idriche della Regione che ha bocciato la parte finale del progetto per il depuratore di Sava-Manduria e mette fine alla disputa sul famoso “scarico zero” sul recapito finale delle acquee.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2018/11/26/depuratore-sava-manduria-aqp-rifara-progetto-scarico-acque/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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