Trivelle, ARPA Puglia: “Contrari dal 2014”

 

L'Agenzia regionale per la protezione ambientale ricorda i pareri emessi negli anni e le attività di monitoraggio svolte per la matrice mare
pubblicato il 11 Gennaio 2019, 18:53
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L’Agenzia Regionale per la Prevenzione e la Protezione dell’Ambiente (ARPA Puglia), attraverso un comunicato ufficiale, interviene nella vicenda dei permessi per la prospezione (utilizzando la tecnica dell’Air Gun) e l’eventuale e successiva ricerca ed estrazione di idrocarburi liquidi o gassosi, che ha scatenato negli ultimi giorni una marea di polemiche contro il governo giallo-verde (ed in particolar modo verso il ministro dell’Ambiente Sergio Costa e il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio), in particolar modo nella nostra Regione e nella provincia di Taranto ed il mar Ionio.

L’Agenzia, in premessa, ricorda di essere “costantemente impegnata in attività mirate alla salvaguardia del mare e della costa pugliese, che con una lunghezza pari a circa 1000 km su due versanti, Adriatico e Jonico, è al primo posto nell’Italia peninsulare (solo le isole maggiori, Sardegna e Sicilia, superano la Puglia)“. Le necessità di monitoraggio, controllo, tutela e informazione per la matrice “mare”, ricorda ancora ARPA Puglia, “rivestono un’importanza cruciale in linea con le raccomandazioni dell’Unione Europea che ha individuato nella Blue Growth uno dei pilastri per lo sviluppo sociale ed economico nei prossimi anni“. Le attività di monitoraggio dell’ambiente marino costiero svolte da ARPA Puglia “sono molteplici e riguardano i corpi idrici superficiali, le acque marine fino alle 12 miglia nautiche dalla costa, e, nei periodi estivi, le acque di balneazione e la microalga potenzialmente tossica Ostreopsis ovata“.

ARPA Puglia ricorda di aver inoltre istituito una Unità Operativa specialistica denominata “Centro Regionale Mare”, per affrontare le molteplici attività richieste, tra le quali quelle previste per il recepimento delle Direttive dell’Unione Europea n. 60 del 2000 (Direttiva quadro “Acque”), n. 7 del 2006 (Direttiva sulle acque di balneazione), n. 56 del 2008 (Direttiva “Strategia Marina”) e n. 89 del 2014 (Direttiva quadro per la pianificazione dello spazio marittimo).  

Per quanto poi attiene la specifica tematica relativa allo sfruttamento delle risorse marine non rinnovabili, in questo caso i giacimenti di idrocarburi liquidi o gassosi, ARPA Puglia, sin dal 2014, ha sempre evidenziatole criticità legate allo sviluppo di tali attività nei mari pugliesi caratterizzati da distintive peculiarità ambientali“. In ciascuno dei suoi pareri sull’argomento, l’Agenzia, ribadendo che, sia la fase di prospezione (utilizzando la tecnica dell’Air Gun), sia l’eventuale e successiva fase di ricerca ed estrazione di idrocarburi liquidi o gassosi “non siano congruenti con Il Piano Energetico Ambientale Regionale della Regione Puglia, ha segnalato i potenziali rischi ambientali associati a tali attività“.

L’Agenzia regionale pugliese ribadice ancora una volta come le aree marine pugliesi sono caratterizzate “da una estrema peculiarità ambientale e da elevata fragilità ecosistemica, così come certificato dalla presenza, nelle zone prospicenti le aree di intervento, di siti rilevanti dal punto di vista naturalistico e quindi soggetti ad un elevato rischio ambientale nel caso di incidenti, ovvero di sversamento accidentale di idrocarburi in mare e lungo le coste“.

Negli stessi citati pareri infine, ARPA Puglia ha sempre raccomandatodi tenere in debito conto l’indirizzo politico e programmatico dei territori costieri interessati dalle eventuali attività di sfruttamento, attesa l’unitarietà ecosistemica e le potenziali e attuali interrelazioni che essa presenta (cfr. la nozione di impatto ambientale di cui all’art. 5, comma 1, lettera C del D. Lgs. N. 152/2006) e della loro oggettiva vocazione turistico-ambientale“.

Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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