Il porto diventerà un ‘Innovation Hub’

 

Entro il 2019 aprirà il centro polivalente 'Falanto'. Procede l'iter per la concessione della banchina ad Yilport in attesa del Tar del 20 febbraio
pubblicato il 31 Gennaio 2019, 19:47
8 mins

L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio ha da tempo avviato una serie di iniziative di promozione dell’innovazione a beneficio dell’intero ecosistema imprenditoriale/logistico/portuale/industriale del porto di Taranto attraverso la collaborazione con partner strategici, anche di rilevanza internazionale come PORTXL (www.portxl.org) – l’acceleratore di Startup del Porto di Rotterdam ‐ già attivo anche a Singapore, Anversa e New York. 

Questa mattina, presso la sede dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, attraverso una conferenza stampa a hanno partecipato il presidente Sergio Prete e Carolien Sandee, direttore di PORTXL, è stato presentato il progetto e l’accordo tra le parti. Che prevede una partnership strategica per accompagnare l’ecosistema portuale verso il lancio del Future Port Innovation Hub del porto di Taranto. Del resto, come ha spiegato il presidente Prete, “il tema dell’innovazione è da tempo al centro dell’azione strategica dei porti più competitivi al mondo. La competizione globale nel settor dello shipping ha ricadute importanti non solo su sul piano infrastrutturale, intermodale e dei servizi logistici, ma anche sulla necessità di definire un nuovo modello di business“, a dimostrazione del fatto che oramai di solo transhipment e traffico merci non si può più vivere. Bisogna stare al passo con i tempi, dove l’innovazione tecnologica la fa da padrone.

I nuovi porti – hanno spiegato Prete e il direttore di PORTXL – devono essere il luogo ricongiungimento con il mondo della produzione e delle competenze e un ambiente che accoglie e accompagna l’innovazione“. Secondo il recente rapporto di SRM, Italian Maritime Economy, Quinto rapporto, giugno 2018, Innovazione e Start up sono lo step necessario verso la realizzazione del modello Portualità 5.0.

Il Piano Operativo Triennale dell’AdSP del Mar Ionio punta su infatti “#innovazione #digitale #ambiente #tecnologia #Porto territorio. L’azione strategica n. 1 del POT del Porto di Taranto punta sulla creazione del primo Innovation HUB italiano in ambito Blue economy prvede vari passaggi: Incrementare la competitività del porto di Taranto, allargandone il perimetro d’azione, prendendo le mosse dalla vocazione industriale per creare un luogo in cui innovazione e blue economy si incontrano; Promuovere la realizzazione di un innovation hub, centro propulsore di realtà imprenditoriali attive nel settore dell’innovazione, anche digitale, applicata alle tematiche portuali, industriali, logistiche, energetiche e, in generale, alla blue economy; L’hub dovrà essere un unicum nel suo genere a livello europeo/mediterraneo e rappresentare un elemento concreto di eccellenza e attrazione per investitori alla ricerca di un luogo per investire (specialmente in ottica ZES); Proporre Taranto come destinazione per livello di infrastrutturazione, sicurezza, accessibilità navale/aeroportuale/ferroviaria, e per l’ecosistema (risorse finanziarie, capitale umano, università, imprese, competenze) che favorisce lo sviluppo e l’accelerazione di idee imprenditoriali, anche nell’ambito della costituenda ZES. 

L’elemento distintivo dell’innovation hub sarà dunque la specializzazione sui macrosettori connessi all’economia del mare e alle attività portuali e logistiche. Far diventare il porto un centro di propulsione di innovazione e di attivazione di processi di start‐up di nuove imprese e di scale‐up di imprese innovative già esistenti, da promuovere (o potenziare) su un verticale specifico che faccia riferimento ai temi dell’innovazione digitale, della circular economy e della blue economy, direttamente applicabili alle attività portuali e/o logistiche del territorio. 

Fondamentale sarà inoltre la specializzazione dell’Hub che dovrà adottare un approccio “verticale” sull’economia legata al mare e costruire su questo una forte interconnessione con il network globale di riferimento, a livello locale, mediterraneo e globale. 

Ipotesi di percorso per lancio dell’hub

La fase pilota del progetto è previstra tra gennaio e aprile 2019 e prevede l’avvio dell’azione pilota ‘Balab in porto’, la predisposizione dei locali, attivazione utenze e arredamento, un periodo di incubazione delle start up, il coinvolgimento esperti dell’AdSP e del cluster portuale, una sede operativa del Futureport innovation hub. Negli uffici dell’Autorità Portuale infatti, ci sarà uno spazio dedicato al Balab, lo spazio dell’Università di Bari dedicato a chi ha nuove idee e ha voglia di realizzarle. Uno spazio per incontrarsi e confrontarsi, dove i progetti prendono corpo. Al Balab grazie all’incontro fra giovani menti e professionisti esperti, le intuizioni più innovative possono diventare realtà. Dunque un vero e proprio esempio di co-working. Il tutto, in questo caso, sarà dedicato ad accogliere idee innovative per l’area del porto di Taranto.

Tra febbraio ed aprile ci sarà la definizione del modello di business, attraverso la ricognizione per la fattibilità giuridico amministrativa del progetto, la conferma delle tempistiche per la disponibilità dei locali, l’identificazione delle opzioni possibili relative a diverse possibilità di gestione e finanziamento dell’hub, la scelta del modello di business e del modello di Governance applicabile con supporto PORT XL.  

Tra maggio e luglio seguirà la definizione del programma di accompagnamento, attraverso l’identificazione delle tematiche prioritarie di innovazione sulle quali avviare l’avviso di selezione, la definizione del programma di dettaglio, la definizione della bozza di avviso con requisiti di partecipazione.  

Arriverà poi il momento, tra marzo e maggio, degli ‘Stakeholder engagement‘: che potrebbero portare ad accordi di adesione e ad opportunità di finanziamento privato/pubblico. 

A settembre infine, si partirà con l’avvio delle selezioni la partecipazione alla prima edizione del FuturePORT Innovat Hub. 

Entro fine anno aprirà il centro polivalente ‘Falanto’

L’obiettivo è dunque la realizzazione di un “Innovation Hub”, che troverà collocazione nel centro polivalente che sarà ultimato ad agosto ed entro fine anno potrà essere avviato. Entro il 2019 infatti, si avrà il primo segno dell’apertura del porto al territorio con la realizzazione del ‘Falanto‘, il centro polivalente sul Molo San Cataldo.

Infine, un accenno sull’iter che porterà alla concessione della banchina del Molo Polisettoriale alla società turca Yilport per i prossimi 49 anni. I lavori burocratici proseguono ci ha assicurato il presidente dell’ASPD di Taranto Sergio Prete. Il tutto in attesa del prossimo 20 febbraio, quando i giudici amministrativi del Tar di Lecce si esprimeranno sul ricorso con richiesta di sospensiva presentato dal consorzio SET, avverso la sospensione della procedura di confronto avviata con lo strumento del dialogo competitivo, sulle istanze per la concessione della banchina del Molo Polisettoriale di Taranto (ricordiamo che il Tar di Lecce si doveva esprimere sull’istanza cautelare prima lo scorso 22 novembre, e poi lo scorso 23 gennaio, decidendo se concedere o meno la sospensiva). Soltanto qualora venisse concessa la sospensiva, eventualità che al momento lo stess Prete sembra escludere, l’intero iter si fermerebbe aprendo scenari al momento imprevedibili sul futuro del porto di Taranto.

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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