Teatro Fusco: la voce delle onde

 

Finalmente riaperta la struttura, punto di partenza per l'auspicata rinascita culturale della città
pubblicato il 31 Dicembre 2018, 10:21
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‘La voce delle onde’: così potrebbe essere il secondo nome del teatro Fusco, proprio come il titolo del libro di Yukio Mishima, perché il soffitto è un richiamo a quelle onde di Taranto che lambiscono il palcoscenico, grande, dove le voci aspettano di essere ascoltate, quelle della musica, quella delle parole e che verranno fuori dopo più di un decennio. E questo grande involucro potrà raccontarle tutte e farle sentire a tutti, perché è arrivato finalmente il momento. Il teatro è sobrio e arioso, è uno spazio che dà spazio. E’ luminoso il suo ingresso con le sue finestre e le tre porte che invitano ad attraversare il parquet chiaro ed ammirare i lampadari che ricordano le canne di un organo. 

L’atmosfera d’attesa all’inaugurazione aveva il pathos giusto, gli artisti Resextensa, all’esterno, hanno raccontato di voli alla tanta gente che guardava le meravigliose acrobazie e che avrà desiderato un immediato ingresso nell’atteso teatro, ma ci sarà la giornata di San Silvestro ad ospitarla nel open day

Intanto l’esordio ufficiale, con l’accoglienza delle corde delle arpe delle Diamond Strings della Maestra Maria Grassi, rappresentante dell‘Istituto Musicale Paisiello, era riservato, su invito, alle autorità, alle persone che orbitano nella sfera culturale tarantina, a chi dovrà metterci del proprio affinché si suggelli questo teatro di tutti, questo teatro della città. L’emozione avvertita all’esterno, all’interno era molto più flebile, non si sa se per personale atteggiamento di mero atto di presenza all’evento o perché ci si aspettava una inaugurazione dalle tinte più accese. Una prima senza fronzoli, nè tantomeno mise da serata di gala, che avrebbe fatto tanto bon ton per un avvenimento storico. Ci è mancato il gusto per qualche commento sull’eleganza da première.  

Di certo deve essere stato un parto veramente difficile, perché gli attori principali di questo lavoro, che fino all’ultimo secondo, per mantenere fede alla data prevista, hanno affrontato non poche peripezie e patemi, hanno tirato un sospiro di sollievo, quasi increduli di essere arrivati al traguardo quasi incolumi. La triade che ha maggiormente avuto questa responsabilità in Giunta, cioè il vicesindaco, Valentina Tilgher, l’assessore alla cultura Fabiano Marti e l’assessore ai lavori pubblici Massimiliano Motolese avevano l’aria di chi aveva portato, finalmente, a casa, il meritato punto.  La visibile commozione di Marti ha provocato strali di ironia da parte dei suoi colleghi, conoscendo il suo istrionismo congenito e, in questa catarsi, insieme ai saluti dei componenti della giunta, si è sentita la mancanza della presenza sul palco del deus ex machina di tutti i lavori amministrativi in atto, in quanto il sindaco Rinaldo Melucci, successivamente al taglio del nastro, effettuato dai due più giovani abbonati alla prossima stagione teatrale, è corso sotto le coperte a causa della sua influenza. Un’assenza che è stato un rammarico per molti.

Il direttore artistico Michelangelo Busco ha augurato lunga vita al teatro Fusco, dopo aver vissuto anch’egli un work in progress al cardiopalma. 

Sono mancati champagne e cotillon a rendere più scintillante questo momento, perché lo spettacolo presentato da Nicla Pastore, forse, avrebbe dovuto essere strutturato meglio da vari punti di vista. Certo la scelta dell’Orchestra ICO della Magna Grecia, diretta da Piero Romano è stata una indicazione, proprio a sottolineare quanto gli operator locali del settore abbiano, finalmente, un punto di riferimento forte, dopo che hanno lavorato, per anni, esclusivamente con le proprie forze. Concetto che lo stesso direttore d’orchestra ha sottolineato, ringraziando alcuni dei vari attori di questo progetto culturale tarantino, finora autonomo: Paolo Ruta, Gabriele Maggi, Clara Cottino, Renato Forte, i fratelli Di Giorgio e così via. 

Le musiciste in rosso hanno offerto uno spunto natalizio di classe, dispiegato anche con note arie che desiderato riecheggiare il celeberrimo Capodanno viennese, ma sottolineando il gusto campanilistico per gli autori che hanno esportato Taranto nel mondo, come Paisiello e Costa.

Fondamentalmente le scelte musicali sono state popolari, nel senso che erano conosciute ai più ed hanno avuto due punte di diamante con cantanti lirici tarantino di estremo livello come il soprano Giuliana Gianfaldoni ed il tenore Antonio Mandrillo. 

A margine della serata siamo andati l’origine del teatro, ascoltando il parere di Daniele Fusco che nel 2005 ha lasciato il teatro di famiglia nelle mani dell’amministrazione civica. Ci dice che non ha rimpianti e che non vedeva l’ora di vederlo realizzato. Aggiunge che i tarantini lo meritano davvero, come dicono anche gli amministratori, proprio perché è un punto di partenza per la rinascita di cui si è in attesa ed accade proprio in questo momento dell’anno. Si ritiene soddisfatto che finalmente si possa usufruire in uno spazio storico al quale è personalmente affezionato, ma andrà ad informarsi sull’effettiva  altezza del palco, che sembra più basso del passato, così come dell’acustica, che un tempo era più conforme alle esigenze del teatro.

Intanto il sipario si è finalmente aperto: venghino signori, venghino! E con 450 abbonamenti già venduti per la prossima stagione teatrale, organizzata con il Teatro Pubblico Pugliese, pare il messaggio sia stato ben recepito. Se si continua così come auspicato, ogni giorno le porte di via De Cesare avranno occasione di invitare all’ingresso.

Foto: Martino Marzella

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Laureata in Lettere Moderne. Giornalista. Ha partecipato al Corso di Giornalismo dell'Ordine dei Giornalisti di Puglia. 2 figli. Ha lavorato per alcune emittenti televisive locali: Videolevante, Studio 100, Telerama, Jotv, Tele.5 (in qualità di direttore). Ha collaborato con Taranto Sera, Voce del Popolo, Paese Nuovo (allegato de L'Unità), Pigreco, Tarantoggi, Primaveraradio (circuito Popolare Network), Magazine (in qualità di direttore), Edili, Radiocittadella. Ha curato numerosi uffici stampa, tra cui il Comune di Lizzano e l'Associazione Musicale della Magna Grecia, Magna Grecia... il Premio (Provincia di Taranto), Crest, VIALIBERA. Ha condotti programmi televisivi e radiofonici.

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