Ex Ilva, la FlmuCub contro lo sciopero di Fim, Fiom e Uilm

 

pubblicato il 05 Gennaio 2019, 21:08
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Questo sciopero é testimonianza di pura incoerenza del loro operato, dal quale l’unica reputazione deducibile nei loro confronti si esprime con una vera e propria mancanza di credibilità“. Lo afferma il sindacato di base FlmuCub in relazione allo sciopero di 24 ore dei dipendenti dello stabilimento siderurgico di Taranto proclamato per il 14 gennaio da Fim, Fiom, Uilm e Usb per protestare contro il mancato completamento dell’organico e il trasferimento di reparto di alcuni lavoratori. “I lavoratori e cittadini – afferma la FlmuCub – sono rimasti senza tutela fra salute e lavoro. L’accordo Ilva del 6 settembre 2018 ha riportato indietro di 50 anni la tutela dei diritti dei lavoratori grazie a chi ha firmato questo scellerato accordo, ed oggi Fim-Fiom-Uilm e Usb proclamano 24 ore di sciopero per lavarsi la coscienza. Questa iniziativa dei confederali offende chi fa vero sindacato in Italia, chi lotta seriamente per il diritto al lavoro, per la sicurezza dei lavoratori sul posto di lavoro, per la tutela della salute dei lavoratori. Contrariamente a tutto ciò hanno consentito l’immunità penale per il nuovo padrone, cancellando tutti quei diritti conquistati dai nostri padri del sindacalismo“. I lavoratori, conclude il sindacato di base, sono “sottoposti a ricatto e obbligati a lavorare su impianti ancora sotto sequestro dalla magistratura perché definiti altamente inquinanti. La FlmuCub, come sindacato di lotta, sancisce diritti inalienabili il diritto alla salute, al lavoro e alla vita dei lavoratori e cittadini, e ribadisce, pertanto, la chiusura delle fonti inquinanti con le bonifiche da attuare, impiegando gli stessi lavoratori“. 

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