Amianto e Marina Militare: la testimonianza

 

Importante intervista di Contramianto ad un operaio dell'Arsenale malato di mesotelioma
pubblicato il 13 Gennaio 2019, 10:00
46 mins

Essere partigiani della verità affinchè vi sia giustizia per le vittime dell’amianto, dalla parte dei più deboli ricercando la verità per le morti e malattie correlate all’amianto“: un impegno che Contramianto porta avanti con vicende che in Marina Militare “si intrecciano tra mille difficoltà e dove diventa difficile pervenire con chiarezza alle responsabilità di chi avrebbe dovuto assicurare la salute di decine di migliaia di lavoratori. Secondo fonti parlamentari sono stati oltre trentamila i lavoratori dipendenti civili del Ministero Difesa e i Militari della Marina, ufficiali, sottufficiali e marinai di leva, sicuri esposti direttamente al rischio amianto, meccanici, motoristi, elettricisti, coibentatori ma aggiungiamo anche saldatori , congegnatori ed elettronici, senza tralasciare tutte le altre mansioni che comportavano esposizioni dirette ed indirette alla polveri cancerogene di amianto“.

L’associazione Contramianto ricorda ancora una volta che “l’amianto in Marina Militare ha fatto migliaia di morti ed ammalati una strage annunciata ad oggi senza colpe e colpevoli. Nel periodo 1997-2012 sono stati registrati tra il personale civile della marina, marinai e macchinisti navali, ben 1776 tumori correlati all’amianto tra operai e militari, di questi 1123 sono cancro al polmone e a trachea e laringe, mentre 653 sono i casi di mesotelioma. Ma pur in presenza di questi dati agghiaccianti marinai e operai sembrano essere fantasmi. Eppure l’amianto killer gli ha uccisi realmente. Solo a Taranto, la più grande base della Marina Militare vi sono stati centinaia di casi di mesotelioma il tumore di certezza causato dall’amianto, mesotelioma che ha portato a morte dipendenti della Marina Militare che hanno lavorato a Taranto sul naviglio militare, navi e sommergibili, e nelle officine dell’Arsenale MM di Taranto. Ad oggi risultano esservi state 437 unità della Marina militare contaminate con amianto , 328 navi , 29 rimorchiatori, 26 sommergibili. Ancora nel 2012 vi erano 155 navi e sommergibili con presenza di amianto o interessate da bonifica amianto. Ben mille le tonnellate di amianto bonificate all’Arsenale di Taranto, amianto rimosso da Officine, navi e sommergibili“.

Contramianto in ambito Marina Militare ha censito tra i propri assistiti 335 casi di patologie asbesto correlate, operai diretti, indotto e Militari Marina, di questi 141 sono le vittime che Contramianto ha già portato all’attenzione della Procura di Padova, che ha centralità sulle morti per amianto in Marina Militare , un’indagine lunga e complessa per accertare le responsabilità dei vertici per quelle morti e malattie. Nella casistica Contramianto sono riportati in archivio per Marina Militare 190 tumori provocati dall’amianto, di questi 94 sono mesotelioma gli altri 96 cancro al polmonare, alla laringe, al rene e in altre sedi, casi in crescita. Giornalmente le vittime dell’amianto in marina militare si rivolgono a Contramianto per denunciare la loro malattia o la morte di famigliari affetti da patologie amianto-correlate, mesotelioma, cancro ai polmoni, asbestosi, placche pleuriche. “Voci inascoltate per le quali speriamo che finalmente venga fatta giustizia , vogliamo la verità , vogliamo continuare ad essere “partigiani della verità” di quella verità chiusa nelle storie di ciascuna di quelle vittime che raccontano di quanto sacrificio e quanta sofferenza vi sia stata in quelle vite spezzate dall’amianto e da un lavoro che gli ha esposti quotidianamente nei corso degli scorsi decenni alle fibre di amianto“.

La storia di Giovanni riassume le vicende di centinaia di vicende raccontate a Contramianto “una vicenda che vogliamo rendere pubblica, conservando comunque l’anonimato per la vittima. E’ il marzo del 2017 quando incontro Giovanni, è il nome di fantasia che gli si darà di seguito, operaio in pensione dell’Arsenale Marina Militare di Taranto, congegnatore per quarant’anni lavoratore a bordo delle navi a vapore ed in officina una vita avvolta dalla polvere di amianto la fibra killer che lo ha ucciso a settantacinque anni per mesotelioma pleurico maligno. Giovanni a Novembre del 2017 ha voluto rendere testimonianza della vicenda del suo lavoro, dell’amianto e del mesotelioma che l’ha portato a morte nella primavera dello scorso anno. Ci dice: voglio che gli altri debbano sapere cosa mi è accaduto voglio raccontare la verità di cosa succedeva, di come l’amianto era usato in officina e a bordo delle navi militari e del perché sarò morto di questo mesotelioma ai polmoni. Non vogliamo fare alcun commento vi lasciamo di seguito alla lettura dell’intervista integrale resa anonima nelle parti riferite circa dati personali, per nomi luoghi e dati“.

