“Premio Corriere di Taranto”, stasera i vincitori

 

Nella Galleria Comunale, nei pressi del Castello Aragonese, la cerimonia di consegna dei riconoscimenti (ore 18.30)
pubblicato il 20 Gennaio 2019, 08:00
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Ci siamo. Torna il “Premio Corriere di Taranto – Votiamo Taranto, quella che rinasce”. L’appuntamento è per questa sera, alle 18.30, nella Galleria Comunale, nei pressi del Castello Aragonese: i candidati delle 5 categorie, votati dai nostri lettori (abbondantemente superato il numero di voti rispetto alla prima edizione di due anni fa), conosceranno il vincitore, sempre per categoria. Ma quel che conta, è aver contribuito, nel nostro piccolo, a promuovere e valorizzare alcune delle tante, tantissime eccellenze della nostra città, del nostro territorio. Perchè Taranto è soprattutto di questo che ha bisogno in questa fase difficilissima della sua storia: raccontarsi e guardare al futuro con più ottimismo, senza nascondere i problemi ma trovando la forza di esaltare le proprie ricchezze. Che sono davvero tante!

Il premio, a scadenza biennale, ha quale scopo quello di individuare e premiare coloro i quali hanno portato in alto con dedizione il nome della nostra città e del nostro territorio; tutti coloro che giorno dopo giorno, con il proprio impegno, hanno contribuito alla sua rinascita. Anche questa volta, sono stati, appunto, i lettori, i cittadini, ad esprimere la propria preferenza.
La lista dei candidati che vi abbiamo proposto è la sintesi di opinioni espresse da tutta la nostra organizzazione, al termine cioè di valutazioni personali e collettive che hanno tenuto conto di diversi fattori. Naturalmente, non abbiamo la pretesa di aver… accontentato tutti, ma crediamo che questi siano nomi di persone o di Istituzioni o di associazioni che, secondo noi, hanno dato importanza soprattutto a un fattore: Taranto.
Le categorie sono 4: Difesa ambientale, Impresa green, Terzo settore, Taranto racconta e, nuova per questa seconda edizione del premio, Donne di Taranto. Dunque, votate e nel corso della cerimonia pubblica,  i vincitori riceveranno il riconoscimento voluto e ideato dalla Fondazione Oro6 per il sociale e dal CorrierediTaranto.it.
Nella passata edizione, a novembre del 2016. il meccanismo di votazione era affidato alle mail, tant’è che si raggiunse un risultato più che ragguardevole: 14.216 voti. Anche questa volta si sono superati abbondantemente i 10mila votanti.
Furono, nella prima edizione, designate 5 categorie: Terzo Settore, Difesa dell’Ambiente, Cultura, Impresa Green e Atleta di Taranto. Anche in quell’occasione, per ogni categoria tre candidati e un vincitore.Il premio Cultura fu vinto dall’Associazione Terra. Per la categoria Difesa ambientale, invece, il premio andò a Fabio Matacchiera (Fondo Antidiossina Onlus). Per la categoria Terzo settore primo posto per Antonello Papalia, mentre er la categoria Impresa green Jonian Dolphins si aggiudicò il primo premio.Infine, per la categoria Atleta di Taranto (che ques’anno non è stato riproposto) a vincere fu il dirigente Rai Angelo Mellone.
Un’idea, quella del concorso, nata nel mese di luglio del 2016 e che si pose quale obiettivo quello di valorizzare chi riesce a tirar fuori il meglio di questa città, spesso all’ombra della grande industria e dell’inquinamento ambientale.
E visto che le votazioni si sono chiuse venerdì sera, vi riproponiamo ancora una volta i profili di tutti e 15 i candidati nelle varie categorie, invitandovi a seguire la premiazione: l’ingresso è libero.

Difesa ambientale
ATTIVALIZZANO ONLUS
L’associazione di volontariato AttivaLizzano onlus opera nella tutela della salute e la salvaguardia dell’ambiente ed è attiva nella provincia di Taranto dal 2010. Ha organizzato numerose iniziative di sensibilizzazione e di informazione sui problemi ambientali che devastano la salute dei cittadini della provincia tarantina e, in particolare, degli abitanti di Lizzano.
Di particolare rilievo è l’impegno profuso per la difesa dei beni comuni tra cui:
– la difesa del mare, in particolare dalla proliferazione di microalghe per lo sversamento delle acque del depuratore;
la promozione dell’acqua pubblica, con la partecipazione alla raccolta di firme per l’acqua pubblica;
– la tutela della salute dei cittadini, in particolare dai rischi dovuti alla presenza della discarica per rifiuti speciali a 2 km dal centro abitato di Lizzano;
il perseguimento del principio dello sviluppo sostenibile;
la salvaguardia dell’ambiente in senso ampio, attraverso la promozione della strategia Rifiuti Zero e l’adesione alla campagna per la legge relativa a questa strategia con cui si propone di riprogettare la vita ciclica delle risorse in modo tale da riutilizzare tutti i prodotti, facendo tendere la quantità di rifiuti da conferire in discarica allo zero, contrapponendosi alle pratiche che prevedono necessariamente un processo di incenerimento o conferimento in discarica;
la promozione della cittadinanza attiva, attraverso iniziative di formazione della cittadinanza all’educazione al rispetto delle regole in famiglia, alla legalità etc.

