Porto, la Cemitaly recupera la Calata IV?

 

Autorità Portuale e Comitato di Gestione in accordo per concessione ad azienda per effettuare lavori sull'area
pubblicato il 04 Febbraio 2019, 19:53
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Potrebbe esserci un nuovo futuro per la Calata IV del porto di Taranto. E a disegnarlo potrebbe essere, il futuro è quantomai d’obbligo, la Cemitaly spa del gruppo Italcementi che ha acquisito oltre un anno fa i siti industriali italiani della Cementir del gruppo Caltagirone.

Com’è noto da tempo (è una delle tante vicende che seguiamo sin dai tempi del ‘TarantoOggi‘), la Cementir non ha mai effettuato i lavori previsti alla banchina della Calata IV. Pur avendo chiesto più volte la concessione dopo la scadenza trentennale. Concessione che arrivò , soltanto per l’area e non per la banchina che divenne pubblica) dopo un lunghissimo tiro e molla quando il Comitato di Gestione, con provvedimento n. 07/17 del 28.04.2017, deliberò sulla proposta del Presidente dell’AdSP del 24.04.2017 – di assentire alla Cementir Italia Spa la concessione, per la durata di vent’anni, per l’occupazione e l’uso della zona demaniale marittima di complessivi mq 21.120 circa, situata nel Porto Mercantile di Taranto (Radice lato levante del IV Sporgente ed area retrostante la banchina di riva tra il IV ed il III Sporgente con esclusione della banchina medesima), “allo scopo di mantenere un insediamento produttivo – funzionalmente collegato allo stabilimento industriale di proprietà – sul quale insistono impianti ed attrezzature fisse della Società stessa destinati all’imbarco del cemento alla rinfusa e in sacchi, delle materie prime e dei semilavorati provenienti dal cennato stabilimento“. 

Il tutto a condizione che venissero eseguiti le opere/investimenti previsti nel progetto e gli ulteriori interventi – oltre quelli manutentori – migliorativi consistenti in interventi di riqualificazione ed ammodernamento della banchina, da sottoporre all’autorizzazione dell’AdSP, atti a consentire un utilizzo polifunzionale/multiuso della Calata IV con particolare riferimento al traffico pesante assimilabile a quello destinato al servizio Ro-Ro. 

L’AdSP, con provvedimento n. 14304 del 03.10.2017, comunicò la conclusione del procedimento, ai sensi dell’art. 2 della L. 241/90, con l’accoglimento dell’istanza di concessione e la richiesta degli adempimenti per il rilascio del titolo concessorio. 

La Cementir Italia Spa, in data 27.11.2017, 22.12.2017 e 02.01.2018, trasmise la documentazione attestante l’avvenuto adempimento di quanto chiesto per il rilascio dell’atto di concessione pluriennale (corresponsione canone relativamente al periodo 01.01.2018 – 31.12.2018 e trasmissione della cauzione ex art. 17 Reg. Cod. Nav. e delle fidejussioni ex art. 18, co. 6, lett. a), a garanzia del progetto di investimento e del programma di attività volto all’incremento dei traffici ed alla produttività del porto). 

(leggi gli articoli sulla Cemitaly https://www.corriereditaranto.it/?s=cemitaly&submit=Go)

La cessione del sito tarantino alla Italcementi

Poi la Cementir, il 09.01.2018, comunicò la cessione, a decorrere dal 02.01.2018, del 100% del capitale sociale della Cementir Italia Spa da parte della Cementir Holding Spa alla Italcementi Spa, società interamente controllata da HeidelbergCement France SAS; per effetto di tale cessione il nuovo socio unico della Cementir Italia Spa divenne la Italcementi Spa. 

L’AdSP, il 26.01.2018, trasmise alla Cementir Italia Spa la bozza di atto di concessione per la condivisione del testo e successiva sottoscrizione. 

La Cementir, in data 31.01.2018, chiese un differimento del termine per la sottoscrizione del titolo per la rappresentata necessità che il testo venisse condiviso e accettato dal nuovo socio di maggioranza e successivamente in data 03.07.2018 presentò una nota in cui ha chiesto di differire il rilascio del titolo e la sottoscrizione della concessione per i motivi indicati nella nota medesima connessi al provvedimento di sequestro da parte del GIP presso il Tribunale di Lecce del parco loppa, dei nastri trasportatori (con tramogge ed impianti di vagliatura), dell’impianto di depurazione loppa ed del sito di stoccaggio delle ceneri legger; provvedimento che “ha reso impossibile l’attività industriale, ha reso necessario attivare la c.i.g. ed ha inciso sulla utilità/utilizzabilità della concessione demaniale che avrebbe reso impossibile l’attività industriale e quindi inciso sulla utilità/utilizzabilità della concessione”. 

Il 19.07.2018 pervenne la comunicazione di cambio della denominazione sociale da Cementir Italia Spa a Cemitaly Spa e della sede legale da Roma a Bergamo. 