INTERVISTA NOVEMBRE 2017 a GIOVANNI ( NOME DI FANTASIA CASO AUTENTICO )

Domande Luciano Carleo Contramianto e Altri Rischi Onlus ( CONTRAMIANTO, CARLEO )

Risposte GIOVANNI ( NOME DI FANTASIA )

CON GLI ASTERISCHI *** SONO RESE ANONIME DATE E NOMI

INTERVISTA INTEGRALE

CONTRAMIANTO, CARLEO – Signor *** mi può dire i suoi dati anagrafici cognome nome data luogo di nascita residenza città via e numero.

R – Mi chiamo ***sono nato a Taranto il *** *** del millenovecento quaranta due sono residente in *** in via ***

CONTRAMIANTO, CARLEO – Signor *** dove ha lavorato da quale anno e sino a quando.

R – Io sono entrato in Arsenale il ***1956 e sono andato in pensione il ***1995 in pratica ho fatto i trentanoveanni settemesi e giorni necessari per andare in pensione di anzianità a quarant’anni.

CONTRAMIANTO, CARLEO – Avete lavorato sempre in Arsenale?

R– Sempre in Arsenale sempre al Reparto Congegnatori ed in particolare al Settore rimorchiatori per quarantanni continuati sempre nello stesso posto.

CONTRAMIANTO, CARLEO – E prima di essere operaio avete fatto un corso di formazione ?

R – Ho fatto un corso di formazione Allievo operaio dal ***1956 fino al ***1958 quando siamo transitati nella qualifica di operaio giornaliero con contratto di diritto privato .

CONTRAMIANTO, CARLEO – Signor *** quali sono state le sue mansioni e se sono cambiate nel tempo precisando anche quale è stata la sua officina di lavoro che abbiamo detto che è l’officina Congegnatori e se ha lavorato a bordo di navi o sommergibili e se si quali , quindi le sue mansioni.

R – Allora io avevo la qualifica di Congegnatore congegnatore comune i primi anni che ci hanno inquadrato poi ho fatto dei concorsi in Arsenale e sono transitato come Aggiustatore Meccanico Congegnatore di precisione però poi dopo la qualifica aveva poca importanza perché poi alla fine facevamo tutti lo stesso lavoro tutti che andavamo a bordo alle unità navali in particolar modo nel caso mio sui rimorchiatori pontoni che erano tutte unità che andavano a vapore perché all’epoca l’energia che faceva muovere questi mezzi era il vapore e dove c’era vapore c’era pieno di amianto perché per proteggere le tubature impianti dal troppo calore anche perché a bordo non ci si sarebbe potuto stare a lavorare perché ci sarebbe stato molto calore.

CONTRAMIANTO, CARLEO – Quindi principalmente a bordo di rimo…

R – ….. dei rimorchiatori però di tanto in tanto perche io facevo parte del settore rimorchiatori però di tanto in tanto quando c’era necessità andavamo anche su altre unità sul Sagittario sullo Stromboli dove capitava .

CONTRAMIANTO, CARLEO – Altri nomi di altre unità eventualmente americane navi italiane.

R – Non è che mo adesso mi ricordo perché poi capitava una settimana a bordo di una nave una settimana a bordo di un’altra siamo stati sull’Etna anche sul vecchio Garibaldi .

CONTRAMIANTO, CARLEO – Diciamo però la maggior parte delle attività erano svolte ….

R – …. settore rimorchiatori …

CONTRAMIANTO, CARLEO – ….che erano tutte navi a vapore…

R – …rimorchiatore Ercole Favignana Ustica Porto Empedocle Porto Fossone Ventimiglia tutti rimorchiatori a vapore Gagliardo piccoli e grandi però erano tutte a vapore. Poi noi quando andavamo a bordo a smontare questi macchinari valvole che una volta smontati venivano li liberavamo dall’amianto che gli ricopriva smontavamo e li portavamo in officina in officina poi venivano tutti puliti con dei raschietti e poi lavati con il petrolio e soffiati per poterli portarli alle macchine utensili per le rettifiche del caso una volta rettificati venivano di nuovo lavati con il petrolio soffiati con aria compressa e poi rimontati e si portavano a bordo per l’assemblaggio.

CONTRAMIANTO, CARLEO – Quindi venivano smontati , ripulite …..

R – … grattando con dei raschietti tutti i residui di amianto che c’erano sulle valvole sulle pompe perché alle macchine utensili non accettavano che mettessero sulle macchine a lavorare per le rettifiche questi pezzi che erano pieni di residui di amianto …

CONTRAMIANTO, CARLEO – dovevano essere puliti , ben ripuliti …

R – ..dovevano essere ripuliti soffiati , lavati con il petrolio e soffiati con aria compressa.

