La Vela e Mar Piccolo “Le indagini geologiche”

 

Interessante e partecipato il focus sulle condizioni ambientali, finalizzato alla realizzazione di un ecomuseo
pubblicato il 19 Gennaio 2019, 10:51
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Si è svolto presso l’Aula Magna del Dipartimento di Chimica – Università degli Studi ‘Aldo Moro’, il terzo ed ultimo incontro formativo organizzato dal WWF Taranto, nell’ambito del progetto Ecomuseo Palude La Vela e del Mar Piccolo (Eco.Pa.Mar.) finalizzato alla realizzazione di un ecomuseo d’interesse regionale. Il Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali dell’Università degli Studi di Bari ‘Aldo Moro’ ha collaborato con il Commissario Straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto, per la caratterizzazione dell’ambiente fisico del Mar Piccolo.
Il professor Massimo Moretti, docente di sedimentologia, ha dunque presentato un report (cartine geografiche con tema di fondo a base sedimentologica, stratigrafica e geomorfologica) delle analisi geologiche dirette e indirette, effettuate nel Mar Piccolo. Attraverso il carotaggio e l’analisi di un campione di terreno estratto nel 2017 è stato analizzato il processo di sedimentazione al livello del suolo e come si è evoluto fino ad una profondità di 10 metri dal suolo. Da uno studio interdisciplinare, in collaborazione con l’università di Bari, il politecnico e il Cnr, sono emerse criticità legate all’inquinamento, come del resto già ribadiscono numerosi studi, ma esistono anche enormi ricchezze dal punto di vista biologico e geologico, custodite nel Mar Piccolo, poco conosciute che è invece portare alla luce e tutelare. Un dato che è stato confermato anche da Maria Pagliaro dello staff tecnico del Commissario Straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto, Vera Corbelli. «Sono numerose ed evidenti le criticità ma sono molte di più le potenzialità di quest’area», dicono. Grandi valenze naturalistiche che devono essere valorizzate. «Abbiamo già avviato interventi di bonifica, attività di rimozione dei rifiuti presenti sui fondali e del mercato ittico galleggiante, oltre alla messa in sicurezza dei sedimenti. – fa sapere Raffaele Velardi – Sono in corso anche con le amministrazioni locali una serie di iniziative e, nell’ambito di un più ampio progetto di riqualificazione, accordi di collaborazione con la filiera dei mitilicoltori, per fare in modo che si torni ad usufruire del mar Piccolo a tutto tondo».
Entro fine mese, è prevista la candidatura di Eco.Pa.Mar tra gli ecomusei regionali. Determinante è stato e sarà ancora, il contributo del Comune di Taranto. «Stiamo lavorando su più fronti. Sono al vaglio diverse iniziative che vedranno coinvolta la Palude La Vela e in senso più ampio tutto il mar Piccolo che diverrà un attrattore economico, culturale ed ambientale. – spiega Francesca Viggiano, assessore all’Ambiente – Daremo a quest’area l’importanza che merita. Siamo molto orgogliosi di tutto il percorso che si sta facendo per dare una nuova visione alla città di Taranto, che sia compatibile con l’ambiente e la natura. I due seni del Mar Piccolo disegnano esattamente l’infinito. Ed è proprio quello a cui tendiamo: cerchiamo di andare oltre le difficoltà che la città ha vissuto negli ultimi anni. Si può aspirare ad avere un’economia green e con il Wwf abbiamo la dimostrazione che un futuro diverso, migliore rispetto a quello a cui siamo stati abituati, è possibile».

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