VIGILIAMO PER LA DISCARICA
Il comitato, formato da una decina di associazioni e qualche centinaio di cittadini, opera a Grottaglie dal marzo 2004 per “vigilare” sulla discarica per rifiuti speciali (detta “2B”) in loc. La Torre-Caprarica, presente nel territorio dal 1999 e di cui i cittadini ignoravano l’esistenza, malgrado una precisa normativa obblighi le amministrazioni ad informare la cittadinanza, e ad averne il consenso, quando si autorizzano simili strutture. Al III enorme ampliamento di 2.200.000 metri cubi, equivalente alla cubatura dell’intera città, approvato con delibera comunale il 13.2.2004, un partito di maggioranza e uno di opposizione, con due distinti volantini, hanno informato la popolazione, che ha così scoperto l’esistenza anche di un primo lotto di discarica per rifiuti speciali di 330.000 metri cubi, e di un secondo di 1.300.000 metri cubi attivo dal 2000, entrambi in esercizio.

Un gruppo di cittadini ci ha voluto veder chiaro e ha chiesto al Sindaco, in base alla normativa vigente (art.3 d.lgs n.39/97 attuazione direttiva 90/311/CEE, e art.10 del T.U. n.267/2000), di prendere visione e estrarre copia di tutti gli atti amministrativi riguardanti i rapporti tra il Comune di Grottaglie e la società di gestione, la Ecolevante spa. Al secondo rifiuto, alcune decine di cittadini e dieci associazioni hanno dato vita ad un coordinamento di sensibilizzazione e hanno presentato per la terza volta la domanda di accesso alla documentazione, alla quale finalmente è stata data risposta positiva. Con l’assemblea cittadina del 13.5.2004 è nato il comitato Vigiliamo per la discarica ed è partita la petizione popolare per chiedere l’annullamento in via di autotutela della delibera con cui si autorizzava il III ampliamento. Ai 3000 cittadini firmatari di questa richiesta l’Amministrazione ha risposto con una delibera di revoca (n.31 del 3.6.2005), dal comitato definita pubblicamente “revoca-truffa” un mese prima che fosse approvata, e regolarmente e giustamente annullata dal TAR/LE con sentenza n. 5236 del 22.11.2005, dietro ricorso della società che gestisce la discarica.

Nel febbraio del 2005, dietro sua richiesta, il comitato è stato ascoltato dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse.
Sono seguite tante iniziative, nel corso degli anni, che ha visto il comitato sempre presente a difesa della salute dei cittadini. La coordinatrice è Etta Ragusa, da anni impegnata in prima linea a difesa del territorio.

ISTITUTO TALASSOGRAFICO TARANTO
Il Talassografico di Taranto, intitolato al suo primo Direttore, Attilio Cerruti, è stato fondato nel 1914 come Istituto Demaniale di Biologia Marina. Ora è Sede Secondaria dell’Istituto per l’Ambiente Marino Costiero del CNR.
Studia il funzionamento degli ecosistemi marini costieri. Le principali tematiche di ricerca riguardano l’analisi della biodiversità strutturale e funzionale, l’oceanografia, gli impatti antropici, la chimica ambientale, l’ecotossicologia e le nuove tecnologie applicate alla gestione ecosostenibile degli ecosistemi acquatici.

 

 

 

 

Impresa green
VIBROTEK FAGGIANO
Massimo e Antonio Di Giuseppe, titolari dell’azienda, sono imprenditori di “2°generazione”. Il percorso imprenditoriale è iniziato con il padre, che negli anni ’60 realizza l’impresa di costruzioni “Domenico Di Giuseppe” dedicata ai lavori di opere pubbliche (strade, acquedotti e opere in c.a.) Un’ esperienza che è risultata una “palestra” di vita non indifferente. Verso la fine degli anni ’80 il settore pubblico subisce un forte rallentamento, determinato dalla diminuzione delle gare di appalto e da un crescente numero delle imprese. In uno degli ultimi cantieri dell’impresa paterna, alcune opere riguardavano la riqualificazione di piazze e marciapiedi, il progetto richiedeva pavimentazioni in “masselli autobloccanti in calcestruzzo”. Venne ritirata la fornitura da una azienda del nord Italia e posammo i masselli con la tecnica a “secco.” Ad opera finita, piacque così
tanto che iniziarono le “ricerche” ed “informazioni” più dettagliate su quel tipo pavimentazione poco presente nel nostro territorio, certamente “innovative” rispetto a ciò che il mercato offriva in quegli anni. Nell’ ’88, grazie anche al sostegno della Legge 44/86 (legge sull’imprenditoria giovanile), venne presentato il “business plan”. Un anno dopo, in seguito alla verifica, all’analisi e all’attendibilità del progetto, finalmente parte e il progetto della Vibrotek srl viene approvato. Un anno per realizzare l’investimento e nel giugno 1991 escono dai cancelli i primi masselli autobloccanti. All’epoca la dotazione era di un solo impianto con capacità produttiva di 500 mq/giorno, 10 modelli, 1 finitura, 4 colori. Dopo 26 anni, di duro lavoro e di sacrifici, la Vibrotek, fedele al suo “core-business”, è cresciuta, ha innovato, ha migliorato le performance del prodotto,
ha incrementato le sue conoscenze. 2 impianti di produzione con capacità di circa 3.000 mq/giorno, 50 modelli, 4 finiture diverse, 8 colorazioni, 3 mix di nuovi colori, e soprattutto un team affiatato e performante, fatto di donne e di uomini, la nostra risorsa più importante.