CONTRAMIANTO, CARLEO – Come periodo stiamo parlando , sino a quale anno avveniva questo ?

R – Questo lavoro è avvenuto già da quando ero allievo operaio perché facevamo la mattina scuola dopo il primo anno il pomeriggio andavamo in officina quando andavamo in officina ci affiancavano i maestri e li già ci mettevano a smontare a pulire a fare a grattare già dagli allievi poi da operai dal 58 quando siamo entrati transitati nella qualifica di operai abbiamo continuato a fare sempre sto lavoro fino a che non me ne sono andato in pensione perché al di la che si dice che l’amianto faceva male finchè me ne sono andato nel 95 le navi ancora ce l’avevano a bordo l’amianto e tutto il resto.

CONTRAMIANTO, CARLEO – Ricorda il nome di altri operai che hanno lavorato con lei e di chi era responsabile della sua squadra di lavoro e di capo officina e di ufficiali responsabili ?

R – All’epoca adesso sicuramente sono tutti deceduti perché avendo settantacinque anni io e quando io facevo l’allievo era tutto personale che avevano venti venticinque trentanni più grandi di me sicuramente non ci sono più però me li ricordo bene *** ***tutti colleghi Capi Operai *** *** Assistente Tecnico *** Capi Gruppo *** *** erano tutti colleghi che all’epoca erano Capi Gruppi Capi Squadra e maestri dove noi più ragazzi poi abbiamo cominciato a lavorare per conto nostro perché poi una volta non andavamo più alle dipendenze di altri maestri facevamo squadra da soli facevamo i lavori per cui tu vai a bordo a quella unità c’è da smontare la pompa di alimento andavamo e la smontavamo io con qualche altro ragazzo .

CONTRAMIANTO, CARLEO – E i Capi officina chi erano?

R – Capo officina all’epoca quando sono entrato io era *** poi Capo officina *** poi dopo *** *** poi dopo *** Signor *** e poi l’ultimo Capo Officina prima che io me ne andassi in pensione era ***.

CONTRAMIANTO, CARLEO – E gli Ufficiali , ci stavano poi degli Ufficiali responsabili ?

R – Si , gli Ufficiali si all’inizio c’era *** Capitano di Vascello*** poi Colonnello *** che poi lì i colonnelli ogni due anni i cambiavano poi come Capo Sezione ho avuto anche , che poi è diventato anche Ammiraglio , era il colonnello in questo momento …….

CONTRAMIANTO, CARLEO – Vabbè non vi state ricordando , è nell’ultimo periodo chi sono stati per esempio dagli anni ottanta ottantacinque vi ricordate novanta chi sono stati i responsabili del come ufficiali responsabili dell’area vi ricordate qualcuno ….. se vi ricordate?

R – C’era questo Colonello *** che era uno dei recenti c’era il colonnello ……….

CONTRAMIANTO, CARLEO – Va bene non c’ha importanza tanto poi quelli erano i responsabili del perché insomma… per quanto riguarda l’officina eravate parecchi operai all’interno dell’officina congegnatori ?

R – Si , quando sono entrato io nell’officina congegnatori eravamo seicento in tutta l’officina negli ultimi tempi prima che andassi in pensione ci siamo ridotti a centocinquanta.

CONTRAMIANTO, CARLEO – Per quanto riguarda le aree ..

R – .. al mio reparto settore rimorchiatori eravamo sessantacinque agli inizi negli ultimi tempi quando me ne sono andato in pensione eravamo si o no una decina.

CONTRAMIANTO, CARLEO – Ma erano separati gli ambienti di lavoro ? o stavate tutti quanti nella stessa…

R – L’officina era unica da cima a fondo lunga duecentotrenta metri era tutta una officina lì c’erano macchine utensili torni barene frese trapani rettifiche tutto c’è si lavorava congegnatori e macchine utensili nello stesso ambiente.

CONTRAMIANTO, CARLEO – Quindi quando voi avete parlato che portavate le apparecchiature e le parti smontate da bordo a terra quella operazione poi di ripulitura e di rifinitura a terra avveniva senza delimitazioni?

R – Ai banchi di lavoro nel mio reparto settore rimorchiatori a fianco c’era un altro settore a sinistra un altro settore di fronte c’erano le macchine utensili i torni praticamente stavamo tutti insieme non è che avevamo un ambiente chiuso separato quando si finiva di pulire di fare si buttava tutto a terra si dava una scopata alla meno peggio perché…non è che …

CONTRAMIANTO, CARLEO – Quei residui di lavorazione di cui avevamo parlato di amianto o di altre sostanze venivano raccolte separate o venivano buttate indistintamente?

