L’ASECO si ferma a giugno per lavori. Ma non chiuderà

 

pubblicato il 24 Gennaio 2019, 20:47
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L’impianto ASECO spa, società soggetta all’attività di direzione e coordinamento dell’Acquedotto Pugliese S.p.A., con sede in Contrada Lama di Pozzo s.n. nella Marina di Ginosa (TA), si fermerà entro il 30 giugno per lavori di adeguamento ma non chiuderà. Parola dell’assessore regionale all’Ambiente, Gianni Stea, che ieri ha effettuato il previsto sopralluogo presso il sito tarantino, coadiuvato dai dirigenti e tecnici dell’Aqp/Aseco, oltre che dell’assessore comunale all’ambiente l’ing. Filomena Paradiso. 

Al termine della visita, durante la quale l’assessore regionale Stea ha preso visione, molto da vicino, dei tanti ed ingombranti cumuli di umido (la frazione organica dei rifiuti solidi urbani detta anche organico che nell’impianto vengono trattati per poi essere destinati a diventare fertilizzante di prima qualità), che sono al centro da anni delle proteste dei cittadini di Ginosa e Castellaneta per le continue emissioni odorigene (che spesso si trasformano in olezzi nauseabondi), che ammorbano i residenti, molti dei quali riunitisi nel comitato ‘Ambiente Sano’, che l’assessore Stea ha incontrato al termine della visita.

La posizione della Regione Puglia è fin troppo chiara ed anche ieri è stata ribadita ancora una volta: l’impianto ASECO ha bisogno di interventi migliorativi ma non può e non deve chiudere, perchè è fondamentale nella gestione regionale dei rifiuti, come dimostrano le decine di camion che ogni giorno arrivano dalle diverse zone della Regione. I lavori di adeguamento della struttura dureranno tra gli 8 e i 10 mesi, e prevedono di lavorare la frazione organica al chiuso e non più all’aperto come accade oggi, producendo così, si spera, un significativo abbattimento delle emissioni odorigene attuali. Senza dimenticare che sull’impianto pende il ricorso del Comune di Ginosa avverso la modifica dell’Autorizzazione Integrata Ambientale chiesta dall’azienda.

L’assessore regionale all’Ambiente ha poi confermato quando dichiarato lo scorso dicembre in Regione, durante un incontro con il presidente della Provincia di Taranto e il sindaco del Comune di Ginosa. Ovvero che non ci sarà nessun aumento dei volumi di organico che potranno essere conferiti, i limiti erano e rimarranno 80.000 tonnellate all’anno. Il centro di compostaggio ASECO, come previsto dagli accordi con l’Agenzia Regionale per i Rifiuti, non non riceverà materiale proveniente da fuori Regione, ma rimarrà un impianto al servizio dell’ATO unica del territorio pugliese, come ipotizzato e come molti temono dopo che da Roma arrivano ogni giorno rifiuti destinati alle discariche Italcave a Massafra o alla A2A a Grottaglie (nonostante una tassa del 20% introdotto dalla Regione per i rifiuti che vengono da fuori regione, che vale anche per le discariche private).

Certamente all’ASECO sta arrivando una parte della frazione organica da raccolta differenziata prodotta dai 46 Comuni salentini che sino a pochi mesi fa utilizzavano l’impianto Tmb di Poggiardo, anche se Regione e AGER hanno assicurato che ciò non comporterà alcun impatto ambientale aggiuntivo per il territorio tarantino (visto che sono interessati all’operazione anche gli impianti di Manduria (con l’impianto Manduriambiente) e Laterza (con l’impianto Progeva).

L’assessore Stea è andato via con una promessa: la provincia di Taranto non avrà nuove discariche nè vederà un aumento del conferimento dei rifiuti. Anzi, l’intenzione dell’assessore è quello di proporre l’approvazione di una legge regionale, affinché tutte le competenze in materia di autorizzazione ed ampliamenti di discariche siano unicamente in capo alla Regione.

 Staremo a vedere.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/?s=aseco&submit=Go) 

Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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