“Tavolo rotonda Ilva: idee poche e molto confuse”

 

Il commento del segretario generale della Fiom Cigl di Taranto, Francesco Brigati, sull'iniziativa della Regione Puglia 'Acciaio Pulito'
pubblicato il 28 Novembre 2018, 19:34
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In occasione della tavola rotonda “Acciaio Pulito”, nell’ambito dell’iniziativa Anno Zero organizzata dalla Regione Puglia, “è mancata la visione strategica e di prospettiva reale, capace di andare oltre gli slogan e dare risposte concrete ai lavoratori e ai cittadini evitando pertanto inutili contrapposizioni tra lavoro e ambiente, per il rilancio di una siderugia pulita. È infatti evidente che le idee sono poche e molto confuse, soprattutto quando si evidenzia poca chiarezza tra il piano tecnico e quello politico“: questo l’incipit del commento del segretario generale della Fiom Cigl di Taranto, Francesco Brigati, sull’iniziativa della Regione Puglia.

Il ruolo tecnico/politico della Valenzano, infatti, non solo non ha centrato questi obiettivi ma ha anche introdotto proposte poco chiare e confuse durante il passaggio relativo alle bonifiche previste dal DPCM del 29 settembre 2017, creando di fatto confusione con le attività che saranno in capo ad Ilva in As e che nulla hanno a che vedere con le bonifiche al di fuori delle aree previste – prosegue Brigati -. Infatti le aree oggetto di interventi di bonifica sono ben specificate all’interno dell’allegato 8 del DPCM e riguardano specificamente le aree che restano nella titolarità di Ilva in S.p.A. in A.S. in quanto non oggetto di cessione. Ritengo pertanto necessario, di fronte ad un quadro normativo segnato dalle decisioni dei governi che si sono susseguiti, ognuno nel proprio ruolo istituzionale e ambito lavorativo, contribuire a migliorare lo stato di cose esistenti provando a condividere percorsi comuni che abbiano obiettivi ben chiari e soprattutto raggiungibili“.

La Fiom Cgil “non si è mai limitata a criticare l’autorizzazione integrata ambiantale ma ha elaborato osservazioni di merito chiedendo a gran voce l’applicazione delle linee guida della VIIAS – sostiene il segretario della Fiom -. La vendita di Ilva al maggior produttore mondiale di acciaio ci pone inoltre in una condizione non favorevole e pertanto ci deve far riflettere sulle azioni da adottare nel futuro per migliorare il piano ambientale, che ancora ad oggi presenta sostanziali criticità irrisolte“.

Il ruolo delle istituzioni diventa quindi importante nel rapporto con Arcerol Mittal, sia per il controllo delle emissioni che, secondo quanto dichiarato dalla Valenzano, le attuali centraline non garantiscono il monitoraggio delle emissioni inquinanti provenienti dalla zona industriale sia per la prevenzione della salute dei lavoratori e dei cittadini – conclude Brigati -. Pertanto, oltre a rivendicare le linee guida della VIIAS, bisognerebbe recuperare il progetto originale del centro salute ambiente rendendolo ancora più centrale e determinante sugli aspetti che riguardano le problematiche ambientali e sanitarie del territorio ionico. È indispensabile quindi partire da atti concreti per ridare speranza e un futuro migliore ad una comunità che ha subito per troppi lunghi anni il ricatto occupazionale“.

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