R – .. noi scopavamo il pavimento che all’epoca era pure fatto con tacchetti di legno non era neanche un pavimento in cemento scopavamo quello che si poteva scopare perché poi il pavimento era abbastanza sconnesso si raccoglieva e si buttava nella spazzatura…

CONTRAMIANTO, CARLEO – Però era facile che potevano rimanere pezzi di amianto fra i vari tacchetti ?

R – Si perché il pavimento era sconnesso … davamo una scopata ma quello che si toglieva si toglieva il resto rimaneva nell’ambiente.

CONTRAMIANTO, CARLEO – Per quanto riguarda l’Officina insieme con lei lavoravano altri operai Arsenale e con quali mansioni?

R – Per quanto riguarda gli operai eravamo tutti operai congegnatori se avevano qualifiche diverse chi faceva l’aggiustatore meccanico chi faceva il congegnatore di precisione però alla fine stavamo tutti nello stesso ambiente e si faceva poi tutti lo stesso lavoro perché non veniva tenuto conto che io per esempio avevo la qualifica di congegnatore di precisione e facevo un lavoro diverso facevo quello che ti dicevano tu fai questo tu fai questo tu fai quello .

CONTRAMIANTO, CARLEO – Nella stessa officina capitava che lavorassero anche operai di ditte private ?

R – No all’inizio No negli ultimi anni si all’inizio No eravamo soltanto operai dell’Arsenale e basta …negli ultimi…anni.

CONTRAMIANTO, CARLEO – Nella officina capitava che potesse lavorare con voi anche personale militare della marina ?

R – No personale militare no non ha mai lavorato con noi eravamo soltanto civili in officina.

CONTRAMIANTO, CARLEO – Invece a bordo , abbiamo detto che lei ha lavorato principalmente rimorchiatori , navi sommergibili no.

R –   Sommergibili no.

CONTRAMIANTO, CARLEO – Abbiamo detto che ha bordo nave il suo posto di lavoro era confinato od insieme ad altri operai ?

R –   No, quando si andava nei locali macchine o caldaie a smontare i pezzi , le valvole o le pompe se in quell’ambiente in quel locale ci potevano essere anche carpentieri saldatori e si lavorava tutti insieme secondo il lavoro che uno avesse da fare.

CONTRAMIANTO, CARLEO – Quindi insieme a lei diciamo che lavoravano anche a bordo ….

R – …c’era l’ossigenista che tagliava col cannello e faceva fumo e tu stavi li oltre a respirarti l’amianto ti respiravi il fumo.

CONTRAMIANTO, CARLEO – E a bordo del naviglio militare vi erano anche il personale di ditte private durante lo svolgimento?

R –   No, Noi non lavoravamo mai insieme alle ditte private quando andavamo a lavorare noi a bordo eravamo ….operai dell’Arsenale …….noi non andavamo a lavorare insieme a loro.

CONTRAMIANTO, CARLEO – Quando lavoravate a bordo c’era anche la presenza di personale militare?

R –   Si ma loro non collaboravano a quello che noi facevamo stavano lì presenti che guardavano facevano però poi era compito nostro ….

CONTRAMIANTO, CARLEO – ….quindi diciamo che…… sovraintendevano alle attività ….

R –   ….loro non ci aiutavano ,,,,, se noi avevamo bisogno di qualcosa per esempio di attaccarci un lampadino per poter vedere meglio se solo se ci serviva qualche cosa

CONTRAMIANTO, CARLEO – Però il personale militare stava nello stesso locale quando voi svolgevate ….

R –   …Oppure quando avevamo bisogno li chiamavamo e loro intervenivano .

CONTRAMIANTO, CARLEO – Che tipo di attrezzatura utilizzava durante lo svolgimento di lavori ?

R –   Quelli che normalmente può usare un congegnatore serie di chiavi poi quando venivano smontati pompe abbastanza grandi poi con i manovali con i paranchi si facevano le manovre per poter portare questi queste apparecchiature fuori dai locali macchine o caldaie per poterli portare all’esterno e imbarcarli poi su dei mezzi per trasportarli in officina e si collaborava con i manovali per fare ste manovre con i paranchi e usavamo gli attrezzi che possono usare i congegnatori chiavi poi quando avevamo bisogno degli ossigenasti che tagliavano perni o dadi per poter …. smontare.

CONTRAMIANTO, CARLEO – Quando vi trovavate in presenza di coibentazioni per accedere alle flange o ai giunti e dovevate rimuovere le fasciature dalle tubolature e dalle aree come intervenivate?

R – Martello e scalpello rompevamo il rivestimento in amianto lo toglievamo con le mani perchè non c’erano ne guanti ne niente e poi si smontavano i perni…… e poi il pezzo una volta scollegato dalle flange e scollegato dai tubi veniva portato si trasportava in officina con i carrelli .

