La disinformazione dilagante

 

Nulla è più come prima e gli interessi prevalgono sulla verità
pubblicato il 18 novembre 2018, 11:56
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Ogni tanto si dibatte sul problema della disinformazione dilagante e la manipolazione delle notizie, un problema nazionale ma soprattutto internazionale. Il mestiere di giornalista è da tempo sotto i fari dell’opinione pubblica a causa del deterioramento della politica e dagli interessi nazionali e personali. Si è aperto un dibattito acceso, in particolare sull’articolo 21 della Costituzione che ricorda la libertà di parola e di opinione. A mio parere questa formula oggi è scaduta, in quanto sono cambiati i tempi e ognuno fa come vuole a volte in modo scorretto, quindi da rivedere fermo restando la libertà. Per vari motivi democratici, questo articolo 21 è stato scritto in tempi diversi dalla situazione odierna. La disinformazione voluta o occasionale, fa male a tutti, con gravi conseguenze; quindi occorre rivedere certe regole, accertare e punire gli eccessi che hanno conseguenze sulla democrazia e sull’ordine sociale.
Personalmente mi soffermo sulla parte internazionale perché la disinformazione ha avuto e ha delle conseguenze globali, tutto il mondo è paese, tutti all’occorrenza per convenienze di tutti i tipi deformano la verità, notizie o le fonti. La buona fede è un vecchio ricordo, molti approfittano della loro posizione per condizionare l’opinione pubblica provocando conflitti internazionali e incomprensioni tra i popoli, con gravi conseguenze. La disinformazione della carta stampata, della televisione, la radio e la rete internet, interessano miliardi di persone di diverso credo, cultura e educazione, provocando il caos informativo in tempo reale con gravi conseguenze. Da quando è entrato il danaro nell’informazione, si è ulteriormente aggravata la situazione, chi guadagna troppo e chi poco, e questo sta causando forti ingiustizie; inoltre il sistema mafioso completa l’opera con il ricatto e la violenza.
Nulla sarà come prima, ognuno dovrà orientarsi nel caos e trarne le conseguenze. Purtroppo devo ammettere che la situazione percorre un sentiero pericoloso senza ritorno, dovremo ognuno fare ricorso alla propria coscienza, nella cultura della sopravvivenza intellettuale e fisica: questo sarà la grande scommessa del futuro. Nei giorni scorsi di questo tema, ne abbiamo perlato con il direttore di questo giornale e l’editore, proponendoci di fare qualcosa per migliorare l’informazione locale e globale con l’aiuto delle tecnologie moderni e soprattutto con la trasparenza, obbiettività e etica il più possibile e al più presto.
A questo articolo aggiungo una breve intervista rilasciata 20 anni fa, dove prevedevo la situazione attuale irreversibile, la distinzione tra la realtà e la finzione divisi da una linea immaginaria segnata dall’etica.

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