Ex Ilva, rinviato incontro sindacati-ArcelorMittal

 

Si terrà domani il vertice previsto per oggi pomeriggio in vista dello sciopero del 14 gennaio
pubblicato il 08 Gennaio 2019, 20:46
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E’ stato rinviato a domani l’incontro tra i rappresentanti di ArcelorMittal Italia e i sindacati metalmeccanici di Taranto, Fim, Fiom e Uilm, in merito allo sciopero di 24 ore, a partire dalle ore 7 del 14 gennaio, dei dipendenti dello stabilimento ArcelorMittal Italia (ex Ilva) di Taranto proclamato dalle Rsu (Rappresentanze sindacali unitarie) Fim, Fiom, Uilm e Usb per protestare contro i ritardi nel completamento dell’organico e la decisione manifestata dall’azienda di spostare personale di alcuni reparti dello stabilimento. 

Disposizione che i sindacati considerato ‘unitalerale’ e ‘inaccettabile’. Il piano occupazionale “al momento – osservano le Rsu – risulta incompiuto rispetto agli 8200 lavoratori previsti dall’accordo del 6 settembre scorso. A fronte del graduale raggiungimento di produzione prefisso dal piano industriale appare evidente la necessità di implementare l’organico che al momento viene selezionato da altri impianti con mansioni del tutto differenti alle attività previste“. Per questo Fim, Fiom, Uilm e Usb chiedono “l’immediata sospensione della decisione aziendale” e a sostegno delle stesse rivendicazioni sindacali hanno proclamato lo sciopero per il 14 gennaio (8 ore per turno).

L’azienda in realtà ha però ricordato alle sigle sindacali, sia oggi che ieri, che c’è un comune impegno a non intraprendere azioni dirette come lo sciopero, sino a quando non si sia completata la procedura di raffreddamento dei conflitti, prevista dall’accordo del 20 maggio 1989, nonché dal protocollo interconfederale di Cgil, Cisl e Uil. 

Motivo del contendere il trasferimento di alcuni operai in reparti diversi dal cui solitamente operano, a causa di una riorganizzazione del lavoro stabilita da ArcelorMittal Italia. Sarebbero una quarantina gli operai in questione i cui spostamenti dovrebbero durare qualche mese: marzo/aprile per le manutenzioni, febbraio per la fermata temporanea dell’impianto bramme. Spostamenti giustificati tra l’altro dal fatto che essendo stati assunti con distacco lo scorso 1 novembre e poi in via definitiva lo scorso 1 gennaio, questi lavoratori non possono essere collocati nè in cig nè in ferie. I sindacati però non paiono voler accettare queste disposizioni ‘passivamente’ ed anzi vorrebbero che per effettuare queste operazioni venissero richiamati gli oltre 1800 lavoratori in cigs in capo all’Amministrazione straordinaria.

Il tutto considerando che tutte le caselle del personale, pari ad 8.200 unità, dovranno trovare la loro collocazione entro la fine del mese. Polemiche, scioperi e casi spigolosi permettendo. La sensazione è che ne vedremo ancora delle belle. O no?

(leggi il nostro articolo https://www.corriereditaranto.it/2018/12/30/ex-ilva-ombre-e-magheggi-sulle-assunzioni/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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