“Taranto tornerà capitale del Mediterraneo. E sarà disinquinata”

 

Lo ha detto Vera Corbelli, commissario straordinario per gli interventi urgenti di bonifica ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto
pubblicato il 29 novembre 2018, 20:09
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Penso che lavorando bene con una piattaforma solida dal punto di vista scientifico, tecnico e gestionale, Taranto ritornerà ad essere una capitale del Mediterraneo“. Lo ha detto Vera Corbelli, commissario straordinario per gli interventi urgenti di bonifica ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto, a margine di un incontro organizzato nell’Università di Bari alla presenza del generale Giuseppe Vadalà, commissario straordinario per le discariche abusive sul territorio nazionale e del rettore, Antonio Uricchio.

Credo proprio di sì. Tutto ha una fine“, ha detto Corbelli rispondendo alla domanda se un giorno si potrà parlare di una Taranto non inquinata. “A Taranto – ha proseguito – non c’è soltanto il sistema industriale Ilva che ha creato delle forti pressioni sul territorio, ma abbiamo svariati sottosistemi, tra cui l’Ilva che incide per il 40%, ma anche di uno scellerato uso da parte dell’uomo di questa città. Con l’arma dei carabinieri abbiamo trovato oltre 500 aree che hanno ospitato e stanno ospitando rifiuti di vario tipo, fra cui amianto. Stiamo cercando di capire qual è stato l’effetto di queste pressioni, sui vettori che hanno trasportato questo materiale inquinato e contaminato e quindi stiamo agendo attraverso l’analisi dei bersagli per comprendere l’impatto sulle persone, sull’acqua e sul suolo“. Il commissario ha ricordato gli interventi di bonifica delle aree Sin (Siti in interesse nazionale) “sulle scuole di Taranto, in particolare il quartiere Tamburi, il cimitero, l’area P.I.P. di Statte, il Mar Piccolo, l’area portuale, in buona parte già conclusi, e poi gli interventi sull’area di crisi ambientale, passando da 115 km quadrati a circa 600 chilometri quadrati“. A Taranto sono stati avviati 150 interventi tra i quali quello di “sensibilizzazione ambientale con i bambini delle scuole e quello che vede 145 lavoratori impiegati nella riqualificazione delle aree degradate – ha concluso Corbelli – ed è il primo progetto in Italia. Anche Taranto come modello di idee e di proposte progettuali“.

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