DDL Puglia su Equo compenso: la protesta degli Ordini degli Ingegneri

 

pubblicato il 24 Gennaio 2019, 09:43
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Sul DDL Regione Puglia  su equo compenso, da registrare la protesta formale dei presidenti degli Ordini degli Ingegneri delle province di Taranto, Lecce, Brindisi, Foggia e Bat, con una lettera all’assessore Giannini e al presidente Emiliano. Martedì 29, tra l’altro, vertice degli Ingegneri a Trani.

L’iter che dovrebbe portare all’approvazione del DDL registra la fase della consultazione dei protagonisti, ovvero gli Ordini professionali. L’incontro con la Regione Puglia è previsto per venerdì, 25 gennaio. L’assessore alle Infrastrutture della Regione Puglia, Giovanni Giannini, ha convocato tutti. Anzi, no: ha convocato soltanto i presidenti degli Ordini della Città Metropolitana e di alcune Federazioni.
Una grave dimenticanza, scrive in una nota Giovanni Patronelli, presidente dell’Ordine a Taranto. I presidenti degli Ordini degli Ingegneri delle province di Taranto, Lecce, Brindisi, Bat e Foggia esprimono così il loro profondo rammarico e il naturale disappunto per questa iniziativa irrituale. E lo fanno attraverso una lettera che in queste ore è stata inviata all’assessore Giannini e al presidente Michele Emiliano.
“Ascoltare – si legge in uno dei passi salienti della lettera in allegato a questa nota – le istanze che vengono dai territori, anche quelli fuori dalla cinta dell’area metropolitana che, per molti aspetti, dovrebbero essere maggiormente coinvolti, in quanto rappresentanti tecnici di ampie realtà, con caratteristiche significativamente differenti”. Ascoltare, dunque. Condividere con tutti i destinatari principali del DDL.
Il nuovo strumento normativo muove lungo la strada già intrapresa da Campania, Sicilia e Calabria. Tra gli esclusi al Tavolo delle Consultazioni del 25 gennaio c’è chi ne ha promosso la necessità anche in Puglia. E lo ha fatto con grande convinzione, in rappresentanza di migliaia di professionisti pugliesi. Il DDL prevede l’obbligatorietà dell’attestazione dell’avvenuto pagamento del compenso ai professionisti per presentare le istanze autorizzative e ottenere i permessi. Una norma fondamentale a tutela della dignità dei professionisti. Si tratta di rafforzare quanto già ottenuto dopo la manifestazione della Rete delle Professioni Tecniche lo scorso 30 novembre.

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