Edilizia, troppe vittime per norme non rispettate

 

pubblicato il 05 dicembre 2018, 18:03
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Il 55% delle vittime di infortuni mortali nei luoghi di lavoro è costituito da lavoratori in nero, quindi irregolari: il dato, su base nazionale, è stato rappresentato nel convegno sul tema “Le attività di prevenzione e la programmazione dei controlli in edilizia”, tenutosi alla facoltà di Giurisprudenza del polo universitario ionico organizzato dallo Spesal Asl-Taranto insieme alla Regione Puglia.
“La fatalità – ha aggiunto il dott. Cosimo Scarnera, direttore SPESAL ASL Tanon esiste. Gli infortuni sui luoghi di lavoro sono conseguenza del mancato rispetto delle norme che tutelano la salute e la sicurezza di operai e maestranze”. Le parole d’ordine per fronteggiare questo drammatico fenomeno ancora una volta sono la formazione, l’informazione e la prevenzione. Gli esiti degli studi e delle ricerche proposti all’attenzione dei partecipanti confermano infatti che a provocare gli infortuni sono molteplici fattori tra cui, appunto, la scarsa conoscenza delle norme e la mancata o non corretta applicazione delle procedure propedeutiche a garantire l’incolumità degli addetti.
Basti pensare – altro dato emerso durante il simposio – che la causa del 58% degli infortuni mortali nel settore edile è conseguenza della caduta dall’alto; si tratta dunque di lavoratori che operano sui ponteggi o comunque su strutture impiegate per eseguire lavorazioni a diversi metri di altezza ma che, in molti casi, non risultano protetti o agganciati ai dispositivi di sicurezza.
Sul versante delle malattie professionali, il 56% dei lavoratori edili che si ammala lamenta disturbi riconducibili alla sordità e a problemi dell’udito, mentre il 29% è affetto da malattie dell’apparato muscolo-scheletrico. Statistiche, quelle elaborate dall’Inail, che fanno riflettere se solo si considera il progressivo invecchiamento della popolazione lavorativa del comparto edile.
Di qui la necessità di intervenire per tempo attraverso una lettura ed analisi condivisa dei dati a disposizione e lo scambio continuo di informazioni tra enti e organismi che a vario titolo si occupano di questi temi. Non a caso, oltre ai rappresentanti di Asl Taranto e Regione Puglia, hanno partecipato al convegno in qualità di relatori anche dirigenti e funzionari dell’Inail, dell’Ispettorato territoriale del Lavoro, del Formedil Cpt Taranto, della Cassa Edile, della Asl di Lecce, dell’Ance di Taranto e degli ordini dei Medici e degli Ingegneri della provincia di Taranto.
L’obiettivo, condiviso, è di avviare Piani Mirati di Prevenzione promuovendo la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro.

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