MASSERIA FRUTTIROSSI
La storia ha inizio dalla forte volontà di due pionieri dell’imprenditoria: Bruno Bolfo e Michele De Lisi, cuori e menti pulsanti di questo ambizioso progetto. É il 2012 quando nasce Masseria Fruttirossi: dall’incontro delle generose terre pugliesi, celebri per le loro ottimali condizioni climatiche con l’idea di una coltivazione innovativa e intelligente, prendendo vita da un polo agricolo noto per la produzione di piante da frutti dalle proprietà benefiche e salutari, quali il melograno, l’aronia e le bacche di Goji. Negli ultimi anni, verso questi meravigliosi frutti della terra, si è diffusa la consapevolezza e la cultura che li vedono protagonisti di grandi benefici, acquistando così un ampio mercato nella Grande Distribuzione e un esteso utilizzo anche nel settore farmaceutico. In pochi anni le terre coltivate sono passate da poche decine di ettari a qualche centinaia, traducendo quella passione per i frutti in una concreta attività commerciale ampiamente affermata sul mercato globale.
Baciati dal caldo sole pugliese i terreni della Fruttirossi conservano le ricche proprietà di una antica tradizione contadina, capaci di dare alla luce frutti rigogliosi in maniera naturale. Tra le generose terre della Puglia, nell’agro di Castellaneta, prende vita la grande scommessa: lo stabilimento di lavorazione e trasformazione è di 28.000 mq e 330 ettari sono dedicati alla coltivazione. Il progetto è quello di creare una estesa piantagione di arbusti che trovano il loro habitat naturale nel bacino del Mediterraneo, come melograno, aronia e bacche di Goji, che producono frutti altamente richiesti dal mercato attuale: i super frutti, così vengono definiti per le loro proprietà altamente nutritive.
Lo stabilimento di Masseria Fruttirossi è ubicato direttamente nelle piantagioni: così si è realizzata una innovativa “filiera cortissima” in cui il frutto viene lavorato a poche ore dal raccolto, mantenendo tutte le sue straordinarie caratteristiche salutari e nutrizionali. Lo stabilimento è dotato di modernissimi macchinari per l’essiccazione, la trasformazione e il confezionamento dei super frutti, con i quali vengono realizzati i prodotti da avviare ai mercati nazionale ed estero: frutto fresco selezionato, succhi, spremute, confezioni di arilli e di bacche. Ultimo acquisto è la Hiperbaric 420, una macchina HPP (High Pressure Processing) che utilizza elevate pressioni idrostatiche (6.000 bar) per eliminare la carica batterica dalle spremute; non dovendo impiegare le alte temperature tipiche della pastorizzazione, il trattamento HPP preserva le proprietà organolettiche delle spremute in termini di profumo, colore, consistenza, sapore e contenuti nutrizionali. Lo stabilimento di Masseria Fruttirossi dispone anche di circa settemila metri quadrati di celle frigorifere in cui è possibile conservare gran parte del raccolto, garantendo così per quasi tutto l’anno la disponibilità dei super frutti.

BIRRIFICIO DUAN
Il Birrificio Duan, sede a San Giorgio Jonico, è una realtà in Puglia, produce piccole quantità di birra artigianale in bottiglie da 75 cl e 33 cl. Le birre sono il frutto di una piccola e lineare lavorazione artigianale dove la passione e la selezione delle migliori materie prime provenienti da Belgio e Francia, l’utilizzo di acqua del territorio dalle riconosciute ed eccezionali caratteristiche chimico/fisiche le rendono uniche e speciali. Le Birre Artigianali Duan vantano il riconoscimento Slow Food Puglia “Gioiello di Puglia”.
La più grande soddisfazione è stata quella di aver avuto l’onore di conoscere e di aver ospitato nel laboratorio “MR. Michael Jackson The Beer Hunter” il riferimento mondiale nel settore Birre e Whisky. La Duan è presente in tutta Italia nei migliori ristoranti, enoteche, wine-bar, pizzerie.
La produzione nasce dal mosto per infusione: miscelazione di acqua e malto, estrazione degli zuccheri e separazione del mosto zuccherino dalle trebbie esauste; di seguito il mosto viene portato ad ebollizione per 60/90 minuti e viene aggiunto il luppolo che oltre ad essere un conservante naturale, dona alla birra l’ amaro e l’ aroma; a fine bollitura i residui vengono separati.Inoculo del lievito e prima fermentazione: il lievito si occuperà di metabolizzare gli zuccheri fermentescibili presenti nel mosto e trasformarli in anidride carbonica; quindi, una carbonatazione naturale che rende le birre di facile beva ed altamente digestive, alcool e profumi (esteri e superiori); il tutto avviene in un tino a temperatura controllata e si conclude dopo 6 giorni, ottenendo così birra giovane. Fase di imbottigliamento: prima di essere imbottigliata, la birra giovane viene portata a bassa temperatura, trasferita in un secondo serbatoio di raccolta dove avviene l’ aggiunta del mosto dolce che ne permetterà la riattivazione dei lieviti ed imbottigliata per caduta. Seconda fermentazione in bottiglia in cantina a temperatura controllata per una settimana. Affinamento o maturazione in bottiglia in un’altra cantina a temperatura controllata per circa 30 giorni.