L’AdSP, attesa la necessità di rilasciare il titolo concessorio con conseguente avvio del programma di attività e del progetto di investimento convocò allora un’apposita riunione che ebbe luogo lo scorso 26.11.2018. A seguito di questa riunione, la Cemitaly, lo scorso 17.12.2018, si è resa disponibile alla sottoscrizione del titolo concessorio manifestando l’esigenza di modificare i cronoprogrammi a suo tempo presentati oltre che di sospendere, durante il corso dei lavori, ogni attività. 

Nella nota della società si leggeva infatti “inderogabili necessità di ridurre i rischi di interferenza e quindi salvaguardare in primis esigenze di sicurezza hanno imposto la programmazione degli interventi in undici fasi successive…” ed ancora “durante tutte le fasi descritte stante lo svolgimento delle attività indicate nell’allegata nota tecnica, nell’intera area in concessione non sarà possibile, per Cemitaly, alcuna diversa utilizzazione dei sedimi, né pertanto la movimentazione di merci, con la conseguenza che durante il corso dei lavori l’attività costituente lo scopo della concessione sarà sospesa…”. 

Nella allegata nota tecnica si leggeva inoltre “la necessità di ridurre i rischi da interferenza, in relazione alle aree di cantiere a disposizione, rende …opportuno effettuale l’intervento in maniera progressiva operando in una prima fase sui corpi A, B e C e nella successiva sui corpi D, E e F. ….. L’Esecuzione delle opere in step successivi garantisce sempre una zona di accesso per tutta la durata dei lavori anche per eventuali interventi di emergenza … Il cronoprogramma prevede il completamento dei corpi A, B e C dell’impalcato e dell’impianto trattamento delle acque meteoriche (zona est calata IV) entro 24 mesi dal rilascio dei titoli autorizzativi e il completamento dei corsi D, E e F e impianto acque meteoriche nei successivi 12 mesi…Le aree di cantiere individuate limitano essenzialmente la disponibilità stessa della banchina per le normali operazioni. In aggiunta lo smontaggio di alcuni macchinari, quali il nastro BC-5 e le linee di trasporto pneumatico del cemento, necessarie per la realizzazione delle opere, limitano ancorchè impediscono la possibilità di carico sui natanti”. 

Inoltre la Cemitaly, con un’altra nota dello scorso 09.01.2019, ha chiesto di regolarizzare – nelle more del rilascio del titolo definitivo – l’occupazione demaniale marittima in atto con un titolo provvisorio afferente il decorso periodo 01.01.2018-31.12.2018 ed il primo quadrimestre del 2019 rideterminando il relativo canone demaniale secondo le superfici allo stato utilizzate. 

L’AdSP, con foglio n. 890 del 17.01.2019, ha riscontrato quanto richiesto dalla società, stabilendo per quanto attiene alla chiesta regolarizzazione amministrativa, a provvedere a rideterminare il canone dovuto per il suddetto periodo in relazione all’occupazione in atto per il rilascio del titolo provvisorio; in ordine alla richiesta di modifica dei cronoprogrammi a suo tempo presentati e sospensione, durante il corso dei lavori, di ogni attività, ha comunicato che avrebbe acquisito il parere della Commissione Consultiva, nonché la delibera del Comitato di Gestione, Organo competente a deliberare in merito al rilascio delle concessioni ex art. 18 L. 84/94. 

(leggi gli articoli sulla Cementir https://www.corriereditaranto.it/?s=cementir&submit=Go)

L’ok del Comitato di Gestione 

Lo scorso 24 gennaio è arrivato l’ok da parte del Comitato di Gestione. Che ha sottolineato come il rilascio della concessione “appare urgente nel perseguimento del superiore pubblico interesse costituito dalla necessità che la Cemitaly Spa esegua i proposti interventi tra i quali assumono particolare rilevanza quelli manutentori/di risanamento dell’impalcato a giorno della Calata IV compreso tra il III e IV sporgente oltre che quelli (da sottoporre ad autorizzazione dell’AdSP) atti a consentire un utilizzo polifunzionale/multiuso della Calata IV con particolare riferimento al traffico pesante assimilabile a quello destinato al servizio Ro-Ro“.

Così come “le vicende giudiziarie connesse al sequestro di aree ed impianti all’interno dello Stabilimento “hanno reso impossibile l’attività industriale, ha reso necessario attivare lac.i.g. ed ha inciso sulla utilità/utilizzabilità della concessione demaniale”, allo stesso modo “il mancato assentimento della concessione demaniale marittima determinerebbe – ora che le aree sono state dissequestrate – una ineluttabile situazione di aggravamento della crisi in atto con ogni riflesso negativo anche sotto l’attenzionato profilo occupazionale“.

Infine, l’esecuzione delle opere in step successivi secondo i proposti nuovi cronoprogrammi e la richiesta di sospensione delle attività durante l’esecuzione dei lavori “appaiono condivisibili in considerazione della necessità di ridurre i rischi di interferenze e quindi salvaguardare in primis esigenze di sicurezza per ragioni di tutela della pubblica e privata incolumità al fine di prevenire qualsivoglia situazione di pericolo ovvero di incidente“. 

(leggi gli articoli sulla Calata IV https://www.corriereditaranto.it/?s=calata+IV&submit=Go)

Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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