Trivelle, Costa: “Mai firmato autorizzazioni”

 

"Le autorizzazioni sono state rilasciate dal precedente Governo". M5S: "Il Golfo di Taranto non si tocca"
pubblicato il 06 Gennaio 2019, 16:53
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In questi giorni si sta scrivendo e dicendo tanto sul tema delle trivelle” però “da quando sono ministro non ho mai firmato autorizzazioni a trivellare il nostro Paese e i nostri mari e mai lo farò. Non sono diventato Ministro dell’Ambiente per riportare l’Italia al Medioevo economico e ambientale. Anche se arrivasse un parere positivo della Commissione Via, non sarebbe automaticamente una autorizzazione. Voglio che sia chiaro”. Sergio Costa, ministro dell’Ambiente, lo scrive su Facebook.

“I permessi rilasciati in questi giorni dal Mise sono purtroppo il compimento amministrativo obbligato di un sí dato dal ministero dell’Ambiente del precedente governo, cioè di quella cosiddetta sinistra ‘amica dell’ambiente’”, aggiunge Costa. “Siamo per un’economia differente, per la tutela dei territori e per il loro ascolto”, conclude il ministro.

“Noi siamo il governo del cambiamento e siamo uniti nei nostri obiettivi. Siamo e resteremo contro le trivelle. Quello che potevamo bloccare abbiamo bloccato. E lavoreremo insieme per inserire nel dl Semplificazioni una norma per bloccare i 40 permessi pendenti come ha proposto il Mise”, dice ancora il ministro Costa su Facebook.

“Anche per questo incontrerò personalmente i comitati Notriv di tutta Italia – aggiunge Costa -. Per lavorare insieme a norme partecipate, inclusive e che portino la soluzione che tutti aspettiamo da anni”. (Fonte dire.it)

“Su questo governo pesa grave eredità, con emendamento a dl semplificazioni bloccheremo iter di 40 titoli ancora pendenti. Il Movimento 5 Stelle è sempre stato contro le trivelle e sempre lo sarà. Una tempesta di menzogne si è abbattuta contro questo governo sebbene i permessi di ricerca di idrocarburi nel Mar Ionio, esternamente al golfo di Taranto – come anche la concessione di coltivazione Bagnacavallo in provincia di Ravenna – siano unicamente una conseguenza dell’ennesima scelta scellerata fatta dal governo precedente. Lo avevamo detto che le decisioni nefaste del governo Renzi sarebbero ricadute su chi fosse arrivato dopo. Invece di incorrere in eventuali impugnazioni a seguito del blocco delle autorizzazioni, il governo ha deciso di portare avanti una proposta normativa per arginare le richieste di trivellazioni sia in mare che a terra e da subito introdurrà, con un emendamento nel prossimo dl semplificazioni, una misura che possa bloccare l’iter di ben 40 titoli minerari ancora pendenti”. Anche il deputato tarantino del Movimento 5 Stelle, Giovanni Vianello, rilancia la forte smentita diffusa dal governo in merito alla vicenda trivelle nel Mar Ionio.

“La verità è che ci è stata lasciata una pesante eredità”, sottolinea Vianello che nel merito specifica: “I tre permessi di ricerca che interessano il Mar Ionio hanno ottenuto la VIA da parte del ministero dell’Ambiente nel 2017, quindi mesi prima che si formasse questo Esecutivo”.

“Sarebbe interessante – incalza il deputato – se venisse dato seguito a ciò che questo governo ha fatto per stoppare le trivellazioni invasive, come ad esempio la rinuncia formale del Mise di tre permessi di perforazione in Sardegna e Sicilia, oppure l’iter di rigetto di sette permessi di ricerca nell’Adriatico e nel Canale di Sicilia. A questo – come ha ricordato anche il Sottosegretario, Davide Crippa – si aggiungono altri tre titoli su terraferma che non verranno conferiti (Carisio (NO), Tozzona (BO-RA) e Masseria la Rocca- Basilicata)”.

“Il golfo di Taranto non si tocca come del resto le aree vietate alle trivellazioni sia in mare che a terra dovranno necessariamente aumentare, insieme anche alla sospensione delle nuove ricerche di idrocarburi. Questi punti costituiscono il cuore della proposta di legge che ho depositato mesi fa alla Camera e che da sempre rappresenta il pensiero del M5S. Chi in queste ore è intervenuto speculando sulla menzogna dimentica volutamente che le autorizzazioni sono state rilasciate dal Pd, partito di ex formale appartenenza per qualcuno e di alleanza per qualcun’altro”, conclude.

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