Terzo settore
ASSOCIAZIONE ITALIANA PERSONE DOWN
L’Associazione Italiana persone Down sezione di Taranto è nata nel febbraio 1997 e promuove in particolare: attività di informazione e consulenza per le famiglie; iniziative che favoriscano lo sviluppo e l’autonomia delle persone Down; la sensibilizzazione e la formazione specifica sulla sindrome di Down del personale sanitario; l’integrazione scolastica e lavorativa delle persone con Sindrome di Down; la cultura e la pratica della solidarietà e l’accettazione della diversità. Il presidente è il dott.Eustachio Leone.

 

 

 

 

LE SCIAJE
Le Sciaje” è il termine tarantino che indicava il luogo di mare dove si coltivavano i mitili e le ostriche attraverso la metodologia tradizionale Tarantina. Questo termine, che definiva i vivai-giardini lungo le peschiere e le calate di Mar Piccolo, oggi è nome del progetto vincitore del concorso “Principi Attivi 2010 – Giovani Idee per una Puglia Migliore”, istituito dalla Regione Puglia. Attraverso tale progetto l’Associazione “Centro Studi Documentazione e Ricerca Le Sciaje”, quindi, ha avviato un percorso, sia culturale che didattico, finalizzato al recupero e tutela del patrimonio della civiltà della pesca a Taranto. Un percorso per porre un necessario argine alla perdita di memoria storica della città, ma soprattutto un laboratorio d’idee che rappresenti un concreto punto di riferimento per contribuire allo sviluppo locale di Taranto, attraverso lo svolgimento di attività volte alla rivalutazione sociale, turistica e culturale del patrimonio storico-marittimo, nonché la valorizzazione dei comparti pesca e mitilicoltura, da indirizzare verso una produzione sostenibile, di qualità e caratterizzata localmente. Inoltre, l’Associazione è già operativa con l’approfondimento storico-scientifico, la cura e l’implementazione dell’Esposizione Permanente “Il Tempo del Mare”, allestita dal Centro Ittico Tarantino presso la Torre dell’Orologio in Piazza Fontana. L’Associazione, attraverso le attività svolte nei 16 mesi progettuali, ha arricchito e continuerà ad arricchire l’offerta culturale della città, affermandosi come una giovane realtà culturale e sociale che porterà avanti la progettualità avviata per continuare ad essere elemento di crescita e stimolo nell’attuale contesto di cambiamento in atto nella città di Taranto. In particolare, continuando a contribuire fattivamente ad una sensibilizzazione sulle potenzialità della risorsa-mare, sulla necessità di risanamento e corretta gestione delle attività di molluschicoltura e del Mar Piccolo, e favorendo, anche mediante partenariati, la creazione di un network di idee e di persone motivate e propositive, nell’ottica di una concreta svolta culturale in città.

 

MISTER SORRISO
I Volontari della Gioia di Mister Sorriso con il loro naso rosso, si armano di coraggio, impegno, dedizione e soprattutto tanto amore. Il loro impegno è quello di operare in un contesto spesso triste e sicuramente monotono come quello dei reparti di un ospedale. Il loro tocco di colore serve delicatamente a rimuovere, anche solo per pochi istanti, il buio e la paura che traspare dagli occhi e dal cuore di chi si trova in situazione di sofferenza. La mission è donare sorrisi, gioia, conforto, allegria, ascolto a tutti coloro che soffrono o che si trovano in situazioni di disagio. Supportare quei luoghi dove sussiste dolore, sconforto, sofferenza, solitudine ed emarginazione.
Tra i vari progetti, un fiore all’occhiello è senza dubbio il Parco della Gioia di Mister Sorriso, il primo parco inclusivo realizzato a Taranto (in zona Pezzavilla – Lama) per i bambini diversamente abili e normodotati. Un progetto di inclusione sociale pensato per i bambini di tutte le età e senza distinzione di abilità fisica e mentale. Perché per i Volontari della Gioia di Mister Sorriso, i piccini, devono giocare insieme su strutture innovative, con pannelli sensoriali, giochi di colori e percorsi tattili e su di essi deve essere stampato il loro più bel sorriso di gioia. Il progetto, inoltre, si rivolge anche ai genitori dei bambini che lo fruiscono e che hanno voglia di incontrarsi mettendo in secondo piano la differenza.

 

 

 

Taranto racconta

NOBILISSIMA TARANTO
Nobilissima Taranto è un’associazione culturale di volontariato nata con l’obiettivo di essere un presidio nella salvaguardia dei beni culturali della città di Taranto. Fra i suoi obiettivi c’è anche quello di promuovere azioni tese alla valorizzazione e piena fruizione dell’immenso patrimonio storico, artistico, archeologico ed architettonico, con particolare riferimento all’area della Città Vecchia e del Borgo nuovo. Assistita da storici, archeologi ed altri professionisti ha prodotto negli ultimi tre anni la riscoperta di una vera e propria città sotterranea riscoprendo e valorizzando antichi ipogei, circa una sessantina, che costituiscono oggi un vero e proprio percorso turistico culturale che si sta imponendo sempre più come la terza grande eccellenza del territorio dopo Il Museo Nazionale ed il Castello Aragonese. Il presidente è Nello De Gregorio che, soprattutto insieme con l’archeologa Silvia De Vitis, il prof.Mario Lazzarini e il referente tecnico Pino Loconte, porta avanti la mission ormai riconosciuta anche al di fuori dei confini provinciali e regionali.

