Call center, è scontro totale tra la Slc Cgil e la Planet Group

 

L'azienda: "Il segretario Lumino responsabile di eventuale chiusura". La replica: "Vergogna! Rispettate le regole e diritti lavoratori"
pubblicato il 11 Gennaio 2019, 19:29
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E’ scontro totale tra il sindacato Slc Cgil di Taranto e l’azienda Planet Group che impiega a Taranto 300 lavoratori in un call center. Dopo l’episodio dello scorso 22 novembre denunciato dal sindacato il 13 dicembre, con la caduta di calcinacci all’interno dell’azienda che colpirono una lavoratrice, nei giorni scorsi la Slc Cgil di Taranto, nei giorni scorsi, ha chiesto alla Procura e alla Prefettura di Taranto di avviare indagini sulla società che “con regolarità – sostiene – non versa i contributi per i lavoratori (sono state respinte per questo domande di Naspi o di altre prestazioni come maternità ed allattamento), non rispetta gli accordi nazionali di retribuzione, né garantisce condizioni di sicurezza“.

(leggi l’articolo sull’incidente dello scorso novembre https://www.corriereditaranto.it/2018/12/13/calcinacci-su-una-lavoratrice-di-un-call-center/)

Quest’oggi l’azienda ha diffuso un durissimo comunicato ai lavoratori diffuso dal sindacato quest’oggi, sostenendo la tesi che con le dichiarazioni rese in un post su Facebook e in un comunicato agli organi di informazione, il segretario generale della Slc Cgil di Taranto, Andrea Lumino, “si sta assumendo la responsabilità di una eventuale chiusura della sede e quindi della relativa perdita del posto di lavoro per i nostri collaboratori“. A proposito dell’ipotesi di chiusura avanzata dallo stesso segretario della Slc Cgil, la Planet Group fa presente nella lettera ai lavoratori che “non ha nessuna intenzione di procedere in tal senso ma per evitare tale decisione è necessario che detto comportamento venga censurato. Qualora si dovesse dar seguito a quanto esposto quale destino vi riservereste? Precisiamo altresì – prosegue la società – che rispetto a quanto denunciato dallo stesso Lumino, l’azienda sta seguendo una rateizzazione dei contributi come previsto per legge“. Inoltre, “per quanto concerne gli interventi strutturali e per la sicurezza del sito, confermiamo l’attenzione nel fare in modo che quanto accaduto in via occasionale non sia più a ripetersi“. Infine, un avviso ai lavoratori che funge anche da sinistro monito: “L’azienda confida nella collaborazione e nella coesione di tutti per evitare il proseguio di tali affermazioni, nella convinzione che la salvaguardia del posto di lavoro sia di interesse comune“.

Durissima la replica del sindacato affidata allo stesso segretario generale Andrea Lumino. “Le istituzioni, i cittadini e gli organi di vigilanza leggano che succede in un call center a Taranto: vergogna. Per PLANET GROUP il problema è la SLC CGIL che chiede rispetto di regole e diritti, non il loro che schiavizzano e non pagano. Se ne facciano una ragione: la SLC dice NO al ricatto e non abbassa la testa. Sollecitiamo immediato incontro alla Regione e ci chiediamo dove siano i nostri parlamentari“.

PLANET GROUP non si limita a scappare dalle riunioni istituzionali ed a non pagare ne le retribuzioni previste da contratto ne i contributi previdenziali, ma fa circolare una lettera aperta ai lavoratori in cui avvisa che la colpa di rischi futuri è della SLC CGIL che sta facendo la battaglia per il ripristino della legalità e la tutela del lavoro vero – prosegue Lumino -. Cara Planet Group, il ricatto non ci piace e noi non solo continueremo ma rilanciamo: dovete rispettare le leggi ed i contratti o dovete andarvene a casa. Lo Stato e le sue aziende come ENI e TIM devono fare la loro parte garantendo, in quanto rappresentati degli interessi collettivi, quei lavoratori e quei posti di lavoro a Taranto. Le istituzioni facciano la loro parte:se stanno zitte sono complici – conclude Lumino -. I lavoratori ed i cittadini lo sappiano: la SLC CGIL non solo non è complice ma continuerà a muoversi per la legalità senza slogan o rivolte da tastiera“.

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