CONTRAMIANTO, CARLEO – Forse lei ha già risposto a questa domanda però approfondiamola , per la pulizia dei pezzi ha mai utilizzato però penso che sia si abbiamo detto ……ha mai utilizzato spazzole di acciaio o mole o altri apparecchi che producevano polvere?

R – Si, quello si , perché quando si smontava si faceva con il raschietto con la spazzola di acciaio e secondo quello che serviva poi si usava l’attrezzo che serviva veniva usato ……..ma raschietto e spazzole di acciaio erano sempre venivano usato in modo continuato che ha loro volta sollevavano polverino perché quando passavi con la spazzola di acciaio si sollevava polvere .

CONTRAMIANTO, CARLEO –   Quindi si sollevava parecchia polvere. Nella sua officina erano presenti e funzionanti aspiratori per le polveri che lei si ricorda ?

R – No, non c’erano aspiratori per le polveri, c’erano soltanto dei termoventilatori che venivano usati sia in estate che in inverno per…. d’inverno come termoventilatori perché poi c’è con il vapore di una caldaia che avevamo in officina veniva riscaldata dai tubi che ci mandava l’aria calda però questa qua non facevano altro che sollevare polvere perché avendo una ventina di questi temoventilatori che in estate ed in inverno li mettevamo in funzione per il caldo non è che ci facevano un gran che bene perché ci facevano respirare ancora più polvere di quello che già respiravamo normalmente però faceva caldo e si accendevano faceva freddo e si accendevano perché l’officina era abbastanza grande e spifferi…..

CONTRAMIANTO, CARLEO –   E l’accensione o lo spegnimento era diciamo era ordinato comunque…non è che…

R – Era il personale dell’officina stessa che quando la mattina entrava andava e accendeva perché se faceva caldo si cercava di raffreddare l’ambiente se faceva freddo si cercava di ……..

CONTRAMIANTO, CARLEO –   … di riscaldarlo. Abbiamo detto che ci stava una caldaia quindi in officina che ….

R – … all’estremità dell’officina c’era una caldaia che forniva vapore che a sua volta veniva portato a questi termo ventilatori che poi non facevano altro che buttare aria calda.

CONTRAMIANTO, CARLEO –   Ritornando sui lavori di bordo ricorda se erano presenti aspiratori per le polveri a bordo ?

R – No , niente mai in officina e a bordo alle navi specialmente nei rimorchiatori abbiamo avuto aspiratori per aspirare le polveri non erano dotati di queste attrezzature.

CONTRAMIANTO, CARLEO –   Ricorda se altri operai a bordo o in officina utilizzavano o svolgevano mansioni che producevano polveri o fumi?

R – E si, ma quando si lavorava a bordo dei locali macchine o caldaia qualsiasi categoria che lavorava lì faceva polveri o fumi perché se venivano a lavorare i carpentieri si portavano appresso sempre gli ossigenasti che per tagliare lamiere cose i tubisti la stessa cosa praticamente se si lavorava insieme tutti quanti comunque si creava polvere e fumo perché gli ambienti erano abbastanza angusti specialmente nei rimorchiatori che non erano navi grandissime erano piccoline e li l’ambiente in poco tempo si saturava di tutte queste polveri di questi fumi .

CONTRAMIANTO, CARLEO –   Le sono mai state fornite maschere facciali o mascherine idonee per la difesa delle polveri?

R – Mai , mai, soltanto negli ultimi anni ci hanno dato le scarpe antinfortunistiche ci hanno dato il casco e negli ultimi anni ci hanno dato un paio di guanti per quando lavavamo i pezzi nel petrolio ma negli ultimissimi anni, però per quanto riguarda il mascherino tutto il resto non abbiamo avuto mai in dotazione niente di tutto questo.

CONTRAMIANTO, CARLEO –   E’ stato mai informato sui rischi lavorativi presenti nel luogo di lavoro ? cioè qualcuno le ha detto che cosa quale sono i rischi …..

R – Mai , mai altrimenti qualche precauzione l’avremmo cercato di prenderla nessuno ci ha mai detto niente che l’amianto potesse essere nocivo alla salute…..

CONTRAMIANTO, CARLEO –   No in generale sui rischi nell’ambiente…

R – No non ci hanno detto niente…… l’antinfortunistica attento se vai alla mola mettiti gli occhiali però non dicevano se vai vicino alla mola mettiti la mascherina che ti puoi respirare le polveri che tu mentre lavori vicino alla mola …..

CONTRAMIANTO, CARLEO –   .. Quindi non è stato mai informato sui rischi specifici per polveri e fumi?

R – No , no ti dicevano solo proteggi gli occhi proteggi questi però per quanto riguarda l’inalazione di polveri o fumi non c’è mai stato ……

CONTRAMIANTO, CARLEO –   Quindi è stato mai informato sul rischio amianto?