 

 

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI TARANTO
Il Museo Nazionale Archeologico di Taranto, fra i più importanti d’Italia, fu istituito nel 1887 ed occupa sin dalle origini l’ex Convento dei Frati Alcantarini, o di San Pasquale, costruito poco dopo la metà del XVIII secolo. Dell’edificio originario rimane poco più che la sagoma, che si sviluppa intorno ai quattro bracci porticati del chiostro; esso è stato infatti modificato e ingrandito più volte a partire dal 1901, quando le facciate furono ricostruite in stile umbertino su progetto di Guglielmo Calderini, mentre al corpo originario si aggiunse, fra il 1934 ed il 1941, l’ala settentrionale su progetto di Carlo Ceschi.

Dopo la prima precaria sistemazione dei reperti realizzata da Luigi Viola sul finire del XIX secolo, il primo vero allestimento fu realizzato da Quintino Quagliati nel primo trentennio del secolo successivo e varie modifiche vi furono apportate da Ciro Drago entro il 1952, mentre l’ultimo riallestimento fu inaugurato nel 1963 da Nevio Degrassi.
La necessità di un adeguamento strutturale e impiantistico del complesso architettonico, unitamente all’esigenza di dare un più moderno ordinamento alle collezioni, ha portato ad una prima riduzione del percorso espositivo nel 1998, e poi ad una completa chiusura al pubblico dagli inizi del 2000 sino alla fine del 2007, anni in cui una scelta delle collezioni ha trovato ospitalità in Città Vecchia nel settecentesco Palazzo Pantaleo, mentre a partire dal 2001 il piano terra ristrutturato del San Pasquale ha cominciato ad accogliere diverse iniziative culturali, e non solo archeologiche.

Un lungo percorso, dunque, verso il nuovo museo di Taranto (ribattezzato ufficialmente Marta), che dal 21 dicembre 2007 vede la graduale riapertura al pubblico dell’esposizione permanente nella sua sede storica.
In questi anni, tutto il complesso è stato sottoposto per la prima volta a sistematici lavori di consolidamento, ristrutturazione e adeguamento impiantistico, essenziali per consentire un totale riordino delle collezioni ed un consistente ampliamento del percorso espositivo, grazie anche al trasferimento nell’ex Convento di San Domenico degli uffici della Soprintendenza.

Il piano terra ospita ora, con gli uffici e i laboratori, la “Sala degli Incontri” e gli spazi per le mostre temporanee, oltre quelli per l’accoglienza dei visitatori; l’esposizione permanente, invece, si svolge attraverso i due piani superiori e un nuovo piano ammezzato, prevedendo un percorso in discesa a partire dall’alto.

Il nuovo itinerario di visita, strettamente legato ai riferimenti territoriali, mira a rappresentare tematiche specifiche legate agli aspetti più significativi del popolamento antico dell’area di Taranto all’interno di ampie fasce cronologiche.
Partendo dalle prime testimonianze di vita del V millennio a.C., si prosegue così con i primi contatti avuti dagli indigeni iapigi con il mondo egeo e, passando dalle fasi della colonizzazione spartana sulle coste del golfo di Taranto, ampio spazio si dedica ai modi del vivere, ai culti, all’economia, ai rituali funebri della città greca, senza tralasciare le tematiche dei rapporti intercorsi fra le aree di cultura ellenica e il mondo indigeno, illustrandosi poi gli analoghi aspetti della città romana a partire dal III secolo a.C. fino ai tempi dell’impero, per giungere infine alle meno note fasi tardoantiche e altomedievali.

L’ultimo allestimento del Museo era organizzato essenzialmente per classi di materiali (scultura, ceramica, terrecotte figurate, oreficerie…); il nuovo ordinamento, tenendo conto delle peculiarità di formazione e dei contenuti delle raccolte, nelle quali sono note le appartenenze di contesto della stragrande maggioranza dei reperti, intende invece legare più strettamente il Museo al territorio.

Il visitatore trova nel nuovo percorso molti reperti mai esposti prima, e altri notissimi ma sottoposti per l’occasione a nuovi restauri o presentati con proposte spettacolari ma rigorose di ricostruzione; ritroverà la straordinaria collezione degli ori, che da sola spingeva i turisti a visitare il Museo, ma riproposta in allestimenti volti non solo ad enfatizzare la suggestione del metallo prezioso ma anche a far comprendere in quali ambiti, cronologici, rituali ed economici, si faceva uso di oggetti così particolari.
Nel nuovo allestimento, pertanto, le diverse tipologie di oggetti si ritrovano tutte, ma intercalate a disegnare i vari aspetti della cultura e le successive fasi della storia di Taranto; con uso anche delle moderne tecnologie multimediali, ma senza per ciò che far perdere il contatto con le caratteristiche reali dell’antico.

