Ampliamento discarica Italcave: via ai lavori

 

pubblicato il 26 Novembre 2018, 19:35
7 mins

Lo scorso 17 aprile, come si ricorderà, con la Determinazione Dirigenziale n. 52 la Provincia di Taranto espresse parere favorevole di compatibilità ambientale (VIA) e rilasciò, contestualmente, l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) alla Società Italcave S.p.A., relativamente al progetto di ampliamento della discarica per rifiuti non pericolosi, già autorizzata con D.D. n. 36 del 11 dicembre 2014, e di modifica della piattaforma di selezione e inertizzazione, ubicati in c.da La Riccia Giardinello nel Comune di Taranto.

Si tratta del famoso progetto di ampliamento del III lotto di discarica, che permetterà l’arrivo di circa 3000 tonnellate di rifiuti giornalieri, di cui 500 urbani. L’AGER, l’agenzia regionale dei rifiuti, chiese espressamente che su questa autorizzazione fosse prevista la clausola per lo smaltimento dei RSU pretrattati. In totale Italcave adesso ha una volumetria autorizzata di 10.823.444 mc. Riceve rifiuti da gran parte dell’Italia e può ‘vantare’ una volumetria di 4,5 milioni di metri cubi tra le più gradi d’Europa.

La Società Italcave S.p.A, con una nota dello scorso 27 agosto 2018 (prot Provincia n. 25792 del 28.08.2018) ha trasmesso alla Provincia e al Comune di Taranto il progetto esecutivo e richiesto, ai sensi dell’art. 28 del D.lgs. n. 152/2006, la verifica dell’ottemperanza alle condizioni ambientali contenute nella D.D. n. 52/2018.

Sulla base di quanto esposto dalla società, la Provincia ha ritenuto “di concludere il procedimento di cui trattasi proponendo al dirigente l’approvazione della verifica di ottemperanza alle prescrizioni contenute nella richiesta della Società Italcave del 27 agosto 2018 che, pertanto, risultano ottemperate e, per l’effetto, consentire l’inizio dei lavori, salvo il rispetto degli adempimenti in materia di garanzie finanziarie e di deposito dei calcoli strutturali e sismici“. Il funzionario titolare di P.O. Ing. Aniello Polignano, “attesta di avere regolarmente effettuato l’istruttoria del procedimento amministrativo, sotteso all’adozione del presente provvedimento, nel rispetto della normativa vigente in materia. Attesta, infine, che quanto precede è stato redatto sotto la propria responsabilità e che pertanto la seguente proposta di determinazione è conforme alle risultanze dell’istruttoria espletata ai sensi dell’art. 6 della legge 241/90”.

Le prescrizioni del progetto

Quanto alla prescrizione (1), che prevedeva uno studio sull’assestamento dei volumi della discarica congiuntamente ad una valutazione modellistica del ruscellamento delle acque, la Provincia relaziona che “l’azienda ha ottemperato con nota del 11 luglio 2018, prot. 192/DIR/2018. Con nota del 9 agosto 2018, prot. 24929, la scrivente Provincia ha avviato il procedimento di riesame dell’AIA in relazione ai lotti I e II della discarica“.

Quanto alla prescrizione (2), la presentazione del progetto esecutivo della realizzazione del bypass della condotta dell’acqua potabile, nalle relazione della Provincia si legge che “l’azienda ha ottemperato con nota del 15 giugno 2018, prot. 172/DIR/2018. In data 24 luglio 2018 si è tenuta apposita Conferenza di Servizi ed è in corso di adozione il relativo provvedimento amministrativo“.

Quanto alle prescrizioni (3), l’azienda ha ottemperato con note del 17 agosto 2018, prot. 242/DIR/2018, e del 14 maggio 2018, prot. 130/DIR/2018. Il piano di Sorveglianza e Controllo revisionato è stato trasmesso dalla scrivente Provincia ad Arpa Puglia con nota del 31 maggio 2018, prot. 17430. In data 14.09.2018, con nota prot. 27631, è stato convocato il Tavolo Tecnico con Arpa Puglia e Comune di Statte in materia di molestie olfattive.

Quanto alle prescrizioni n. (4), (5), (6), (7), (8), (9) e (10), come la realizzazione del progetto esecutivo degli impianti di trattamento del percolato, di gestione e raccolta del biogas e delle acque meteoriche, la bonifica delle aree dismesse, l’analisi di campioni di terreno, la progettazione esecutiva del progetto nel suo complesso, dell’utilizzo del materiale presente in cava, le prove di emungimento di breve e lunga durata sui pozzi, la presentazione del progetto di una rete di telemonitoraggio delle acque dei pozzi (con relativa chiusura del pozzo PE12), l’incremento di alberature di alto fusto, l’implementzione della rete di monitoraggio della falda con altri 7 piezometri ed il recupero del materiale utilizzato, “l’azienda ha ottemperato in fase di progettazione esecutiva trasmessa con nota del 17 agosto 2018, prot. 242/DIR/2018“.

La progettazione esecutiva trasmessa, composta da n. 99 relazioni e n. 172 tavole e n. 1 documento dal titolo “Masseria La Felicia – Museo della Memoria – L’uomo e il Soldato”, secondo il settore Pianificazione e Ambiente della Provinciaappare conforme al progetto approvato e, giusta autocertificazione del progettista, rappresenta “l’ingegnerizzazione di tutti gli interventi previsti nel progetto definitivo già approvato con la Determina Dirigenziale della Provincia di Taranto n. 52/18, al fine di definire nel dettaglio l’opera da realizzare”.

In riferimento al progetto dell’area museale (che rappresenta una misura di compensazione proposta dalla Italcave), si evidenzia che il Sindaco del Comune di Statte, con nota del 22 maggio 2018, prot. 9615, ha richiesto di “apportare un proprio contributo proattivo per la definizione di idonee misure di compensative di carattere ambientale” chiedendo di convocare specifico incontro, che la Provincia ha convocato con nota prot. 28150 del 18.09.2018 invitando altresì il Comune di Taranto.

Infine, nella determina della Provincia si legge che “prima dell’inizio delle attività di recupero della litostruttura antropica dovranno essere depositate e approvate le garanzie finanziarie di cui alla nota della scrivente Provincia del 18 luglio 2018, prot. 22740; prima dell’inizio delle opere strutturali dovrà essere depositata la documentazione prevista dalla legge 2 febbraio 1974, n. 64 e dalla legge 5 novembre 1971, n. 1086; restano fatti salvi gli aspetti relativi alle garanzie finanziare per l’attività di recupero energetico del biogas, di competenza della società Marcopolo Engineering Spa, i cui importi e modalità di prestazione verranno stabiliti con successivi atti“.

Dunque, a breve partiranno i lavori per l’ampliamento dell’Italcave. E seppur confidando sul fatto che tutto avvenga secondo prescrizioni e parametri stabilito dalla legge, certamente questa non è una bella notizia per l’intero territorio tarantino. Ma come ripetiamo da anni e anni oramai, senza un chiaro e serio progetto di raccolta differenziata dei rifiuti, difficilmente ci si potrà liberare nel breve periodo delle discariche. 

(leggi il nostro articolo sul III lotto della discarica Italcave https://www.corriereditaranto.it/2016/09/24/discarica-italcave-larea-far-sorgere-iii-lotto-inquinata/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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