Porto, costituita la Terminal San Cataldo

 

E' la società attraverso la quale la Yilport gestirà il Molo Polisettoriale. E la Regione 'riesuma' il progetto del Distripark
pubblicato il 25 Gennaio 2019, 09:00
4 mins

In attesa di conoscere il responso del Tar di Lecce sul ricorso del consorzio SET, nella giornata di ieri la società turca Yilport ha trasmesso all’Autorità di Sistema Portuale dello Ionio, gli atti costitutivi della società che gestirà in concessione la banchina del Molo Polisettoriale per i prossimi 49 anni (sempre che tutto vada come si attendono l’Authority, i sindacati, i lavoratori e la politica locale), che si chiamerà Terminal San Cataldo, come ci ha confermato il presidente dell’ente Sergio Prete.

(leggi gli articoli https://www.corriereditaranto.it/2019/01/22/2porto-domani-nuovo-rinvio-al-tar/ e https://www.corriereditaranto.it/2019/01/23/porto-il-tar-rinvia-decisione-a-febbraio/)

Intanto, dopo l’intervento del marzo scorso dell’ex assessore regionale allo Sviluppo economico Michele Mazzarano, ieri il sostituto e attuale assessore regionale allo Sviluppo Economico Mino Borraccino, ha tirato fuori nuovamente, incredibilmente, il progetto del Distripark come ipotesi di rilancio per il porto di Taranto.

Il porto di Taranto, per la sua collocazione strategica al centro del Mediterraneo, con la retroportualità da realizzare, rappresenta e rappresenterà per lo sviluppo economico e sociale dell’area jonica, sempre di più, nei prossimi anni, uno snodo di fondamentale importanza. Il traffico delle merci provenienti dall’Oriente ha nel porto di Taranto una collocazione  naturale anche grazie al recente raddoppio del Canale di Suez che collega, appunto, direttamente il mar Mediterraneo al Golfo Persico, aprendo così alla possibilità di intercettare enormi flussi commerciali tra l’Europa e l’Asia. In questa prospettiva si inserisce anche il progetto del Distripark di Taranto, il Polo logistico integrato da realizzarsi in un’area di circa 40 ettari nella zona retroportuale e destinato all’immagazzinamento, alla lavorazione, al controllo e alla distribuzione delle merci. Come noto si tratta di una infrastruttura approvata con Delibera CIPE n. 155/2000 ma da allora, al di là dell’esproprio delle aree interessate, problemi e intoppi di carattere burocratico e amministrativo, hanno di fatto bloccato la realizzazione dell’opera con il rischio che possa essere accantonata. Riteniamo invece che il Distripark, col prossimo auspicato avvio della Zona Economica Speciale Jonica e con l’ormai prossima gestione del molo polisettoriale da parte del gruppo turco Yilport (gigante del settore che ha scelto di investire nel capoluogo jonico, con la speranza che i contenziosi in atto non portino questo grossissimo player mondiale a spostare altrove le proprie attività, determinando una gravissima perdita per tutti), possa rappresentare una straordinaria occasione di rilancio del porto di Taranto oltre che di crescita e sviluppo per tutto il territorio, con importanti ricadute occupazionali e sociali. Per questa ragione faremo tutto quanto è di competenza del Governo regionale per consentire il superamento delle criticità esistenti e la realizzazione di una infrastruttura che, siamo convinti, potrà determinare il raggiungimento di importanti obiettivi per lo sviluppo del sistema economico di tutto il territorio jonico, innescando processi virtuosi e potenzialmente molto positivi per la crescita e l’occupazione“.

Sinceramente appare quasi una barzelletta. Di cui ci siamo occupati per anni.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2018/03/12/la-puglia-al-mipim-2018-rispunta-progetto-distripark-del-porto-taranto/)

Per chi ne vuol recuperare e ricordare la storia, consigliamo la lettura di questo articolo: (l’articolo sull’inifinita storia del Distripark https://www.corriereditaranto.it/2016/04/05/taranto-tavolo-istituzionale-a-roma-rispunta-il-progetto-del-distrpark/).

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

Un Commento a: Porto, costituita la Terminal San Cataldo

  1. michele CONTE

    Gennaio 25th, 2019

    Bene. E’ l’unica opzione che può portare a Taranto traffico e sviluppare la logistica intermodale. In presenza di una ZES e con un DistriparK ricompreso nella stessa ci sarebbero merci e movimentazioni sufficienti a garantire l’implementazione dei traffici e conseguentemente occupazione a basso impatto ambientale. E’ un’ottima intuizione quella dell’Assessore Borraccino. Speriamo che Egli riesca a recuperare nel più breve tempo possibile i 35.000.000 di euro, inopinatamente spostati dal finanziamento del DistriparK per i lavori del Terminal Container così come, purtroppo richiesto dalla concessionaria dell’epoca TCT che ha poi miseramente affossato le ipotesi di sviluppo del porto. Senza un surrogato di mercato (DISTRIPARK) non c’è sviluppo organico per il porto. Il transhipment fa muovere i contenitori, ma non le merci in essi contenuti. Il distripark svilupperebbe sia traffici con container e con carichi generali, ambedue modalità indispensabili allo sviluppo della logistica. Veramente è un’ottima iniziativa quella dell’Assessore Borraccino. Gli auguro di andare a segno. per Taranto sarebbe veramente l’inizio di una nuova stagione.

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