 

CONVEGNO DI STUDI MAGNA GRECIA
“Raccogliere periodicamente quanti allo studio e alla ricerca sul terreno della Magna Grecia rivolgono la loro attenzione nei campi diversi della geografia, della storia, dell’archeologia, della linguistica, sembrò, ad un gruppo di specialisti e ad un giornalista colto e intelligente, i propositi dei quali trovarono, per la pratica attuazione, la valida collaborazione del presidente e del direttore dell’E.P.T. di Taranto, impresa quanto mai opportuna e feconda soprattutto in un tempo come il nostro, nel quale, ove si prenda ad indagare intorno ad un dato argomento, se ne vuole del pari illuminare ogni aspetto e penetrarne in profonditàl’intima natura. Nessuno vorrà dire naturalmente che la civiltà e la storia della Magna Grecia siano ancora terra inesplorata: ma al lavoro del singolo, sia pure eccezionalmente meritorio, come quello del Lenormant, dell’Orsi, del Bérard, si vuole oggi, da chi ha promosso questi convegni, far succedere un lavoro più organizzato, metodico nel suo procedere, coordinato nei suoi sviluppi, così come già da tempo si è fatto e si fa per lo studio di altre fra le antiche civiltà fiorite in Italia. Proprio tendendo a questo scopo, si volle che tema del primo convegno fosse un argomento che in certo qual modo potesse costituire la premessa del lavoro ulteriore: l’incontro tra coloni immigrati e popolazione locale: Greci ed Italici: ché è ormai idea universalmente accolta che la civiltà fiorita tra il VII e il IV sec. a.C. nell’estremo lembo d’Italia non fu affatto l’esclusivo frutto dell’apporto dei coloni venuti di Grecia, ma il risultato del felice vicendevole scambio di idee, di forme di vita e di pensiero, tra questi coloni e le genti che essi trovarono nella loro nuova patria. Relazioni-base di illustri studiosi introdussero all’esame dei vari aspetti dell’argomento; le discussioni che ne seguirono servirono ad illuminare ancor meglio tali aspetti, e ad integrare quanto i relatori avevano esposto (Pietro Romanelli)”: stralcio delle prefazione dagli atti della prima edizione del Convegno, svolto dal 4 all’8 novembre del 1961.
Basterebbe questo per comprendere la portata storico-culturale dell’Istituto per la Storia e l’Archeologia della Magna Grecia, che puntualmente, pur fra mille difficoltà, produce ogni anno il Convegno di Studi. Un appuntamento di grandissimo prestigio internazionale, oltre che di assoluto valore scientifico, vero e proprio faro per quanti amano questa particolare branca della Storia. Difficile compilare un elenco dei personaggi illustri che hanno caratterizzato le 58 edizioni del Convegno: è talmente alto il profilo di ognuno e così imponente il livello della
documentazione prodotta, che si rischierebbe di far torto a qualcuno. Oggi l’ISAMG è retto dal prof.Aldo Siciliano, che da tempo è impegnato a completare il percorso – lungo e talvolta tumultuoso – di integrazione del Convegno nel cuore della città, affinchè quest’ultima sappia adottarlo in maniera totale e per questo sostenerlo fino in fondo.

 

Donne di Taranto

CLARA COTTINO
Clara Cottino e il CREST: non si può non associarli… Il Crest – acronimo di Collettivo di Ricerche Espressive e Sperimentazione Teatrale – nasce a Taranto nel 1977 e, con Gianni Solazzo, Mauro Maggioni e Gaetano Colella prima e, appunto, Clara Cottino poi, porta avanti in un ambiente difficile – sia socialmente che culturalmente – un discorso teatrale coerente e innovativo, raccontando vite complicate, sogni ostinati, incontri tra culture e condizioni differenti, cercando di coniugare i linguaggi della tradizione con quelli della ricerca teatrale contemporanea. Inserito dal 1992 dalla presidenza del Consiglio dei Ministri nell’elenco delle “… compagnie che svolgono ad alto e qualificato livello attività nel campo del teatro per l’infanzia e la gioventù”, il Crest ha scelto quali interlocutori privilegiati i bambini, i ragazzi e i giovani, con l’intento di creare un punto di riferimento culturale e professionale forte. L’obiettivo, da sempre, è stato anche quello di superare le barriere tra i pubblici: le sue produzioni sono presentate in programmazioni serali e rassegne per le scuole, in cartelloni di ricerca e stagioni di prosa, oltre che in festival di settore. Da segnalare che è stato finalista per il Premio ETI-Stregagatto con gli spettacoli “La neve era bianca” nel 1999, “La mattanza” nel 2000, “Cane nero” nel 2001 ed ha prodotto lo spettacolo vincitore del Premio Scenario 2005, “Il deficiente”. Si è aggiudicato tre edizioni del Premio “L’uccellino azzurro” (festival “Ti fiabo e ti racconto” di Molfetta) con gli spettacoli “La storia di Hansel e Gretel” (2009 e 2015) e “Sposa sirena” (2013). Ha vinto l’Eolo Award 2018 e l’edizione 2017 del Premio Padova – Amici di Emanuele Luzzati (XXXVI Festival Nazionale del Teatro per i Ragazzi) con lo spettacolo “Biancaneve, la vera storia”. Dopo 30 anni di attività “senza fissa dimora”, dal 2009 dispone di 1000 metri quadrati di “teatro da abitare”, il TaTÀ, nel quartiere popolare ed operaio per eccellenza della città, il rione Tamburi. Dopo 30 anni di attività “senza fissa dimora”, dal 23 gennaio 2009 il Crest dispone di 1000 metri quadrati di “teatro da abitare”, il TaTÀ, nel quartiere popolare ed operaio per eccellenza della città, il rione Tamburi appunto, il più contiguo alle svettanti ciminiere Ilva. Un teatro che mira a diventare polo di attrazione di artisti italiani e stranieri, diventando modello di mediazione tra il teatro e le altre forme di comunicazione/creazione quali la scrittura, la pittura, il video, la danza, la musica. Un teatro sempre aperto, che alla produzione di spettacoli e all’ospitalità di altre compagnie teatrali, unisce proposte di formazione, incontri e laboratori per le scuole, percorsi di ricerca drammaturgica, attività, comunque, volte al dialogo e al confronto con il territorio, attraverso la promozione e la cura di eventi teatrali di particolare interesse (stagioni di prosa, festival, rassegne). In associazione temporanea di scopo (ATS), il Crest e l’associazione culturale “Tra il dire e il fare” (Ruvo di Puglia, BA) partecipano a “Heroes”, progetto artistico triennale 2017/19, in ordine all’avviso pubblico per iniziative progettuali riguardanti lo spettacolo dal vivo e le residenze artistiche – Patto per la Puglia – FSC 2014/2020 – Area di intervento “Turismo, cultura e valorizzazione delle risorse naturali”.

