Niente kerosene, scuole al gelo

 

Accade all'Aristosseno e al Ferraris: la Provincia in ritardo con i rifornimenti. Eppure a Taranto c'è l'Eni...
pubblicato il 07 Gennaio 2019, 13:57
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Rientro gelato per alcune scuole in città. Accade a due istituti superiori di Taranto, come l’Aristosseno e il Ferraris, che hanno dovuto fare i conti con i… serbatoi vuoti per le caldaie: quindi, niente riscaldamenti e tutti con il cappotto!
In pratica, la Provincia – che è l’ente che gestisce i plessi degli istituti scolastici superiori – non ha provveduto al rifornimento di kerosene e quindi… niente caloriferi e freddo nelle aule. Più fortunate le scuole dove è in uso il gas metano.
Ora, dopo un rapido giro d’informazione, siamo venuti a conoscenza che le richieste di rifornimento da parte degli istituti all’Ente di via Anfiteatro sarebbero partite già a metà dicembre: tutto inutile, visto quel che è accaduto. E quel che lascia con l’amaro in bocca è che la situazione, ben che vada, potrebbe sbloccarsi solo tra alcuni giorni, con il rischio cioè che docenti, personale non docente e specialmente gli alunni restino al freddo viste le temperature di questo periodo.
E’ davvero assurdo che ancora oggi accadano certe vicende. Lucio, rappresentante d’istituto all’Aristosseno, ci trasmette tutta la sua rabbia – a nome degli studenti – per quel che sta accadendo: “Sono cinque anni che frequento il liceo e puntualmente in questo periodo si verifica questa grave disfunzione. Non è possibile. Sinceramente, non sappiamo come si muove il mondo degli appalti, ma l’Ente Provincia non dovrebbe lasciarci al gelo perchè la burocrazia o altro fermano quel che dovrebbe essere l’ordinaria vita di una scuola. Iniziative? Per il momento pensiamo di sensibilizzare la Prefettura se la questione non dovesse risolversi a breve. Poi possiamo pensare alla mobilitazione da parte nostra, ma non è giusto perdere il diritto allo studio perchè qualcuno o qualcosa non agisce com’è doveroso”.
Insomma, studenti arrabbiati e disposti a muoversi. Quel che lascia perplessi, a dir poco, è che Taranto è sede paradossalmente di una delle più grandi raffinerie d’Italia, che trasferisce idrocarburi in tutto il Paese ma… nemmeno un’autobotte per le scuole tarantine, altra riflessione degli studenti. “Non solo respiriamo l’aria della raffinazione, quindi con tutti i rischi che purtroppo conosciamo, ma dobbiamo anche fare i conti con il gelo nelle aule e quindi anche qui con tutte le conseguenze probabili”, è ancora il pensiero del nostro rappresentante.
Già, è davvero un paradosso. Tant’è che qualcun altro ha lanciato una battuta piuttosto amara: “Che dite, chiamiamo l’Eni per un rifornimento e poi la fattura la spediamo al MiSE?”. Il riferimento alle polemiche sulle autorizzazioni governative per le ricerche di idrocarburi nel Mar Ionio non è per niente casuale…

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