Trivelle, Lega contro M5S: “Stop sbagliato”

 

Nuova spaccatura nel governo dopo la decisione pntastellata di una moratoria di 36 mesi alle trivellazioni nel Mar Ionio
pubblicato il 10 Gennaio 2019, 20:17
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Le ricerche di idrocarburi nel Mar Ionio stanno provocando grosse polemiche non solo fuori dal governo ma anche all’interno. Non poteva essere altrimenti, anche perchè ora c’è un nuovo fronte rispetto alla marcia indietro del MiSE sulla vicenda. Mentre tengono banco le parole di Salvini sulla Tav e dopo il duro scontro tra il vicepremier ed il primo ministro Conte sui migranti, il sottosegretario all’ambiente del Carroccio, Vannia Gava, apre il fuoco contro la decisione degli alleati di governo di firmare uno stop di 36 mesi per le trivellazioni nell’area Ionio-Salento.

Cosa afferma Gava? In sostanza, è sbagliato lo stop, alle ricerche perchè il Paese deve andare avanti. “Non posso approvare una impostazione tutta volta a dire ‘No’ come quella che sta alla base dell’emendamento dei 5 stelle sul tema delle trivelle. È sbagliato bloccare le autorizzazioni per le trivelle: non possiamo consentire che la paura blocchi lo sviluppo. Questo paese ha bisogno di una vera politica energetica che non può dipendere dall’acquisto dall’estero perché questo, oltre a portare costi sulle bollette dei cittadini, ci rende anche estremamente deboli”, le ha dichiarazioni del sottosegretario all’Ambiente.

“Questi insediamenti devono sottostare a precise valutazioni di impatto ambientale che li rendono compatibili con l’ecosistema. Senza contare che questo comparto imprenditoriale è una eccellenza che genera posti di lavoro. Noi non vogliamo cercare motivi per bloccare le aziende e lo sviluppo, ma – conclude Gava – vogliamo cercare una strada assieme per fare le cose, facendole bene. Le sfide del futuro non aspettano, il nostro paese deve andare avanti e non indietro”.

Differente la visione di Gianni Girotto, del M5S. “Sorprende il dibattito venutosi a creare in merito alle trivellazioni. Possiamo arrovellarci in decine di analisi, ma i combustibili fossili rappresentano il passato. Il mondo va in un’altra direzione: l’Italia ha un territorio troppo prezioso per continuare con questo scempio che da troppi anni si perpetra tra terra e mare solo per far felici le major del petrolio” la replica del presidente della Commissione industria e commercio del Senato.

“Peraltro – aggiunge Girotto – per estrarre una davvero minima quantità del fabbisogno nazionale. Oltre al risvolto ambientale, ce n’è uno economico: a chi sostiene che con lo stop a prospezioni e coltivazioni di idrocarburi rischiamo la perdita di centinaia di posti di lavoro, rispondo che con investimenti nella produzione della identica quota di energia pulita se ne possono creare migliaia di nuovi, cioè dieci volte di più, essendo le fossili appunto capital-intensive e le rinnovabili job-intensive”.

“E infine – conclude – proprio l’abbandono delle fossili e lo sviluppo delle rinnovabili è espliticamente previsto dal contratto di governo tra noi e la Lega. C’è chi continua a guardarsi indietro e chi invece preferisce guardare avanti: fermare le trivellazioni significa avere lo sguardo proiettato al futuro”.
fonte Agenzia DIRE-www.dire.it

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