FIORELLA OCCHINEGRO
Insieme con i fratelli Andrea, Eleonora e Valentina, è una delle socie fondatrici dell’Associazione benefica Fulvio Occhinegro. L’associazione nasce nel 2005 con la volontà di trasformare un evento doloroso, la perdita del papà Fulvio, in nuova vita che rinasce in altre forme.
Ama definire l’associazione quale l’associazione “delle piccole grandi cose”, nata con la vocazione del donare principalmente un sorriso a persone, famiglie, bambini, senza dimora, anziani, che vivono in condizioni di disagio sociale ed economico.
Il tutto coadiuvato da “un esercito” di volontari che si dedicano con passione alla realizzazione di una cultura della solidarietà diffusa, che si esplica nei diversi servizi offerti alla comunità quali: il poliambulatorio specialistico per famiglie indigenti “il mio dottore”, la nuovissima cucina sociale “l’isola dei gabbiani”, laboratori musicali, artistici per bambini, attività legate allo sport, accoglienza dei senza dimora attraverso un progetto di alloggio sociale.
Sino ad oggi tutti gli aiuti alle persone senza fissa dimora, alle famiglie con bambini che vivono in condizioni di disagio sociale e perfino la realizzazione all’inizio del 2013 di un grande Centro di Solidarietà a Taranto, di proprietà comunale, sono stati realizzati dall’Abfo quasi totalmente senza finanziamenti pubblici.
Ogni iniziativa viene realizzata grazie ai sacrifici dei volontari e grazie alla generosità di chi sostiene l’associazione in modo libero e spontaneo.
Di seguito una serie di premi ricevuti dall’Abfo a testimonianza del lavoro svolto con il cuore e il sacrificio di tutti i volontari in questi anni:
nel maggio del 2006 viene insignita del premio Cataldus d’argento città di Taranto per il volontariato;
nell’agosto del 2007 viene insignita del primo premio quale associazione di volontariato più attiva sul territorio jonico, nell’ambito della manifestazione Gran Galà dei Due Mari della città di Taranto;
nell’agosto del 2010 viene insignita del premio quale associazione di volontariato più attiva, nell’ambito della manifestazione Volontariato nella città di Taranto;
nel 2010 viene nominata nell’ambito dei piani di zona del triennio 2010-2012, associazione di riferimento per la lotta alla povertà della città di Taranto;
nel luglio 2014: Premio “Preghiera semplice 2014”
nel marzo 2017: Premio “Nilde Iotti” per il sociale alle donne Abfo alla presenza del Presidente del Senato Grasso e del Presidente della Regione Emiliano
nel settembre del 2017 riceve il premio “Cuore di donna 2017” da parte della Confraternita dell’Addolorata

