Crisi Comune; Cna, Confartigianato e Confesercenti: “Immobilismo deleterio”

 

Il monito di Cna, Confartigianato e Confesercenti sugli effetti di un eventuale commissariamento dell'Ente civico per l'economia cittadina
pubblicato il 14 Novembre 2018, 11:51
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Cna, Confartigianato e Confesercenti affidano, ad una nota stampa congiunta, le proprie preoccupazioni in merito alla crisi di governo a Palazzo di Città ed al conseguente rischio commissariamento dell’Ente civico qualora il sindaco non dovesse revocare le sue dimissioni. “Ancora commissariamento, ancora elezioni a poco più di un anno da quelle spesso segnate da attacchi – si legge nella nota congiunta – che con la politica avevano poco a che fare, rispetto a un territorio in sofferenza che chiede con insistenza unità di intenti in un periodo di profonda crisi”. La nota congiunta delle predette associazioni di categoria si assomma a quella di Ance Taranto che già nei giorni precedenti alle dimissioni di Melucci ammonì dal rischio per l’economia cittadina scaturito da questa “vacatio politica” e da un eventuale commissariamento dell’Ente (leggi qui).

Le tre organizzazioni di categoria lanciano il proprio monito sugli effetti che il non governo della cosa pubblica comporterebbe all’economia cittadina, già segnata da oltre un decennio di crisi economica. “Se qualcuno non abbia ancora un’idea su cosa possa essere la crisi, faccia un giro nel cuore della città e si metta una mano sulla coscienza – si legge nella nota -. Non è il caso di lasciare Taranto ancora per un anno in simili condizioni. La chiusura giornaliera di attività alle porte delle festività natalizie sono un altro pessimo segnale, per la città, dunque per gli stessi residenti”.

«Sei mesi di inoperosità in vista di possibili nuove elezioni,  insieme con una nuova Giunta da formulare ancora con il bilancino del farmacista di un tempo, o ricampionare a seconda di nuovi asset politici, rappresenterebbero – recita la nota congiunta di Cna, Confartigianato e Confesercenti –  una nuova sciagura per la città. Sei mesi di “non governo” significano non avere interlocutori sui diversi temi, dall’industria al commercio, passando per l’artigianato che prima di altri avverte una crisi senza fine. Significa provocare danno a progetti in cantiere, attività prossime al “via”, non avere confronto su questioni urgenti da affrontare».

«Le dimissioni di un sindaco sono la spia di una vita “non solo politica” che vive Taranto: provocare discontinuità è non voler bene a questa città – affermano Cna, Confartigianato e Confesercenti -. Ci chiediamo quanto sia corretto siglare un patto, debole evidentemente, provare a consolidarlo con una stretta di mano e poi provocare uno sgambetto. Non entriamo nel merito dei “numeri” delle elezioni a presidente della Provincia, indicato come un presunto appello che il sindaco Rinaldo Melucci avrebbe fatto per comprendere alleanze e opposizione a Palazzo di Città».

Ciò premesso, le tre organizzazioni richiamano al senso di lealtà, da parte dei componenti della coalizione di governo, nei confronti degli elettori che hanno premiato, in occasione delle ultime elezioni comunali, l’attuale  Amministrazione comunale. «La nostra esperienza dice quanto una stretta di mano sia più importante di qualsiasi altra cosa: non carta bollata, ma cuore e passione, quanto in certi momenti è vistosamente mancato a questa città. Non entriamo nel merito di assenze o mancanza di numero legale in occasione di temi strategici a questa città», precisano successivamente».

«L’invito di Confartigianato, Confesercenti, Cna e Unsic dunque, è uno solo: ritrovare l’armonia, – esplicita la nota – valorizzare la stima di elettori che hanno consegnato nelle mani di ciascun consigliere le proprie aspettative, evidentemente indirizzate a una città migliore. Chiunque si sia recato alle urne, crediamo abbia espresso nome e coalizioni per il bene di Taranto, non certamente con lo scopo di restituire dopo un anno una città a un immobilismo, modalità più deleteria di quanto non sia una crisi politica», conclude la nota.

 

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