AMIU, il presidente Giusti accompagna gli operatori a bordo di un compattatore

 

pubblicato il 05 dicembre 2018, 19:15
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Visita in Autoparco, questa mattina per il presidente del CdA AMIU Carloalberto Giusti e il consigliere Daniele D’Ambrosio.
Per un giorno, recita un comunicato dell’azienda partecipata, i due amministratori hanno letteralmente indossato gli indumenti da lavoro per verificare sul campo le difficoltà che affrontano ogni giorno i dipendenti della partecipata. A bordo di un compattatore, quindi, Giusti e D’Ambrosio hanno accompagnato gli operatori durante le operazioni di svuotamento dei cassonetti.
«Si tratta di un lavoro di pubblica utilità – il commento del presidente Giusti –, che però presenta complicazioni non sempre legate alla sua natura. Seguendo gli operatori, infatti, abbiamo riscontrato l’inciviltà di alcuni cittadini che, parcheggiando davanti ai cassonetti, complicano le operazioni di svuotamento. Ci siamo imbattuti, inoltre, nella pervicace abitudine di abbandonare i rifiuti fuori dai cassonetti, anche quando questi sono vuoti. Per non parlare dei conferimenti abusivi di macerie edili, spesso causa dei danneggiamenti dei contenitori. Insomma, la condizione generale del servizio ci vede vigili: i margini di miglioramento ci sono, soprattutto se i cittadini sapranno fare la loro parte».
Prima di salire a bordo del mezzo, però, il presidente si è intrattenuto con alcuni dei dipendenti presenti in Autoparco. Un’occasione di confronto, che diventerà un’abitudine, per raccogliere sollecitazioni e trasmettere ai lavoratori l’orgoglio di amministrare un’azienda che sta lavorando a un costante miglioramento della sua performance, grazie anche al loro spirito di abnegazione.

«Grazie a voi – ha concluso Giusti rivolgendosi ai lavoratori – la città non soffre di un’emergenza rifiuti, come invece accade in molte altre città. Ci sono problemi, certo, Taranto potrebbe essere più pulita, ma dobbiamo iniziare coinvolgendo maggiormente la cittadinanza rispetto al definitivo abbandono di pratiche desuete, come la cartaccia gettata con noncuranza per terra. Appartengono al passato e tali devono rimanere, anche perché così il vostro lavoro sarà meno pesante».

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