Trivellazioni in mare, il sì del Governo

 

Si legge nell'ultimo bollettino del MISE. Interessano anche Mar Adriatico e Mar Ionio. I Verdi attaccano il M5S
pubblicato il 05 Gennaio 2019, 18:06
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Il Ministero dello Sviluppo Economico dice sì alle trivellazioni per la ricerca di idrocarburi. E’ quanto si evince dall’ultimo Bollettino Ufficiale degli Idrocarburi e delle Georisorse datato 31 dicembre 2018, che vi alleghiamo al link Bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle georisorse – 31.12.2018.

Insomma, tutti i proclami nel corso degli anni (ricordate le manifestazioni “Giù le mani dal nostro mare”?) e le feroci polemiche con il governo Renzi e il cosiddetto decreto Sblocca Italia (che, in pratica, tolse autorità alle Regioni in materia), ecco che – riguardo il Movimento 5 Stelle – tutto ora è diventato il contrario di tutto. E, come ricorderanno tutti, le concessioni riguardano – restando in Puglia e Basilicata – tanto il Mar Adriatico quanto il nostro Maar Ionio. A voi lasciamo le riflessioni su quello che, per esempio, i vertici nazionali dei Verdi considerano un vero e proprio “voltafaccia”.
Infatti, in una nota, Elena Grandi e Matteo Badiali portavoce dei Verdi e Claudia Mannino, dell’esecutivo nazionale dei Verdi, scrivono, in particolare riferendosi al M5S di Basilicata: “L’ennesimo voltafaccia sul tema dell’ambiente del Movimento 5 Stelle è arrivato con la costituzione in giudizio alla Corte Costituzionale nel ricorso per conflitto di attribuzione tra Stato e Regione che la Basilicata (con l’appoggio dei Comitati No Triv) ha sollevato proprio contro quel progetto di ricerca di idrocarburi che è un regalo bello e buono alla società di ricerche petrolifere Rockhopper Exploration.”
“Sono gli stessi che ne avevano dette di cotte e di crude contro Renzi e il suo tentativo di togliere potere alle Regioni con la riforma costituzionale – proseguono -, che avevano appoggiato le proteste contro lo sblocca Italia e che avevano cercato di monopolizzare il referendum sulle trivelle e che adesso, anziché appoggiare le giuste istanze del movimento #NoTriv, si sono rimangiati tutti gli impegni contro le trivelle e le multinazionali del petrolio.“
“Noi crediamo – sostengono i Verdi – che finora il M5S al Governo abbia dimostrato con i fatti, di essere ancora ostaggio della lobby dei fossili anziché promuovere le energie rinnovabili, e di aver dimenticato tutte le belle parole che ha speso in campagna elettorale sulla partecipazione diretta dei cittadini e sul voler fermare le trivellazioni.”
“Un’altra questione fondamentale che riguarda il ministro Costa è la questione VIA-VAS. Infatti facendo seguito all’accertamento della Corte dei Conti che aveva riconosciuto la non conformità nella nomina della commissione tecnica VIA-VAS, pubblicato a fine settembre, commissione costituita dal precedente Ministro Galletti e al successivo atto di azzeramento da parte dell’attuale ministro Costa in funzione di nuove modalità di costituzione della stessa commissione con metodi più trasparenti e partecipativi, ancora nulla si muove. Per questo chiediamo di fare un passo ulteriore e sospendere, in autotutela, tutte le autorizzazioni rilasciate da quella Commissione”, concludono Grandi, Mannino e Badiali.

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