ArcerloMittal: operaio ustionato da acqua bollente

 

Un lavoratore investito da getto d'acqua bollente nell'area dell'Altoforno1. Poco dopo negli impianti della Cco2 precipitato coperchio di una visiera
pubblicato il 06 Febbraio 2019, 17:09
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Si è registrato quest’oggi il primo incidente nell’ex Ilva di Taranto, oggi ArcelorMittal Italia. Un operaio di 43 anni infatti, ha riportato ustioni di primo e secondo grado agli arti inferiori e ai genitali dopo essere stato investito da un getto d’acqua bollente mentre staccava tubi di raffreddamento da una valvola nell’area dell’Altoforno1. L’operaio, soccorso da personale dell’infermeria dello stabilimento, è stato trasportato all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto. Dall’Azienda sanitaria locale si apprende che è prossimo il trasferimento del paziente in un Centro Grandi Ustioni. Al momento non è considerato comunque in pericolo di vita. Accertamenti sono stati avviati dallo Spesal (Servizio prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro) dell’Asl per accertare dinamica e responsabilità. Anche l’azienda ha avviato le verifiche per comprendere le cause dell’infortunio.

Poco dopo si è verificato un altro incidente, dai rischi ancora maggiori: negli impianti della Cco2 del siderurgico è precipitato il coperchio di una visiera che solo per puro caso non ha coinvolto i lavoratori presenti nel reparto.

A chiarire la dinamica dell’incidente è la Fim Cisl tramite il segretario generale aggiunto Biagio Prisciano: “L’infortunio odierno ha avuto come protagonista un operaio di 43anni. Il lavoratore è stato colpito da un getto di acqua calda che gli ha provocato ustioni alle gambe. Soccorso dagli operatori sanitari di sito, è stato trasferito in ospedale dove gli è stata diagnosticata una prognosi di circa 30 giorni” ha detto il delegato sindacale. “L’infortunio di questa mattina, verificatosi al reparto Afo 1 durante l’attività di manutenzione riporta alla luce aspetti importanti legati alla sicurezza, con particolare riferimento alle condizioni di massima tranquillità che devono caratterizzare le attività lavorative. Serve il massimo sforzo da parte di tutti, affinché anche operazioni tipo quella di uno smontaggio di un flessibile venga eseguita in tutta sicurezza” ha detto ancora Prisciano.

Anche l’Usb, il sindacato di base che per primo ha reso noto l’incidente, sottolinea che segnala “da mesi la grave carenza strutturale degli impianti che mette a serio rischio la vita degli operai“. “Questa fabbrica – afferma il coordinatore dell’Usb Francesco Rizzonecessita di interventi immediati e di una seria manutenzione straordinaria che i gestori dell’azienda, ArcelorMittal, sino ad oggi hanno solo annunciato senza nessun fattivo intervento. In questa fabbrica, che sta cadendo a pezzi, ogni giorno gli operai rischiano di non tornare a casa dalle proprie famiglie, ogni giorno rischiano la vita“.

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