Sentenza CEDU, Emiliano incalza il Governo

 

"Non la impugni ed elimini l'immunità penale". "Si risarciscano i tarantini di 1mld per "danno ecologico'"
pubblicato il 27 Gennaio 2019, 13:13
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Da un primo approfondimento sulla sentenza CEDU sul caso Ilva, emerge la grave assenza di misure preventive e controlli da parte della pubblica autorità nel periodo di tempo indagato dalla Corte, che ha condotto alla violazione dei diritti alla vita ed alla salute dei cittadini di Taranto”. Lo ha affermato, con una nota, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.

Emiliano, nell’esprimere la sua opinione, sollecita poi il Governo in carica affinchè “abbia il coraggio di una scelta politica forte e definitiva: non impugni innanzi alla Grande Chambre della CEDU la sentenza ed elimini per legge la follia giuridica dell’immunità penale”.

Inoltre, aggiunge il presidente, “la Corte non ha però stabilito un risarcimento per i danni morali di ciascun cittadino ricorrente. Chiediamo che si quantifichi con legge dello Stato il risarcimento per il ‘danno ecologico’ a tutta la comunità tarantina, 200mila italiani che hanno visto violati i propri diritti, per un ulteriore miliardo di euro aggiuntivi rispetto alle misure già previste. Solo così si segnerebbe un cambio di passo rispetto al passato, ai soprusi subiti dai cittadini di Taranto, alle tesi negazioniste lette addirittura negli atti difensivi del Governo”.

Poi l’impegno: “La Regione Puglia continuerà la sua battaglia politica e culturale per la decarbonizzazione e profonderà ogni sforzo perché si giunga immediatamente ad una valutazione del danno sanitario preventiva”.

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