R – No mai , negli ultimi anni se ne incominciato a parlare prima che andassi in pensione però eravamo pieni di amianto dappertutto che a quel punto non è che la cosa come si dice avesse più un’efficacia veramente perché ormai il danno era stato già fatto .

CONTRAMIANTO, CARLEO –  Quando era in servizio sapeva che l’amianto era pericoloso e che provocava danni alla salute e poteva provocare asbestosi , cancro ai polmoni e mesotelioma?

R – No , no infatti noi l’amianto lo usavamo così normalmente come una guarnizione qualsiasi come un attrezzatura qualsiasi perché non sapevamo niente che potesse portarci a questa ….

CONTRAMIANTO, CARLEO –   Lei è stato sottoposto a sorveglianza sanitaria , visite mediche periodiche?

R – Si facevano di tanto in tanto qualche visita medica però non ci è mai stato comunicato niente.

CONTRAMIANTO, CARLEO – Ricorda se lei ha partecipato a un programma di sorveglianza sanitaria della Medicina del Lavoro di Bari ?

R – No non ho mai partecipato a niente ….

CONTRAMIANTO, CARLEO –   ….. Negli anni “ 68 .. “70?

R – … No no ho mai partecipato mai a niente di questi programmi non sono stato mai invitato non mi hanno mai detto niente di prendere parte a questi programmi.

CONTRAMIANTO, CARLEO –   Quando era in servizio la tuta di lavoro dove veniva lavata?

R – I primi anni me la portavo a casa perché quando si sporcava … poi c’è stato un periodo che c’era una lavanderia e li portavamo alla lavanderia in Arsenale poi sta lavanderia è stata dismessa e li riportavo di nuovo a casa …..

CONTRAMIANTO, CARLEO –   Quindi sin quando ha funzionato gli portavate lì e quindi nessuno vi diceva comunque che avevate comunque l’obbligo di lavarle …

R – No , non ero obbligato se la portavo io ebbene senò …..non c’era un obbligo dovete per forza portarla lì.

CONTRAMIANTO, CARLEO –   Quando era in servizio dove consumava il pasto?

R – I primi anni le mense non c’erano e il pasto si consumava in officina….

CONTRAMIANTO, CARLEO –   .. quindi sino a che anno ?

R – fino agli anni ottanta più o meno all’incirca …venivano c’era il carrello elettrico che andava alla cucina ci avevano sei caldaie di quelle grosse così venivano riempite di pasta di quello che si cucinava venivano portate in officina il Capo operaio che la mattina aveva lavorato a bordo insieme agli operai e tutto il resto con un remo di legno girava questa minestra poi tutti gli operai in fila con una scodella gli davano un mestolo di questa minestra per ogni e si mangiava vicino al posto di lavoro dove si lavorava ……

CONTRAMIANTO, CARLEO –   ..quindi dove lavoravate lì mangiavate ..

R – .. poi dopo sono state create le mense e questo lavoro veniva fatto nelle mense poi successivamente sono state create le mense con le tavole come sono adesso con la linea di distribuzione ….e poi..

CONTRAMIANTO, CARLEO –   Quando andavate a mensa andavate con gli abiti di lavoro?

R – Si con la tuta che lavoravamo con gli stessi indumenti andavamo a mangiare.

CONTRAMIANTO, CARLEO –   Lei ha mai maneggiato , però abbiamo risposto anche a questa , ha mai maneggiato direttamente amianto , lavorato in presenza di coibentazioni di amianto?

R – Si sempre nel mio mestiere era una cosa continua.

CONTRAMIANTO, CARLEO –   Ricorda dove l’amianto era eventualmente presente ? questo l’abbiamo detto anche sulle tubolature….

R – Tubolature valvole pompe poi andavamo sulle caldaie a smontare le valvole di estrazione superiore e inferiore le valvole di sicurezza che erano collocate sulle caldaie e i livelli e quelle che la caldaia era tutta ricoperta in amianto materassi e fasciature per proteggere dall’amianto.

CONTRAMIANTO, CARLEO –   Ricorda se in Arsenale era presente un reparto con operai dipendenti Arsenale che si occupavano delle coibentazioni e scoibentazioni con amianto?

R – I primi anni si , nei primi anni che sono entrato in Arsenale c’era proprio un reparto dell’Arsenale….

CONTRAMIANTO, CARLEO – … che si chiamava?

R – Reparto Coibentatori poi questo reparto è stato chiuso …

CONTRAMIANTO, CARLEO – questo quando è stato chiuso ?

R – dopo una decina d’anni che io ero operaio questo reparto fu chiuso e quel lavoro veniva poi svolto dalle ditte.

CONTRAMIANTO, CARLEO – Ha mai lavorato contemporaneamente con i coibentatori quando utilizzavano amianto ?

