Consiglio Comunale, è scontro sui rifiuti

 

In gran parte incentrata sulla TARI la lunga riunione odierna della massima assise cittadina
pubblicato il 01 Febbraio 2019, 00:10
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Potremmo definirla una seduta-fiume, quella odierna del Consiglio Comunale. Cinque ore di discussione, più una di sospensione, con un ordine del giorno estremamente corposo. Sul tavolo l’approvazione dei regolamenti per le imposte comunali (IMU, TARI e TASI) e delle relative aliquote.

Gli animi iniziano ad accendersi sull’approvazione dell’aliquota IMU. Il più polemico nei confronti dell’Amministrazione è il capogruppo di Forza Italia Giampaolo Vietri, che attacca la decisione di mantenere per le seconde case l’aliquota massima prevista dalla legge (1,06 %).D’altro canto, il consigliere forzista evidenzia come i controlli sugli immobili abbiano portato ad un extra-gettito stimato di 10 milioni di euro a parità di aliquota, cosa che, secondo il giudizio del partito di opposizione, dovrebbe portare l’Amministrazione a rivedere le aliquote al ribasso.

Dove, però, lo scontro si fa più acceso è stato sulla materia della tassazione sui rifiuti. Lo scontro si consuma sul filo dei cavilli, prima ancora che sulla sostanza. Le forze di opposizione contestano la legittimità di alcuni emendamenti. Secondo il regolamento del Consiglio Comunale, infatti, gli emendamenti che incidono sulle voci di bilancio non possono essere presentati oltre la data limite di cinque giorni dalla discussione in aula, per garantire ai consiglieri la possibilità di approfondire le carte prima del dibattito.  Ciò che i consiglieri di opposizione (con particolare verve il consigliere Nilo, della Lista Baldassarri) criticano è la decisione della maggioranza di portare in aula l’approvazione del bilancio di previsione il 31 gennaio, circa due mesi in anticipo sul previsto. Al centro dello scontro, in particolare, un emendamento, poi ritirato, che avrebbe previsto la detrazione dall’importo della TARI, a vantaggio dei nuclei familiari, della quota parte dei figli universitari “fuori sede”, affittuari con contratto di locazione registrato. Inutile dire come la maggioranza attacchi la “melina” dell’opposizione, i cui ripetuti interventi sul tema allungano in maniera importante il dibattito.

Viene, invece, accolto ed approvato un emendamento tecnico, presentato dalla direzione Programmazione Economico Finanziaria – Economato, al piano finanziario dei rifiuti 2019. L’emendamento prevede la riduzione del gettito TARI di circa € 626.000, da compensare con altre voci di bilancio (fondo di riserva e fondo crediti di dubbia esigibilità). Inutile dire che anche su questo punto lo scontro non manca di certo. Al centro, ancora una volta, il consigliere Vietri, di Forza Italia, che accusa il Comune di non aver rispettato le dichiarazioni di intenti espresse lo scorso anno circa la volontà di ridurre i costi del servizio di gestione dei rifiuti, ma di essersi limitato a ridurre il gettito dell’imposta. Non mancano anche critiche sull’annoso tema della differenziata, con la consigliera De Gennaro che evidenzia all’aula i problemi circa il conferimento dei rifiuti “porta a porta” nelle borgate di Talsano, Lama e San Vito. Un sistema ancora non efficiente come dovrebbe essere, e per ora ben lontano dall’obiettivo dichiarato dal sindaco Melucci di avere la differenziata “porta a porta” in tutto il territorio comunale.

Prima di proseguire con l’approvazione del bilancio di previsione 2019/2021 c’è ancora tempo per un altro dibattito, quello sull’alienazione dei beni comunali. Oggetto del contendere, questa volta, i 35 appartamenti di via Cesare Battisti, già di proprietà demaniale e acquisiti lo scorso anno dall’Amministrazione comunale. L’attacco, manco a dirlo, del consigliere Vietri si dirige verso l’amministrazione, rea, a suo dire, di aver richiesto questi immobili al demanio senza un preciso progetto per la loro fruizione, tanto da vedersi costretta a rivenderli, nonostante l’emergenza abitativa che dovrebbe, secondo il forzista, portare a valorizzare diversamente questi beni comunali. A questa obiezione risponde personalmente il sindaco, il quale afferma come quei 35 appartamenti facessero parte di un elenco di immobili demaniali più ampio, dal quale si era valutata fin dal principio l’eventualità di stralciare alcuni lotti.

La riunione del Consiglio si chiude con l’approvazione del bilancio di previsione, prima che la stessa si sciolga per mancanza del numero legale.

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