Emissioni odorigene a Manduria: s’indaga sulle fonti emissive

 

ARPA Puglia e Asl Taranto portano avanti le ispezioni. La Regione e il Dipartimento di Qaulità dell'Aria bacchettano i 5 Stelle locali
pubblicato il 01 Febbraio 2019, 19:41
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Sulla questione emissioni odorigene sul territorio di Manduria, sono al lavoro l’Asl di Taranto, l’ARPA Puglia, la Regione, oltre che i commissari del comune ionico sciolto per infiltrazioni mafiose. Oltre alle costanti segnalazioni dei cittadini, esasperati per i continui cattivi odori che a folate raggiungono l’abitato.

Sino a questo momento, sono stati sottoposti ai controlli dei tecnici di ARPA Puglia, due siti giudicati come probabili fonti delle emissioni odorigene: il depuratore situato sulla via per Lecce e l’impianto di compostaggio ‘Eden 94’ sulla via per San Cosimo a Manduria. Ancora da ispezionare, secondo quanto è stato stabilito in una riunione tra i tecnici Arpa e il Dipartimento di prevenzione della Asl di Taranto, altri tre siti: la ‘Italfire‘ (impianto raccolta e lavorazione plastica), la ‘Mitrangolo Carmelo’ (azienda che si occupa della raccolta e del recupero vetro) e la ‘Centrale elettrica a biogas’. 

I tecnici di ARPA Puglia hanno riscontrato diverse anomalie nell’azienda Eden 94, a cui sono stati prescritti vari interventi. Come probabile fonte delle emissioni, ARPA ha individuato in particolare i cumuli di rifiuti che tra agosto e settembre si trovavano all’ingresso dell’azienda. Così come divese aree che operano all’aperto, favorendo importanti criticità a livello emissivo. L’Asl di Taranto però non concorda pienamente sull’origine delle emissioni, avendo sottolineato come sia importante monitorare tutti gli impianti individuati come probabile fonte emissiva.

intervengono l’assessore all’Ambiente della Regione Puglia, Gianni Stea e il direttore del dipartimento Infrastrutture e Ambiente, Barbara Valenzano, per controbattere alle recenti esternazioni del Movimento 5 Stelle di Manduria: “I grillini pensano di sapere molte più cose di quelle che di fatto sanno in realtà. Danno per scontato, per esempio, che la Regione Puglia alle segnalazioni che pervengono dai cittadini di Manduria, riguardo alle emissioni odorigene, non faccia seguire verifiche e controlli. Rassicuriamo tutti dicendo che la Regione Puglia non solo presidia costantemente il territorio ma, oltre ad essere in stretto contatto con i tecnici dell’Arpa sulle azioni di controllo, prima ancora delle denunce dei Cinque Stelle, aveva provveduto a diffidare le due aziende presenti i cui impianti avrebbero potuto produrre le emissioni olfattive“.

A dimostrazione che il nostro lavoro è tutto ed esclusivamente indirizzato alla tutela della salute della popolazione e della qualità dell’aria che respira, abbiamo fatto di più – sottolineano Stea e l’ing. Valenzanoinfatti dai mesi successivi all’approvazione della legge che ha inteso disciplinare le emissioni odorigene (L.R. n. 32/2018), stiamo lavorando con Arpa, Anci e Province alla definizione e condivisione di un protocollo operativo per la gestione del disturbo olfattivo che ha come obiettivo quello di assicurare la gestione delle segnalazioni da parte della popolazione, di individuare le cause che hanno determinato il disagio e avviare le attività di monitoraggio“.

Il tutto mentre il Governo nazionale in carica trovava il tempo di impugnare davanti alla Consulta la predetta legge regionale 32 adducendo ragioni di non competenza – ricordano i due rappresentanti della Regione -. A questo proposito ricordiamo che l’art. 272 bis del Codice dell’Ambiente attribuisce alle Regioni la possibilità di adottare una legge regionale o anche solo provvedimenti autorizzativi nei quali definire le misure di prevenzione e le limitazioni delle emissioni. Esattamente quello che ha inteso fare la Regione Puglia che ad oggi è la prima Amministrazione Regionale in Italia ad essersi dotata di una norma in materia di emissioni odorigene rispondendo alla previsioni del Testo Unico Ambientale. Ma questa, con tutta evidenza, è una questione di cui si preferisce non parlare e soprattutto non rispondere nel merito alle ragioni reali che sottendono alla impugnazione della legge davanti alla Corte Costituzionale“. 

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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