R – No con i coibentatori , quando noi finivamo di montare loro andavano a montare l’amianto no però quando noi lo andavamo a smontare noi eravamo solo noi loro non c’erano.

CONTRAMIANTO, CARLEO – Dove in officina o a bordo o sia in officina che a bordo utilizzavano, no avete detto che non avete mai lavorato contemporaneamente a bordo …

R – No insieme ai coibentatori no mai.

CONTRAMIANTO, CARLEO – Ricorda se in Arsenale vi era un magazzino dove si prelevava amianto?

R – Si, c’era un magazzino dove noi andavamo a ritirare le baderne di amianto, i fogli di amianto ,fogli di amianto compresso , le guarnizioni dialiche che erano fatte in acciaio a forma di u e all’interno c’era un cordoncino di amianto che quando si schiacciava serviva per resistere ad una pressione di calore di 60 chilogrammi per centimetro ….

CONTRAMIANTO, CARLEO – Quindi direttamente voi prelevavate ?

R – direttamente io facevo la richiesta andavamo al magazzino prelevavamo questo materiale lo portavamo al reparto e si usava per quello che serviva quello che rimaneva lo tenevamo conservato negli stipetti.

CONTRAMIANTO, CARLEO – Vi ricordate chi era addetto alla distribuzione dei materiali ?

R – Secondo le guarnizioni c’erano guarnizioni che andavamo a prendere da un magazzino altre guarnizioni che andavamo a prendere da un altro magazzino perché non stavano tutte in un magazzino ….

CONTRAMIANTO, CARLEO – E i fogli dov’erano, i fogli di amianto , vi ricordate dov’erano?

R – Prima erano in un magazzino che si trova alle spalle dell’officina compressori alle spalle c’era un magazzino all’inizio stavano lì poi li portarono vicino al campo ippico mo non mi ricordo come si chiama il magazzino se era B ……

CONTRAMIANTO, CARLEO – …. Va bene diciamo un altro magazzino dove ci avevano tutto questo…

R – …. gli trasportavano da una parte all’altra gli hanno allontanati dall’officina evidentemente forse a quell’epoca già cominciavano a capire che l’amianto facesse male e l’avevano trasportato.

CONTRAMIANTO, CARLEO – Nei primi anni quando voi ritiravate i materiali dai magazzini lo stoccavate in officina , cioè ?

R – Si usava quello che serviva e le rimanenze si stoccava in officina negli stipetti e si usava secondo le lavorazioni che si facevano se serviva veniva riutilizzato .

CONTRAMIANTO, CARLEO – Cioè facevate un ordinativo andavate a prendere il materiale lo portavate ….

R – …se ne rimaneva un pezzo non veniva buttato si conservava per essere riutilizzato in una lavorazione successiva ….infatti non dico che avevamo gli stipetti pieni di amianto ma quasi ….

CONTRAMIANTO, CARLEO – …. Quindi diciamo si conservava..

R – ……si perché se rimaneva mica si buttava si conservava per essere riutilizzato in un momento successivo .

CONTRAMIANTO, CARLEO – Scusate signor *** quale malattia vi hanno diagnosticato e da quando ha appreso di esserne malato ?

R – Allora io a a gennaio del 2013 ……2015 si gennaio 2015 ho avuto un dolore al fianco la notte di capodanno sono andato in ospedale mi hanno fatto una lastra e mi hanno detto che avevo avuto un versamento pleurico all’inizio mi hanno trattato il medico di famiglia anche un pneumatologo con antibiotici antinfiammatori poi siccome io un po caparbio io voglio sapere eventualmente io perché vedevo che stavo male voglio sapere di che morte devo morire perché devo morire senza sapere di cosa sono morto e mi sono recato a Bari all’Ospedale *** dal Professor *** in un reparto di chirurgia toracica e lì il professor *** dopo quando ha visto la mia tac fatta a Taranto ha detto senti sicuramente tu qualcosa ce l’hai però io non ti so dire di che natura è se non entro e vedo che cosa hai allora ti devo fare una tarocoscopia allora mi sono ricoverato sono stato quattro giorni in ospedale mi hanno fatto questa tarocoscopia e l’esito è stato mesotelioma pleurico maligno che è risultato dall’esame istologico che mi hanno fatto perché entrando con la telecamera oltre a vedere hanno prelevato un pezzo vari pezzi hanno analizzato poi in più il professor *** mi ha fatto la diagnosi di mesotelioma pleurico maligno e di li è incominciata tutta la mia trafila chemio terapia tutti sti cicli …..