ROBERTA DI LAURA
Nata a Taranto nel 1992, ballerina professionista, insegnante e coreografa, Membro del Consiglio Internazionale della Danza di Parigi (UNESCO), Ambasciatrice della “Universum Academy Switzerland” di Lugano e direttrice artistica dell’International Universum Dance Award, diplomata in danza classica, moderna e contemporanea presso la Libera Università di Danza e Teatro di Mantova con riconoscimento da parte dell’Ajkun Ballet Theatre di New York, laureata in Arti e Scienze dello Spettacolo presso l’Università Sapienza di Roma, continua gli studi con il corso di laurea magistrale in “Teatro, Cinema, Danza e Arti Digitali” presso la stessa Università, ha seguito stages di perfezionamento con maestri di fama internazionale, primi ballerini ed ètoiles provenienti dalle maggiori Accademie del panorama della danza quali l’Accademia Vaganova di San Pietroburgo, Conservatorio di Musica e Danza di Parigi, Opera di Vienna, Bolshoi di Mosca, Balletto di Cuba, Opéra di Parigi, Balletto Reale delle Fiandre, English National Ballet di Londra, Contemporary Dance School di Amburgo, Steps on Broadway di New York e numerose altre. Ha preso parte a diversi stages presso prestigiose accademie quali la Scuola di Ballo del Teatro alla Scala di Milano, la Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma, la Scuola del Balletto di Roma e l’Accademia Nazionale di Danza di Roma.
Ha presentato lavori di ricerca sulla Danza per i Congressi Mondiali svoltisi ad Atene, San Pietroburgo, Canada, Florida, Varsavia, in Ucraina, ad Avignone e a Tokyo dove è stata l’unica italiana a inviare un lavoro di ricerca sulla danza e a rappresentare l’Italia all’estero. Inoltre nel corso del 50° Congresso Mondiale Danza svoltosi ad Atene è stata presentata la sua tesi di laurea “Ida Rubinstein: rivoluzione tra teatro e danza”. Ha vinto diversi concorsi e borse di studio, ha curato le coreografie per diversi importanti eventi ed è stata invitata a danzare in numerosi e prestigiosi eventi in Italia e all’estero tra cui degni di nota il suo debutto in qualità di prima ballerina ed interprete principale nella produzione internazionale “Titanic Live Concert” con musiche di Robin Gibb (Bee Gees) e Robin J. Gibb, la sua partecipazione al “Festival Internazionale Sanremo Benessere”, “Giovani Eccellenze 2017 – Urbino” in qualità di ospite d’onore e a diverse tournée in Germania dove ha preso parte in qualità di danzatrice a vari i eventi tra cui “Festival Interculturale di Colonia” e “Amore, Amore. Die schönsten italienischen Liebesgeschichten” al fianco del celebre autore Reinhold Joppich, “Der Nussknacker” (Ulm, Colonia), “Domenico Straface Live Konzert” presso l’Italienischer Gemeindesaal di Francoforte sul Meno, “WeltTanzTag” ad Ulm e sulla celebre “Ulmer Schachtel” nell’ambito del progetto “Tanzen auf der Donau”. È stata inoltre protagonista del “Modern Dubai Ballerina Project” svoltosi a Dubai e del “Travelling Ballerina Project” svoltosi a Colonia, Mannheim ed Abu Dhabi. Invitata a danzare in Inghilterra al “The Mystical Heart Festival”, alla cerimonia di apertura del “Formosa International Poetry Festival” presso la National University of Arts di Taipei (Taiwan) e al “Tozeur International Poetry Festival and Visual Arts” in Tunisia.
Ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti per i traguardi raggiunti nella danza tra cui: Premio “La Notte degli Oscar” 2014, “Premio Internazionale Crisalide Città di Valentino 2015” per la danza, “Premio “Nilde Iotti 2016” in qualità di personaggio femminile distintosi nel settore danza “per aver dato lustro alla Città di Taranto con la sua opera meritoria nel mondo della Danza”, alla presenza di autorità e alte cariche istituzionali tra cui la Vice Presidente del Senato Valeria Fedeli, “Premio Città di Monopoli” per la categoria Giovani Eccellenti, “Premio Internazionale Universum Donna” da parte della “Universum Academy” di Lugano scelta tra dieci personaggi femminili provenienti da tutto il mondo e nella stessa occasione inoltre riceve da parte dall’International University of Peace la nomina di “Ambasciatrice di Pace. La giovane è stata inoltre premiata dal Comune di Statte, sua cittadina di residenza, che le ha conferito una targa di riconoscimento quale “Ambasciatrice di grazia e bellezza nel mondo” ed è stata nominata “Socia Onoraria” dell’Associazione Internazionale Pugliesi nel Mondo”. Ha ricevuto inoltre il “Premio Adoc Città di Taranto Fiducia 2017”, “Premio Donne di Puglia – Città di San Nicola”, “Premio Semper Fidelis” da parte dell’Universum Academy Switzerland di Lugano, “Premio Internazionale di Cultura “Re Manfredi”, riconoscimento già attribuito a stelle della danza quali Roberto Bolle, “Premio Salento Donna” e il “Life Time Achievements Award” dal Writers Corner International (India).
Modella per l’Italia ed Ambassador nel mondo per il noto marchio internazionale di abbigliamento “Ballet Papier” di Barcellona per il quale ha posato anche in Germania, in Svizzera, in Romania e negli Emirati Arabi e per numerosi progetti fotografici tra cui “In Punta di Piedi tra i Castelli di Puglia”, “Calendario 2017” promosso da Confcommercio Taranto teso alla valorizzazione delle bellezze della “Città dei Due Mari”, “Ballerina Project Berlin” svoltosi a Berlino posando per il noto fotografo René Bolcz e successivamente presentato presso lo “State Academic Theater of Opera and Ballet” di Lviv in Ucraina, “Tänzerin am Main” realizzato a Francoforte sul Meno, presentato a San Pietroburgo e pubblicato in esclusiva sul prestigioso giornale Italo-tedesco “Corriere D’Italia”. Posa inoltre per il progetto fotografico “Stuttgart Tanz”, “Wunderbar Taranto”, “Tanzen auf der Donau” ad Ulm e “Hamburg Tanz Projekt” realizzato ad Amburgo e “Interfoto Work Shooting” (Bonn). Protagonista inoltre dello spot ufficiale del Global Dance Festival 2018 (Atsugi – Giappone) e dello spot del “The Mystical Heart Festival” realizzato al Festungsruine di Singen (Germania). Degni di nota inoltre le sue partecipazioni al convegno “Salute e longevità dalla dieta mediterranea” svoltosi a Berlino nell’ambito dei XXII Campionati Europei di Atletica Leggera, l’esibizione a Palazzo Pantaleo di Taranto per la trasmissione televisiva “Linea Blu” andata in onda su Rai Uno, l’inserimento nel “Calendario Donne di Puglia 2019” e la sua partecipazione ad un prestigioso stage con Carla Fracci. Attualmente è docente di danza in Germania.

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