Melucci: “Un Natale di rinascita”

 

Conferenza stampa di fine anno del primo cittadino che fa il punto sul lavoro suo e della Giunta
pubblicato il 29 Dicembre 2018, 20:02
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È un Rinaldo Melucci in versione one man show quello che accoglie la stampa cittadina nel salone degli specchi, in municipio. Il sindaco, a suon di slide (in coda vi proponiamo il link) e statistiche, rivendica il lavoro compiuto dalla sua giunta (riunita attorno a lui per l’occasione) nell’ultimo anno solare.

Un lavoro svolto in cinquantatré sedute di giunta (pressoché una a settimana), che hanno prodotto 352 deliberazioni. È vero, lo sappiamo bene: non sempre, in materia di amministrazione, quantità significa anche qualità. D’altro canto, però, va riconosciuto che questo lavoro ha portato (o sta portando) all’adozione di alcuni importanti strumenti normativi; due su tutti, il PUG e il Piano Urbano della Mobilità sostenibile, di cui spesso abbiamo parlato sia su queste pagine che nei nostri incontri con i quartieri. Si tratta di un lavoro di pianificazione i cui frutti si potranno vedere, se tutto andrà nel verso giusto, fra diversi anni. Un lavoro che funzionerà solo se questa amministrazione e quelle che seguiranno sapranno continuare sulla rotta che è stata tracciata. Un lavoro, tuttavia, necessario (ci sentiamo di dire) per far uscire Taranto da quell’immobilismo che ormai ha disilluso i più. Una disillusione che il primo cittadino non ha mancato di sottolineare, anche a proposito delle critiche che quotidianamente gli vengono rivolte da più parti. «Qualcuno scherzando mi dice sempre: “Sindaco, non ti si vede in mezzo alla strada”. Però, per produrre questa mole di documenti, piani, vi posso garantire che si possono fare poche passeggiate in mezzo alla strada. È evidente che, chiusa la parte amara del lavoro dell’amministrazione, I restanti anni di questa consigliatura in teoria dovremmo goderceli a tagliare nastri». E a proposito di nastri da tagliare, il primo sarà quello del Teatro Fusco. A prendere in mano le forbici, per volontà dell’amministrazione comunale, saranno i due abbonati più giovani (otto e nove anni). Il tutto in attesa della riapertura più attesa (che chissà quando vedremo): quella del Palazzo degli Uffici. Il sindaco ha tenuto a ricordare il proprio desiderio di vedere «La prima gru muoversi» in un cantiere ormai fermo da anni per vicende ben note. Un riferimento, quello fatto dal sindaco al Palazzo simbolo del borgo umbertino, che vogliamo cogliere come una promessa perché finalmente si muova qualcosa. Una promessa, beninteso, con tutti gli oneri del caso se non dovesse essere mantenuta.

Chiudendo il suo breve saluto alla stampa il sindaco non ha mancato di fare un invito anche agli operatori dell’informazione: quello a sottolineare anche il bello e il buono che accade in città. E non si può negare che qualcosa, nella cittadinanza, stia cambiando. Le numerose iniziative culturali, sia private che pubbliche, la riapertura dei siti archeologici e la valorizzazione degli ipogei, per fare solo degli esempi, stanno risvegliando nei tarantini più avveduti il senso del patrimonio che abbiamo fra le mani. Iniziare a sottolinearlo maggiormente (senza dimenticare di evidenziare ciò che non va, sia chiaro) può essere un primo passo per uscire dall’angolo in cui Taranto si trova ormai da troppi anni.

Comune – consuntivo 2018

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