CONTRAMIANTO, CARLEO – ,,,, quindi siete ancora in chemioterapia ,,,,

R – .. sono ormai due anni il 15 dicembre sono ormai due anni esattamente che sto facendo chemioterapia chemioterapia che dopo a un certo punto mi ha fatto anche male perché ho avuto una reazione allergica e mi hanno sospeso e salvato preso per i capelli perché mi ero tutto gonfiato poi me l’hanno cambiata e adesso sto facendo ancora un’altra chemioterapia .

CONTRAMIANTO, CARLEO – Dopo la malattia è stato contattato per avere informazioni dal Registro Nazionale Mesoteliomi Centro Operativo regionale della Puglia cioè qualcuno l’ha contattata per avere informazioni ?

R –No , nessuno mi ha contattato nessuno mi ha detto niente quel poco che abbiamo potuto fare che noi ci siamo andati ad informare a destra e sinistra per cercare di trovare una soluzione .

CONTRAMIANTO, CARLEO – Quindi nessun altra situazione cioè nessuno vi ha chiesto di che cosa vi eravate ammalato perché avete avuto un contatto….

R –No soltanto il primario del *** che mi ha chiesto che lavoro facevo solo quello si è informato che cosa io facessi e perché avessi avuto questo mesotelioma ma gli altri nessuno mi ha mai chiesto niente .

CONTRAMIANTO, CARLEO – Quindi , sapete di altre persone all’interno della vostra officina che si sono ammalate ?

R – Ce ne sono tante persone all’interno della mia officina che si sono ammalate e poi sono morte però che loro abbiano saputo di che malattia sono morti o dei dubbi dei seri dubbi che loro sono andati in fondo a vedere che tipo di malattia avessero avuto perché na cosa che le posso dire che se io ho avuto mio cognato che ha lavorato all’*** che ha avuto un tumore al polmone però non si è mai saputo perché lui fumava pure non si è mai saputo se lui avesse avuto il tumore perché fumava perchè lavorava all’*** perché lui non ha fatto mai una biopsia per sapere che tipo di tumore avesse .

CONTRAMIANTO, CARLEO – Quindi diciamo che vi potrebbero essere stati tantissimi casi però…

R – … Colleghi morti che non abbiano mai saputo di che cosa esattamente sono morti invece io devo andare a vedere se devo morire di che caspita di malattia devo morire è stata la mia caparbietà che mi ha portato a scoprire che ho avuto il mesotelioma pleurico .

CONTRAMIANTO, CARLEO – Scusate signor *** avete acquisito oltre alla documentazione che abbiamo prelevato dall’Arsenale con l’accesso agli atti avete avuto opportunità di avere ulteriore documentazione vostra che dove diciamo già all’epoca ritiravate i materiali …avevate..

R – Io chiedendo ai miei colleghi che ancora sono in servizio se loro riuscivano a trovare una documentazione di quando io lavoravo che facevo il capo settore ero io che facevo il preventivo sul lavoro da fare stabilivo quante giornate ci volevano la collaborazione di quale officina o quale macchina utensile dovevano intervenire per le rettifiche le cose ed io facevo le richieste dei materiali che servivano perni dati e guarnizioni fra cui fogli di amianto compresso per fare le guarnizioni di queste parti che si facevano e chiedendo a questi colleghi loro negli stipetti a distanza di trentadueanni sono andati a scovare i miei stessi preventivi che io facevo all’epoca che non pensavo che fossero che gli avessero rintracciati.

CONTRAMIANTO, CARLEO – Quindi avete recuperato altra ulteriore documentazione…

R – Si , dove risulta a firma mia e a firma del capo reparto perché io facevo il preventivo ed il capo reparto me lo convalidava dove risulta che io stesso ritiravo amianto per poter guarnire le pompe le valvole e tutto il resto .

CONTRAMIANTO, CARLEO – E questi colleghi di lavoro più giovani della vostra squadra di lavoro che sono , chi sono il signor ?

R – Il Signor *** e Signor *** che sono ancora in servizio.

CONTRAMIANTO, CARLEO – Va bene io penso che abbiamo descritto esaurientemente quella che è la sua attività lavorativa ….

R – …eventualmente sono disponibili a fare da testimoni.

CONTRAMIANTO, CARLEO – Ok loro testimoniano rispetto a questa questione ok. Grazie , Grazie signor ***.

R – Grazie a Lei e penso di essere stato esauriente per quello che ho potuto ricordare .

CONTRAMIANTO, CARLEO – Io penso che sia stato un ottimo contributo a quelle che sono state le vicende che accadevano in Arsenale negli anni in cui Lei ha lavorato e possa essere utile a ricostruire quello che è l’aspetto storico della vicenda che tanta sofferenza sta portando purtroppo.

R – Infatti la mortalità quando io ero in servizio degli operai in officina era altissima un anno nel mio reparto eravamo sessantacinque morirono sei o sette persone però non si è mai saputo di che cosa sono morti .

CONTRAMIANTO, CARLEO – Grazie.

R – Prego , Grazie a lei.

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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