Discarica Grottaglie, Tar boccia il sopralzo

 

Il Tar di Lecce ha accolto il ricorso del Comune. Ancora pendenti i contenziosi sulla cava e sulle royalties
pubblicato il 28 Gennaio 2019, 16:36
5 mins

Il Tar di Lecce (Sezione Seconda R.G. n. 615/2018), ha accolto il ricorso del Comuniedi Grottaglie, inerente l’impianto in località Torre Caprarica Grottaglie presentato dalla Linea Ambiente S.r.l., in merito alla compatibilità ambientale per l’intervento di di “ottimizzazione orografica dei profili già autorizzati”, ovvero il progetto di sopralzo della dicarica. E’ quasi scontato che adesso la società ricorrerà al Consiglio di Stato. E’ però probabile che non si dovrebbero più smaltire rifiuti in altezza.

È invece ancora pendente il contenzioso per l’ampliamento della cava, e soprattutto i contenziosi per quanto concerne le royalties: uno aperto dal Comune di Grottaglie contro la società Lgh per il mancato pagamanto da due anni precedenti il 2016, un altro di Lgh che chiede indietro la restituzione delle royalties versate negli ultimi 13 anni nelle casse del Comune di Grottaglie.

 

L’iter autorizzativo del progetto di sopralzo

Nel febbraio dello scorso anno, il Comitato Tecnico Provinciale dette l’ok al progetto a fronte delle modifiche presentate dalla società, nonostante nell’estate del 2017 lo stesso Comitato avesse sottolineato che, nonostante la rimodulazione del progetto da parte della società Linea Ambiente srl, erano tante le criticità emerse durante l’iter istruttorio da parte di molti enti ed istituzioni. Lo stesso CTP definiva infatti il progetto “carente e non del tutto in linea con la realtà tecnico/amministrativa del sito e dei soggetti che operano nell’impianto e non risponde alle indicazioni del CTP, si esprime parere contrario”.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2018/03/08/discarica-grottaglie-dal-ctp-ok-al-sopralzo-progetto-rivisto-dalo-chiede-dimissioni-tamburrano/)

La stesse Provincia di Taranto, attraverso Il 9° settore Ecologia e Ambiente della Provincia di Taranto, nell’agosto del 2017 pronunciò con un parere sfavorevole al procedimento attivato dalla società Linea Ambiente srl, in merito alla compatibilità ambientale per l’intervento di di “ottimizzazione orografica dei profili già autorizzati” e contestualmente con il diniego al rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale e autorizzazione paesaggistica.

Nel corso dell’iter istruttorio, i pareri dei vari enti furono quasi tutti negativi. Da quello del Comune di Grottaglie a quello del Comune di San Marzano, così come espressero parere negativo anche l’ARPA Puglia e l’ASL di Taranto che non dettero parere favorevole igienico sanitario, così come anche negativo risultò quello di Aeroporti di Puglia; l’ENAC invece, dopo aver espresso inizialmente parere negativo, dopo una modifica progettuale proposta dalla società aveva rivisto il suo parere (rinunciando al conferimento in discarica dei rifiuti codici CER 02, ovvero quei rifiuti provenienti da produzione, trattamento e preparazione di alimenti in agricoltura, orticoltura, caccia, pesca ed acquacoltura), trasformandolo in positivo; parere positivo condizionato quello dell’Area di Bacino della Regione Puglia, mentre la Soprintendenza dei beni paesaggistici della Puglia non aveva trovato motivo di sollevare obiezioni al progetto.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2017/08/29/discarica-grottaglie-parere-sfavorevole-della-provincia-al-sopralzo-la-partita-non-chiusa/)

 

Il progetto

Stiamo parlando, per chi non lo ricordasse, del famoso sopralzo della discarica “LaTorre Caprarica”, gestita da Linea Ambiente (exEcolevante), una vero e proprio di raddoppio del Terzo Lotto che avrebbe comportato un incremento volumetrico della discarica (l’eventuale ok da parte della Provincia, secondo alcuni calcoli, avrebbe comportato l’arrivo di 1,9 milioni di metri cubi di rifiuti in più entro il 2022), era stato presentato il 17 dicembre 2015 dalla società che aveva rilevato l’ex Ecolevante, con la motivazione secondo la quale “l’attuale profilo altimetrico autorizzato non garantirebbe, su un orizzonte di lungo termine, come imposto dalla normativa vigente (30 anni di gestione post mortem), il regolare deflusso delle acque meteoriche di ruscellamento, presentando potenziali aree di ristagno delle acque piovane“. Inoltre la società aveva anche chiesto che fosse esplicitamente richiamata nell’Autorizzazione Intergrata Ambientale, l’operazione RI: ovvero la produzione di energia da biogas. Nel corso del procedimento, che ha visto svolgersi due Conferenze di Servizi (una istruttoria il 22 marzo 2016 e una decisoria il 28 luglio scorso) a fronte delle prime valutazioni negative, Linea Ambiente aveva prima ridotto l’incremento volumetrico (passando dagli iniziali 2.237.000 metri cubi ai successivi 1.580.000), stralciando dall’intervento anche un’area interessata al vincolo del PPTR “area annessa a parchi naturali”.

(leggi tutti gli articoli sulla discarica di Grottaglie https://www.corriereditaranto.it/?s=discarica+grottaglie&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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